Avezzano, 12 aprile, ore 11,30

Giuseppe Pantaleo
5 Minuti di lettura
Augusto De Sanctis (Forum H2O)

Mattinata di conferenza stampa con Augusto De Sanctis, sabato scorso – mi sono imbucato non essendo giornalista né pubblicista. Era anch’essa organizzata, come l’appuntamento pomeridiano nell’aula consiliare del Comune di Pescina, da Forum H2O, Stazione ornitologica abruzzese e Martello del Fucino. C’entrava di mezzo un progetto Arap-Consorzio di Bonifica riguardante un sistema d’irrigazione nella piana del Fucino. Il titolo dell’incontro-conferenza era eloquente – Il progetto irriguo del Fucino: con quale acqua?

È successo che cosa? A mio modesto avviso, Arap e Consorzio di Bonifica si sono mosse secondo una logica di tipo politico: uno mantiene pressoché intatta la sua platea, gli aficionado nonostante la bassa qualità delle sue affermazioni. Proprio all’inizio dell’incontro e anche dopo, è spuntata questa – la riprendo dal documento che è stato presentato: ad Avezzano, con la suscettibilità degli ultimi giorni… «Si dichiara una disponibilità di acqua dal fiume Giovenco per il 15% e da alcune sorgenti per il 21% della portata complessiva necessaria per poi dover ammettere, solo dopo le osservazioni dei cittadini, che i monitoraggi fanno emergere in maniera incontrovertibile che questa acqua non c’è.». Segue quest’altra: «il Consorzio e l’ARAP ammettono clamorosamente anche l’esistenza di pozzi senza alcuna concessione (!) per portate assai rilevanti». Ve n’è stato anche per l’Autorità di Bacino… Il secondo brano ci ha avvicinati alla politica e allora: «Servono colture meno idro-esigenti di quelle come il mais, considerate nel progetto per calcolare necessità idriche».

Ecco, comportamenti del genere sono comuni, funzionano in un comizio elettorale, un’assemblea di partito, un talk show, mentre sono controproducenti in altre situazioni. In un ambito di tipo scientifico, la sfilza d’incongruenze presenti nel progetto elencate a Vieniviaconme, spazzerebbe qualsiasi affidabilità riguardante il citato elaborato. (Nei decenni passati si assisteva a veri e propri scontri di tipo ideologico sull’acqua, è cambiato poco a quanto pare nonostante la cospicua mole di dati a disposizione ai nostri giorni). Che fine fara?

Ho trattato per decenni dell’argomento Giovenco finché, in qualche maniera, ho lasciato stare: era come parlare al vento. (Ho recentemente sparlato della Ciclovia delle Stelle secondo l’ottica della mobilità: è un’opera inutile. Nessun avezzanese – nemmeno chi vive alle vie Morino e Paganini – ha però notato che il cemento o l’asfalto gettato per la sua realizzazione non sarà certo tutta salute per quella zona). Si è sempre parlato pochissimo dell’argomento acqua, anche nel caso del Giovenco: qualche comunicato da parte delle amministrazioni comunali – quelle più direttamente interessate. Di peggio, non se n’è parlato collettivamente, né nella zona interessata né nei singoli comuni: va da sé che il sottoscritto, qualche associazione, qualche stakeholder, abbia affrontato il problema in modo incompleto. (Ciò apre le porte agli interessi particolari…).

Augusto De Sanctis proviene dalla costa abruzzese ed è venuto a informarci su una vicenda che, nell’Abruzzo interno, noi dovremmo conoscere meglio di lui. A colonizzare gli avezzanesi? Non è un problema provenendo il personaggio da una conurbazione dell’Adriatico. Nella zona, si occupano di tali problemi associazioni nate in piccoli paesi. Gli scarsi amici che altrove lavorano la terra mi parlano dell’impiego di nuove colture che reggono meglio il clima degli ultimi lustri, che necessitano meno acqua sia per il limitatissimo uso dei fertilizzanti sia per l’efficienza degli impianti d’irrigazione. (Tutto questo per dire che in questa fase il capoluogo marsicano – detto in gergo calcistico – non sta toccando palla).

Il problema è superare l’idea banale dell’acqua propria dell’industrialismo – ripresa integralmente dalle società contadine degli ultimi millenni. Ci vorrà ancora molta volontà, impegno e tempo, l’importante è evitare errori come quello di cui sto trattando. (Dimenticare il prato all’inglese sarebbe un buon inizio…).

Chiudo rimandando a un pezzo pubblicato a puntate sul mio blog tra il 30 dicembre 2013 e il 20 gennaio 2014; si tratta di materiale riguardante il corso del Giovenco uscito tempo addietro, classificabile con il termine Amplero. Andava riveduto, corretto e modificato negli anni, come tutto ciò che ha a che fare con i campi della scienza.

«Il progetto irriguo del Fucino: con quale acqua?» Video e foto

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Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.