LA RINASCITA DI AVEZZANO DOPO IL TERREMOTO
1 – LA MORFOLOGIA URBANA DELLA CITTA’ AGLI INIZI DEL ‘900
A cura degli architetti Clara Cipriani e Antonino Petrucci

Il prosciugamento del Lago del Fucino determinò, oltre una trasformazione paesaggistica e sociale della zona, un’enorme crescita economica grazie all’insediamento e allo sviluppo di strutture produttive legate all’attività agricola intensiva impiantata sui terreni prosciugati. A questa attività industriale (zuccherificio, malterie, ecc.) si aggiunse l’incremento della piccola industria artigianale già esistente; di pari passo si verificò un forte potenziamento delle infrastrutture viarie con il miglioramento delle strade esistenti e la realizzazione degli assi ferroviari quali: Roma-Avezzano-Pescara e Avezzano-Sora-Roccasecca-Napoli.
Tutto questo portò a un forte incremento demografico di Avezzano che alla fine dell’ottocento contava più di 10.000 abitanti. Già nella prima metà dell’ottocento la città cresceva e si realizzavano al suo interno nuove iniziative per migliorare la situazione abitativa: lavori di ristrutturazione delle strade, l’ampliamento della rete fognante, la realizzazione dell’illuminazione pubblica con fanali a olio nelle piazze e nelle strade principali, nonché nel 1843 l’abbattimento delle mura di cinta medievali per favorire l’arieggiamento delle strade interne e lo scolo delle acque.


Alla vigilia del terremoto la città si era estesa oltre il vecchio centro, lungo i prospetti stradali verso la stazione, via Roma e, con andamento radiale, lungo le strade di collegamento del centro con gli altri paesi marsicani.






Nel 1912 gli ingegneri Loreto Orlandi e Sebastiano Bultrini, incaricati dall’amministrazione comunale di Avezzano, avevano redatto un piano urbanistico che rispondeva ai segni di espansione della città. Il piano prevedeva l’apertura del centro storico verso l’esterno per decongestionarlo dal traffico viario e ricucire il tessuto urbano con l’espansione esterna già in corso. L’obiettivo veniva raggiunto con l’allargamento delle vie già esistenti e la realizzazione di nuove strade occupando gli spazi delle “Chiuse” padronali che così venivano coraggiosamente proposte per l’esproprio.
Il Piano Regolatore di ampliamento era stato approvato dal Consiglio Comunale il 7 giugno 1912, ma nell’imminenza del terremoto del 1915 non era ancora effettivo perché mancante di alcune ratifiche di legge.
BIBLIOGRAFIA:
- Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori, “Avezzano, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915”, L’Aquila, Consiglio Regionale dell’Abruzzo, 2015.
- Maurizia Mastroddi, “L’altra Avezzano”, Avezzano, Grafiche Di Censo, 2005.
- Archivio Marcello Vittorini, “Omaggio a Marcello Vittorini un archivio per la città”, Roma, Cangemi Editore, 2012.
- Antonio Rosini, “Otto mesi di ferro e fuoco (Avezzano e dintorni) 1943 – 1944”, Avezzano, Grafiche Di Censo, 1994.
- AA.VV., “Avezzano Storia della città moderna”, Avezzano, Radici Edizioni, 2022.
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