Assenteismo – Tagliacozzo: Roberto Giovagnorio imputato per truffa alla Soprintendenza

Redazione
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Roberto Giovagnorio - Consigliere comunale Città di Tagliacozzo

Si è tenuta oggi, presso il Tribunale di Avezzano davanti al Gup Mario Cervellino, l’udienza che vede come imputato Roberto Giovagnorio, ex vicesindaco di Tagliacozzo e ora consigliere comunale con deleghe.

L’accusa che viene contestata a Roberto Giovagnorio è quella di aver truffato, nella sua qualità di dipendente, il proprio datore di lavoro, cioè la Soprintendenza archeologica, assentandosi ripetutamente senza autorizzazione dal posto di lavoro, conteggiando però le ore.

Il giudice ha subito rinviato l’udienza di questa mattina al 16 febbraio prossimo, a causa della Omessa notificazione alla parte offesa. Il difensore dell’imputato, avv. Gianluca Presutti, avrebbe già richiesto di voler patteggiare la pena, previo risarcimento alla parte offesa.

I fatti contestati a Roberto Giovagnorio si sarebbero verificati nella sede distaccata della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio delle province di l’Aquila e Teramo., situata presso il Chiostro di San Francesco a Tagliacozzo.

Secondo gli inquirenti, i presunti comportamenti delittuosi sarebbero stati accertati nei giorni che vanno dal 18 al 29 ottobre 2021, giorni nei quali il dipendente Giovagnorio avrebbe però timbrato il cartellino, attestando così falsamente la sua presenza sul luogo di lavoro per un totale di 51 ore a cui, con un ulteriore controllo effettuato il 28 marzo 2022, si sarebbero aggiunte altre 2 ore e 52 minuti. L’imputato avrebbe così indebitamente percepito – secondo le accuse – una retribuzione pari a 822 euro: dal 1 aprile 2022 Giovagnorio è in pensione.

L’inchiesta, che pare riguarderebbe anche altri dipendenti, è stata diretta dal Sostituto procuratore dott.ssa Elisabetta Labati, della Procura della repubblica presso il Tribunale di Avezzano. Le indagini sono state invece svolte dall’aliquota Carabinieri presso la Sezione di polizia giudiziaria, anche attraverso il ricorso a controlli, pedinamenti, fotografie e riprese video da remoto, grazie a una videocamera posizionata proprio davanti l’ingresso del Chiostro di San Francesco di Tagliacozzo, dove ha sede la Sezione distaccata della Soprintendenza.

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