Avezzano – Lo scorso 12agosto è stato diffuso un comunicato stampa a firma dei senatori di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi e Guido Quintino Liris sull’annoso tema del rischio soppressione dei tribunali minori.
Nella nota dei due parlamentari abruzzesi si dice: «La storia della legge d’iniziativa regionale volta a salvare i tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto racconta che subito dopo l’approvazione da parte del Consiglio regionale, avvenuta nel mese di settembre del 2020, questa legge è stata rapidamente trasmessa dal presidente e della Regione Marco Marsilio, sostenitore deciso della causa, agli allora presidenti di Camera e Senato.»
«Ma» aggiungono i due senatori «nonostante le numerose sollecitazioni, il testo “salva tribunali” in due lunghi anni è rimasto in sospeso, senza mai essere affrontato dalle competenti commissioni giustizia del Parlamento. I motivi di questa impasse sono da chiedere a coloro che, in vario modo, frequentavano i corridoi del Parlamento in quella legislatura.»
Sarà stata colpa dei governi Conte II e Draghi?
Tutto sembrerebbe cambiare con l’avvento della nuova compagine governativa guidata dalla Presidente Meloni. Infatti Sigismondi e Liris aggiungono nella nota: «All’indomani dell’insediamento del nuovo Parlamento, lo scorso 14 ottobre, il presidente Marsilio ha nuovamente trasmesso alle Camere il testo di legge, confidando in un maggiore interesse.» e in effetti, le loro aspettative non sono state disattese, tanto è vero che nel prosieguo del comunicato si legge:
«Tale interesse è stato riscontrato concretamente, e dopo l’approvazione di un emendamento che ha garantito una proroga ai tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto abbiamo interessato il presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, e il capogruppo di FdI in commissione, Gianni Berrino, che hanno accolto la nostra richiesta di incardinare la legge della Regione Abruzzo nella seconda commissione del Senato, affidando al senatore Ernesto Rapani di FdI il ruolo di relatore.»
Poi proseguono: «Dato che altre regioni hanno seguito l’esempio dell’Abruzzo, presentando testi analoghi, è stato istituito un comitato ristretto per definire il testo base, che diventerà la normativa di riferimento per il percorso in commissione e in aula.»
Quindi, stando alle parole dei due politici, l’Abruzzo avrebbe fatto da apripista a questo testo base che fungerà da fonte normativa in commissione.
Poi però accade qualcosa che né Sigismondi né Liris spiegano bene, perché è come se volessero affrancarsi da eventuali responsabilità politiche, che invece in maniera allusiva attribuiscono ad altri, circa la possibilità che qualcuno remi contro il salvataggio dei tribunali. Infatti nel comunicato scrivono: «Purtroppo, nonostante la sensibilità dimostrata da Fratelli d’Italia sull’argomento, alcune voci all’interno della commissione raccontano che rappresentanti di opposizione continuano a considerare i tribunali minori come “rami secchi da tagliare.»
Tale prospettiva sarebbe un grave colpo per le aree interne. «Suscita legittime preoccupazioni.» fanno sapere i due, che aggiungono. «È chiaro che qualsiasi atteggiamento ostruzionistico nei confronti della legge, che prevede anche la revisione della Geografia giudiziaria, potrebbe allungare il percorso di approvazione con conseguente necessità di ulteriori proroghe. In questo momento, quindi, non c’è bisogno di appelli, ma piuttosto la netta presa di posizione di tutti i parlamentari abruzzesi con un chiaro impegno, a nome dei propri gruppi, a non rallentare l’iter della legge salva tribunali.»
Ma non è il centrodestra ad avere la maggioranza in commissione? Di che ostruzionismo si parla?
Sigismondi e Liris chiudono affermando: «Fratelli d’Italia, con i suoi rappresentanti in Parlamento, ha dimostrato con azioni concrete, anche per il potenziamento del personale amministrativo, di accelerare il processo legislativo per la salvaguardia dei tribunali. Ora spetta agli altri fare altrettanto con spirito collaborativo.»
Tuttavia, in attesa della riforma della geografia dei tribunali, sarebbe stato interessante sapere cosa pensano Liris e Sigismondi sul disegno di legge in commissione che prevede che le regioni interessate, possano chiedere al Ministro della giustizia di consentire il mantenimento dei tribunali in chiusura, seppur nell’ambito di apposite convenzioni e a condizione che le spese di gestione e manutenzione degli immobili, e le spese inerenti il personale di custodia e di vigilanza delle strutture, siano del tutto a carico della regione richiedente. Il bilancio della regione Abruzzo lo consente?

