A volte, rispondere alle elucubrazioni come quelle appena proferite da Alfonso Gargano, è un po’ come sparare sulla Croce Rossa.
Di solito la nostra testata non raccoglie simili provocazioni, soprattutto quando sono anche goffe e maldestre come quella messa in atto da Alfonso Gargano. Purtroppo questa volta – siccome l’ex assessore Gargano, con evidente malafede tenta di coinvolgere la nostra testata in una squallida polemica di infimo ordine – non possiamo esimerci dal ribattere alle sue ultime false accuse. Ci scusiamo con i lettori.
La “replica fantasma” e la malafede di Alfonso Gargano
A Tagliacozzo succede anche questo. Alfonso Gargano ha inviato a un quotidiano cartaceo – ieri lo ha fatto anche con varie testate online – un comunicato stampa contenente una sua “Replica” a un’intervista rilasciata dall’attuale sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio alla testata SITe.it. Guarda caso, Gargano dimentica – o per essere più precisi evita – di inviare tale richiesta di replica all’unica testata che proprio quella intervista aveva pubblicato.
Andiamo per ordine. L’intervista al sindaco Vincenzo Giovagnorio – e a quanto pare dal contenuto poco gradito dal Gargano – è contenuta in questo articolo pubblicato da SITe.it lo scorso martedì 18 febbraio, che consigliamo di rileggere:
A questa intervista, Alfonso Gargano risponde però inviando la sua “replica” a varie testate, guarda caso tranne che a quella che aveva pubblicato l’intervista a cui intendeva replicare. La prima viene pubblicata sul quotidiano regionale “Il Centro” sabato 22 febbraio, a firma del giornalista Pietro Guida, in mattinata seguono poi la pubblicazione sulle testate online Terre Marsicane e MarsicaWeb.
Sempre nella mattinata di sabato 22 febbraio – il solito Gargano – pubblica sul suo profilo facebook il contenuto integrale del suo comunicato stampa, che per dovere di cronaca riportiamo integralmente nel seguente screenshot:

Anche se Alfonso Gargano nel suo post non ha il coraggio di citare la testata con nome e cognome – e tantomeno dimostra di avere l’onestà intellettuale di linkare l’intervista che sta violentemente criticando – che il suo attacco è riferito all’intervista pubblicata da SITe.it è del tutto evidente.
Prima di proseguire, una precisazione è però opportuna.
Il cosiddetto Diritto di replica (a un articolo, una dichiarazione o un’intervista giudicata inesatta) è regolato dalla legge sulla stampa. Legge che qualora ricorrano gli estremi, tra l’altro obbliga la testata che riceve la richiesta – in questo caso doveva essere SITe.it – a pubblicare la “replica” o la “rettifica” con lo stesso rilievo della notizia data.
Come chiunque può facilmente costatare, Il problema è che per pubblicare la replica, SITe.it doveva quantomeno riceverla, la richiesta di replica: in questo caso, ma pensa un po’, Alfonso Gargano ha dimenticato – o meglio ha evitato – di inviare alla nostra testata la sua richiesta di replica.
Per la verità, Alfonso Gargano è andato anche oltre.
In evidente malafede, non solo non ha richiesto a SITe.it il Diritto di replica, ma addirittura ha provato a far intendere ai lettori che SITe.it non gli ha concesso il diritto sacrosanto di replicare all’intervista. Infatti, dopo il primo post con il suo comunicato, sempre ieri mattina sulla sua bacheca facebook Alfonso Gargano pubblica anche questi altri tre post:



Come si nota, nel suo commento che accompagna la foto dell’articolo de “Il Centro”, anche se Gargano c’è andato più cauto dichiara comunque che si tratta di una “replica”. Scrive infatti: “Grazie al Quotidiano il Centro per aver pubblicato la mia replica”.
La malafede di Gargano emerge invece con più chiarezza nei suoi commenti che accompagnano i post di articoli di altre due testate.
I commenti sono simili. Questo è uno: “Grazie alla Testata di Terre Marsicane per aver pubblicato la mia replica essendo imparziale e non pubblicando solo interviste di parte.” Questo, invece, è l’altro: “Grazie alla Testata di MarsicaWeb per aver pubblicato la mia replica essendo imparziale e non pubblicando solo interviste di parte”.
E’ evidente da questi post la completa malafede di Alfonso Gargano, perché vuol far intendere al lettore che SITe.it – che in realtà non ha potuto pubblicare la sua “replica” semplicemente perché lui non l’ha mai inviata – sarebbe invece una testata “non imparziale”. Cioè, di parte. Un comportamento, quello di Gargano, più che censurabile e che noi giudichiamo per quello che in realtà è: un grave e volgare tentativo di delegittimazione della testata SITe.it
Per quanto riguarda la questione Diritto di replica, in questa vicenda va evidenziato anche un altro aspetto, che questa volta non riguarda però Alfonso Gargano ma direttamente le tre testate giornalistiche che hanno pubblicato la sua “Replica“. Aspetto non di poco conto, per la nostra professione, che giornalisticamente abbiamo il dovere di far rilevare: è quantomeno irrituale che una testata giornalistica – in questo caso addirittura sono ben 3 – pubblichino una “Replica” a una notizia che non hanno dato, e che lo facciano senza nemmeno indicare a quale articolo, intervista o testata si riferisce il “Replicante”. Mistero questo tutto marsicano, se non abruzzese.
Inattendibile chi?
Come appare a tutti chiaro – in questo tentativo di rendere inattendibile la testata SITe.it – a risultare del tutto inattendibile e in palese malafede, in realtà, è ancora una volta lui, Alfonso Gargano.
La inattendibilità del “replicante” Alfonso Gargano, peraltro, era già stata ufficialmente acclarata in questo ARTICOLO QUI e in quest’altro ARTICOLO QUI, dove a demolire le sue accuse e a sancire con il timbro dell’ufficialità la sua inattendibilità, furono addirittura il Procuratore della repubblica Andrea Padalino Morichini e una sentenza della Corte suprema di Cassazione.
Da stigmatizzare è anche quest’altro minaccioso passaggio – che noi giudichiamo come intimidatorio – contenuto nel “Comunicato stampa” di replica e in cui Gargano afferma:“Formalizzeró nei prossimi giorni anche una richiesta di risarcimento danni non solo per la campagna di stampa…”.
Anche qui: se l’oscura minaccia è rivolta alla testata SITe.it – e soprattutto se la stessa si basa sui presupposti dichiarati nella sua “Replica” – attendiamo fiduciosi Alfonso Gargano in Tribunale dove, siamo certi, l’azione giudiziaria che minaccia avrà la stessa sorte del suo precedente ESPOSTO.
Gargano scende di nuovo in politica?
Se la risposta alla domanda di questo titolo è Sì, possiamo dire che la vera notizia contenuta nella Replica diffusa da Gargano è quella del suo desiderio di tornare in campo nelle prossime elezioni amministrative di Tagliacozzo.
Peccato che per poter tornare in consiglio comunale – come prevede l’Articolo 63 del Testo unico degli enti locali, che regola le incompatibilità degli amministratori pubblici – Alfonso Gargano deve prima risolvere eventuali controversie in sospeso con quell’Ente. Probabilmente, deve prima risolvere il conflitto d’interessi dovuto alla richiesta di risarcimento danni avanzata nei suoi confronti dal Comune, per gli oltre 80mila euro di rimborsi delle spese legali dovuti agli amministratori e dipendenti finiti nel tritacarne giudiziario e poi finiti tutti assolti con formula piena. Tritacarne giudiziario attivato proprio dalll’esposto presentato da Gargano.
Tra l’altro, nella sua “Replica” Alfonso Gargano, oltre che per la “per la campagna di stampa”, annuncia che nei prossimi giorni formalizzerà una richiesta di risarcimento danni “anche per la causa intrapresa contro di me”, alludendo alla Delibera del Comune per i risarcimenti danni: in questo caso, ci par di capire, questa costituirebbe la seconda causa pendente tra Gargano e il Comune.
Una curiosità. Alfonso Gargano annuncia contro il Comune anche un esposto alla Corte dei Conti. Se così sarà, concluso dopo dieci anni con un nulla di fatto il procedimento penale attivato dal famoso esposto, la famigerata inchiesta di Tagliacozzo continuerà a condurre una vita propria non solo nel processo civile ma anche alla Corte dei conti, con ulteriori spese legali per il Comune. Per chi annuncia di voler ritornare nell’attività amministrativa, è senz’altro un bel biglietto da visita.
Infine, nella confusa e rancorosa “Replica” di Gargano, rileviamo anche altre incongruenze, ad esempio nelle date.
Ci appare strano che Gargano sente il bisogno di rispondere solo ora, cioè dopo la pubblicazione del nostro articolo dello scorso martedì 18 febbraio. Eppure la Delibera di Giunta N. 116/2024, con cui il Comune di Tagliacozzo decide di attivare nei suoi confronti l’azione civile per il risarcimento dei danni, risale al 30 maggio scorso e la stessa è stata subito pubblicata sull’Albo pretorio comunale.
Non solo: il legale incaricato dalla Giunta comunale avrebbe notificato all’interessato il relativo atto già nel novembre scorso. Dunque, Alfonso Gargano sarebbe a conoscenza dell’esistenza dell’azione giudiziaria nei suoi confronti almeno da circa 3 mesi, se non 9. E allora come mai si sente di “Replicare” solo adesso, insultando tra l’altro anche la nostra testata?
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