Amministrative 2026, un’occasione per meglio conoscere Avezzano

Giuseppe Pantaleo
9 Minuti di lettura

Approssimandosi le Amministrative, si è preso a discutere in giro. Nelle ultime settimane, ho notato che più di un politicante si è fatto ispirare da ciò che pubblica questa testata; suggerisco anch’io (nuovamente) qualche tema: l’importante è confrontarsi in qualche maniera – meglio se vis-à-vis anziché nei social network. Porto un paio di esempi legati tra loro in qualche maniera.

(Il primo). Negli ultimi mesi, ho mostrato di apprezzare la pubblicazione di dati riguardanti la popolazione locale, da parte dell’Amministrazione – prima non succedeva. Ricorro adesso a un pezzo giornalistico: «L’Italia si svuota. L’Abruzzo perde abitanti. La provincia dell’Aquila ha il segno meno. Avezzano, invece, guadagna abitanti, con un salto di + 200 nel 2025. Ebbene sì, mentre i giornali parlano apertamente di un’Italia che si avvita verso il declino demografico e l’Abruzzo continua a fare i conti con meno nascite e più spopolamento, Avezzano va in direzione opposta» – G. Chiostri, Avezzano: un salto di 200 residenti in più, in «InfoMediaNews», 21 dicembre 2025. Di che cosa si sta parlando in realtà, qual è il quadro, le coordinate? Anni addietro, l’Istituto Nazionale di Statistica aveva previsto entro il 2050 un calo di sei milioni di abitanti nella Penisola; a differenza dei restanti oltre 8mila comuni, solo una dozzina di grosse città sarebbe leggermente cresciuta, per numero di abitanti e tasso di occupazione. (La popolazione sarebbe invecchiata in ogni caso. La regione è terra di emigrazione, il numero degli abruzzesi aveva già preso a scendere alcuni decenni prima). Dietro un simile ragionamento – oltre alla fretta di giudicare –, io scorgo un’idea di città chiusa in se stessa, isolata mentre Avezzano intrattiene numerosi rapporti almeno con l’intera Marsica. Ecco, non consola minimamente una città che cresce di duecento unità – aveva preso a decrescere una decina d’anni fa, da 42.515 –, mentre la vasta area cui essa è il capoluogo più quella limitrofa, ha registrato una contrazione di svariate migliaia di abitanti, da oltre vent’anni. Andrebbe considerato anche un lato di tipo qualitativo nella vicenda; bisogna guardare soprattutto l’alta percentuale – rispetto alle altre regioni nella media nazionale – di laureati abruzzesi che emigra per lavorare, un dato che non fa certo ben sperare in una ripresa a livello regionale anzi… A me invece interessa: quando, perché, tempo addietro andavano bene le cose da queste parti? (In questo caso, tralascio il comprensorio, l’Abruzzo e il resto della Penisola). Io sposo la tesi di alcuni storici abruzzesi: molto è dipeso dal settore dell’industria. Ergo, si può proseguire, insistere sulla vecchia via? Come? (Purtroppo mancano degli esempi positivi in giro per l’Italia, abbiamo perso posizioni per quanto riguarda il settore dell’alta tecnologia: innovazione è un termine scarsamente frequentato). Tentare nuove strade? Quali? B&b, nuove colture nel Fucino, overkitchen, centri commerciali, data center, cammini, circenses tutto l’anno? Sarebbe opportuno discutere di tutto ciò informalmente nelle prossime settimane tra compaesani.

Per il secondo spunto, riporto alcuni frammenti, essi fanno parte di una serie che riguarda lo stesso argomento – dovrebbero essere tutti dei comunicati-stampa. «Con l’atto di indirizzo è stato inoltre istituito l’Ufficio di Piano, che avrà il compito di coordinare la definizione delle strategie di marketing urbano e supportare i progettisti impegnati nella redazione del PUC. […] Il nuovo PUC procederà in stretta sinergia con il Piano di Marketing Urbano, delineando una visione integrata per lo sviluppo sostenibile e attrattivo di Avezzano», 14 novembre 2025. «Accanto agli strumenti urbanistici, l’amministrazione porta avanti anche una visione più ampia di sviluppo urbano. “Parallelamente – aggiunge [Emilio] Cipollone – prosegue l’importante lavoro sul Piano di marketing urbano, fondamentale per impostare il disegno urbanistico della città all’interno di una roadmap strategica capace di valorizzare Avezzano e rafforzarne la capacità attrattiva, pianificando azioni concrete per migliorare vivibilità ed economia”», 17 dicembre 2025. Alessandro Pierleoni: «Il tutto in continuità con i lavori già avviati e programmati come il completamento del Comune Nuovo, [oramai] in dirittura di arrivo, il Restyling di Corso della Libertà dopo quello di Piazza Matteotti, in corso, il traguardo dei tanti cantieri e progetti avviati grazie ai 30 milioni di euro di fondi PNRR che l’amministrazione ha intercettato. Una strategia ambiziosa che sarà in buona parte […] attualizzata all’Avezzano dei prossimi 20 anni grazie al nuovo [sic!] Piano di Marketing urbano e al nuovo Piano urbanistico comunale sui quali si è già al lavoro», 30 dicembre 2025. «Deve essere chiaro a tutti – evidenzia [Carmine] Silvagni – che l’attività di marketing non coincide con la comunicazione, né con la pura e semplice pubblicità ma parte dall’analisi dello scenario, dai punti di forza e di debolezza. Guarda una città non con gli occhi dell’ideologia ma con lo sguardo attento dei trend, dei numeri. Perché punta ad un percorso che non sia di corto respiro ma aiuti la città ad evolvere, il centro a ridisegnarsi in modo consapevole e affianchi il nuovo piano urbanistico: il PUC», 7 gennaio 2026. «Il percorso si sviluppa in parallelo alla definizione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), con cui dialoga costantemente. Se il PUC disegna la città dal punto di vista dello spazio, il Piano di marketing urbano ne orienta senso e funzione, indicando come far vivere quei luoghi nel tempo», 16 gennaio 2026. Per Filomeno Babbo ed Emilio Cipollone tale «Piano» è necessario, utile per: «avere una bussola per le scelte amministrative, urbanistiche, legate al commercio o agli eventi» – ancora il comunicato dello scorso 16 gennaio. Orbene, il Piano urbanistico comunale e il futuro «Piano di Marketing urbano» dovrebbero essere due cose molto diverse; certo, non sono legate tra loro. (Perdonate il condizionale e le virgolette alla seconda: l’internet non mi fornisce informazioni adeguate, né me lo spiega chiaramente l’appena citato comunicato del Comune, dopo essersi chiesto: «Ma cos’è, concretamente, un Piano di marketing urbano?»). Il Puc avrebbe indubbiamente un peso maggiore rispetto alla seconda espressione, interessando esso direttamente la vitadi chi risiede stabilmente in un agglomerato urbano di una certa grandezza. Un altro contrasto sostanziale dovrebbe risiedere nel fatto, che le indicazioni presenti nello strumento urbanistico – a differenza di quelle contenute in una proposta, una raccomandazione di marketing –, possiederebbero esse un valore prescrittivo. Vengo al sodo anche in questo caso: io spero che gli avezzanesi – soprattutto quelli che si trovano nell’informe, senza spazi collettivi e servizi periferia – raccontino in giro i loro problemi, le loro esigenze, i loro desideri. Ovviamente, riferire se una situazione è migliorata in un posto dopo un intervento del Comune o se l’apertura di un baretto o un negozietto ha influenzato in senso positivo le abitudini dei residenti; anche del privato che a tempo perso ha piantato un paio di alberelli o delle feste estive parrocchiali degli ultimi anni. Sarà utilissima l’occasione delle prossime Amministrative, appunto per scambiarsi reciprocamente, laicamente delle informazioni su diversi pezzi di città, parti poco o per niente conosciute a livello della collettività.

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Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.