Rileggendo “Avezzano, questioni di metodo” (il mio ultimo pezzo pubblicato il 15 novembre), mi sono accorto di aver gioiosamente sfarfallato sull’argomento tema collettivo: chiedo scusa ai lettori, ci metto subito una pezza – alla fine, sortiva un elenco ambiguo e incompleto. Bene, quegli elementi presenti lungo l’asse principale della città sono: edificio di culto, municipio, piazza (G. Matteotti, della Repubblica, del Risorgimento), posta, stazione ferroviaria. Tutto qua, fine.
(Pleonasmo 1). Approfitto per rimanere in tema con il post precedente. Negli ultimi cinque-sei anni, ho assistito almeno un paio di volte a un’inedita gran massa d’acqua piovana scendere da piazza Matteotti lungo corso della Libertà e allagare la carreggiata, rendendola impraticabile alle automobili. Con la realizzazione del futuro parcheggio davanti alla stazione ferroviaria certo aumenterà la superficie impermeabilizzata – poco, tanto, così-così. (Evito l’argomento alberi – è roba da WWF). Domando: in caso di forte acquazzone, dal «salotto della città» (vulgo: piazza Matteotti) si dirigerà verso la Piazza meno, più acqua o la stessa quantità degli ultimi anni? Così, tanto per curiosità. (Ignorando totalmente il progetto – a differenza del rendering – posso farmi meno di una mezza idea circa gli effetti di un futuro flash flood sulla «pavimentazione elegante» e proprio tutto ciò che la massa d’acqua incontrerà, considerando che sarà eliminata la carreggiata: una sorta di alveo).
(Pleonasmo 2). Razzolando tra i materiali immagazzinati, ho trovato questo brano: «Giardini di Villa Torlonia. A settembre verranno riaperti al pubblico i giardini del Parco Torlonia, dopo i lavori di risistemazione e la convenzione sottoscritta tra comune e regione che ha portato la gestione dell’area verde al municipio di Avezzano.», in T. Marinetti, Estate di lavori pubblici ad Avezzano: ecco l’elenco con le tempistiche nel dettaglio, in «MarsicaLive» 15 giugno 2024. Venerdì 15 novembre ore 17, a zonzo per la città con un prof, mi sono ritrovato da quelle parti; ho chiesto a un’impiegata all’ingresso se «i giardini del Parco Torlonia» fossero effettivamente aperti al pubblico, dalla sua bocca è sortitosolo un monosillabo. Ora più di uno dei miei lettori si chiederà: «Gli ha risposto che cosa?». Eh, curiosoni…

