Questo il testo del nuovo messaggio pubblicato questa notte dagli hacker: “Cari residenti delle regioni d’Italia, i vostri dati non sono al sicuro, chiedete le dimissioni di chi vi governa, loro non si curano dei vostri dati personali, sono solo interessati a riciclare soldi”
Gli hacker alzano l’asticella del ricatto
Questa notte, con un messaggio pubblicato alle ore 2.53 del 13 maggio, non si sono limitati ad annunciare con enfasi un nuovo rilascio di documenti sensibili sottratti alla ASL1 – che finora arrivano a circa un quinto di tutti i dati che dichiarano di aver trafugato, riducendo così anche i margini di trattativa per incassare il riscatto richiesto – ma compiono anche un’azione molto, ma molto più dirompente.
Gli hacker, infatti, hanno reso pubblica anche una falla di sicurezza che interessa una miriade di strutture informatiche istituzionali, indicando con precisione la stringa di codice con la quale sarebbe possibile accedere ai vari database.
Stringa di codice che – per senso di responsabilità – la nostra testata omette di divulgare. Al contrario di quanto avvenuto con i messaggi precedenti, questa volta eviteremo di pubblicare in chiaro anche lo screenshot.

Con questa mossa, gli hacker hanno ormai scoperchiato il vaso di Pandora e si rischia davvero un terremoto informatico. Se la portata della falla fosse confermata, si andrebbe ben oltre i confini della “piccola” Asl della provincia dell’Aquila: ad essere scossi con effetti devastanti potrebbero essere molti portali istituzionali (da piccoli enti fino ai ministeri) diffusi su tutto il territorio nazionale.
La situazione rischia quindi di diventare molto più seria. Per quanto riguarda l’attacco hacker alla Asl1 – forse a causa della concomitanza delle tappe abruzzesi del Giro d’Italia che hanno tenuto impegnati i nostri rappresentanti regionali – persiste ancora il silenzio assordante delle istituzioni, così come la mancanza di una presa di coscienza delle conseguenze della diffusione di dati personali da parte delle vere vittime, ovvero gli utenti/pazienti della ASL1, presi in ostaggio da veri e propri pirati che approfittano delle debolezze delle istituzioni.
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