ACIAM: il comune di Carsoli boccia la modifica dello statuto. Per l’Ente sancirebbe la fine dell’interesse pubblico a favore del privato

Incertezza sui dati del bilancio 2023 non ancora approvato: La relazione sulla situazione economico finanziaria riporta che al 31/12/2023 ACIAM chiude con una perdita di 2.440.636,41 mentre una successiva comunicazione indicherebbe un passivo di 2.115.043,00

Alfio Di Battista
Alfio Di Battista
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Avezzano – In un’articolata relazione sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale, il Sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, spiega in maniera chiara ed esaustiva le ragioni per le quali la modifica dello statuto della società a partecipazione mista pubblico-privata, in cui gli enti locali detengono oggi il 51% del capitale sociale, sarebbe nefasta per gli interessi delle comunità che si avvalgono di ACIAM.

La modifica statutaria verte essenzialmente sull’eliminazione della distinzione tra le categorie di azioni di tipo A e B, vale a dire sull’eliminazione della quota di capitale minimo in mano pubblica. Praticamente una sorta di via libera, manu militari, alla privatizzazione della società.

La presunta crisi finanziaria dell’azienda sarebbe la ragione per la quale il Consiglio Comunale di Avezzano ha approvato ieri, senza esitazione, la proposta di variazione dello statuto, alla presenza dei soli consiglieri di maggioranza. A Carsoli invece, hanno preferito interrogarsi sulle ragioni della crisi per capire se ci fossero alternative concrete a tutela della società nell’interesse pubblico.

Nella relazione inerente la situazione economico finanziaria al 31/12/2023 è scritto che Aciam ha chiuso il 2023 con una perdita di €. 2.440.636,41 che sarebbe dovuta a quattro principali ragioni:

la prima sarebbe imputata al forte abbassamento delle tariffe della Frazione Organica di Rifiuto Solido Urbano causato dalla concorrenza dei grandi competitori che sottraggono quote di mercato ricorrendo al dumping, ma agevolati in questo, dalla liberalizzazione delle tariffe.

La seconda ragione viene ravvisata nella ritardata entrata in funzione dell’impianto per la produzione di biometano di Aielli, a questa si lega la terza, ovvero il calo dei prezzi di mercato del biometano. Altro elemento che concorrerebbe alle criticità di ACIAM sarebbe quello del rialzo dei tassi di interesse.

Quattro fattori che ACIAM definisce di natura esogena, e per questo del tutto al di fuori del controllo della società, che è un po’ come se un marinaio dicesse che la barca affonda perché nel pianificare la rotta non aveva messo in conto una tremenda mareggiata, e nemmeno che il fortissimo vento avrebbe potuto strappare le vele, poi s’è rotto pure il motore e lo scafo ha cominciato a imbarcare acqua, che uno si chiede: ma uno che salpa e va in mare aperto, non sa che la rotta può non essere del tutto agevole?

Comunque niente paura; si ricapitalizza il tutto e fine della storia. Questa la proposta che arriva da ACIAM, la quale però fa sapere che l’onere può essere assunto solo dal privato, mentre i comuni soci resterebbero fuori. Tale circostanza farebbe lievitare la partecipazione del privato, Tekneco, ben oltre l’attuale 48% con buona pace dell’interesse pubblico che diventerebbe solo un interesse privato.

Quello che il Sindaco di Carsoli definisce un vero e proprio aut aut, pena lo scioglimento dell’ACIAM, non ha affatto convinto il Consiglio Comunale di Carsoli. La Nazzarro ha evidenziato che sono tre le modalità di gestione dei servizi pubblici: l’affidamento ad un operatore economico mediante gara, il ricorso a società in house, oppure, forme di partenariato pubblico-privato con società a capitale misto come nel caso di ACIAM

Nel caso delle società miste pubblico private, queste svolgono attività strettamente necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali dell’ente, quindi sono strumentali al raggiungimento dello scopo perseguito dall’Ente e a ciò vincolate. Prerogativa che verrebbe meno alla modifica dello statuto societario.

La bocciatura unanime della proposta di tale modifica da parte del Consiglio Comunale di Carsoli è stata dettata dal fatto che la sua eventuale approvazione imporrebbe l’attivazione, da parte dei comuni, della procedura ad evidenza pubblica mediante gara per la dismissione delle quote societarie in quanto la società non sarebbe più riconducibile al modello legale di società mista pubblico privata.

In buona sostanza, la modifica statutaria così come prospettata, implica che la “Nuova ACIAM” non abbia più valenza di società strumentale ai sensi del d.lgs. 175/2016 e ciò comporta l’obbligo immediato, per le amministrazioni comunali, di dismissione delle quote societarie. 

«L’approvazione della proposta Aciam significa porre fine al programma o progetto di tutela dell’interesse pubblico delle nostre comunità sotteso al servizio della raccolta e smaltimento dei rifiuti, tramite la società. Questo verrebbe completamente dismesso dai comuni e con esso l’interesse pubblico. Per definizione e vocazione, secondo la logica dell’impresa, il privato farà esclusivamente i propri interessi.» Questo un passaggio saliente della relazione del Sindaco Nazzarro.

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