Il Comune diffonde un comunicato trionfale sulla “rottamazione delle cartelle”. Tono epico, parole solenni, promesse di equità e dignità. Peccato che dietro la poesia ci sia un numero che stona come una tromba scordata: 25 milioni di euro non riscossi dal Comune.
Un buco che si è scavato con calma, anno dopo anno, mentre l’attuale sindaco Gianni Di Pangrazio governava per 12 anni. Dodici.
Venticinque milioni. Non spicci. Non un errore di battitura.
E ora, improvvisamente, con le elezioni alle porte, tutto diventa un “aiuto ai cittadini”.
Il comunicato? Sembra scritto direttamente dal comitato elettorale
Il testo è un festival di parole morbide: “equità”, “sostegno”, “dignità”, “trasparenza”. Manca solo “abbracci gratis” e poi siamo a posto.
Ma la domanda è semplice:
se oggi servono 25 milioni da recuperare – e l’Amministrazione Di Pangrazio governa Avezzano da 12 anni – chi doveva recuperarli, Babbo Natale?
Il comunicato dell’Ufficio comunicazione del gabinetto del sindaco non lo dice. Preferisce raccontare la favola del Comune buono che tende la mano ai contribuenti.
Peccato che quella mano arrivi a tre mesi dalle elezioni di maggio.
Il calendario è più sincero del comunicato
Portale telematico attivo dal 16 marzo al 15 giugno. Elezioni a maggio. Serve aggiungere altro?
È come aprire un chiosco di granite il giorno prima dell’ondata di caldo: non è lungimiranza, è marketing.
Dentro quei 25 milioni di euro non riscossi c’è un mondo. Il comunicato parla di “paracadute per i cittadini in difficoltà”. Ma quei 25 milioni includono:
- chi non ha potuto pagare,
- chi non ha voluto pagare,
- chi ha ignorato avvisi e ingiunzioni,
- chi sperava sull’inerzia del Comune.
Mettere tutti insieme e chiamarlo “equità” è un esercizio di fantasia e disonestà politica. La definizione giusta è un’altra: condono elettorale.
E come ogni condono il messaggio che arriva dal Comune è chiarissimo: chi paga puntualmente è un pollo.
Dodici anni di governo e ora si scopre l’urgenza?
L’assessore parla di “rafforzamento delle casse comunali”. Ma se le casse sono deboli, qualcuno non le ha rafforzate per ben dodici anni.
E ora, come soluzione, arriva la rottamazione. Non un piano serio di riscossione. Non un potenziamento degli uffici. Non un recupero dell’evaso.
No: arriva la rottamazione pre‑elettorale.
È come se un ristoratore bruciasse la cucina del locale e poi si complimentasse da solo per aver fatto uscire il fumo aprendo le finestre.
Il portale telematico: la foglia di fico digitale
Il comunicato celebra il portale come se fosse l’invenzione della ruota. Ma un portale non cancella il fatto che sono rimaste in larga parte non riscosse:
- Ici dal 2009,
- Imu dal 2012,
- Tasi dal 2014,
- Tari fino al 2023
Il portale serve a evitare le code agli sportelli? Perfetto. Ma non evita la domanda fondamentale:
chi doveva riscuotere quei soldi per 12 anni di amministrazione delle casse comunali?
La sostanza, tolta la vernice, è questa:
- 25 milioni di euro di cartelle non riscosse dal Comune.
- 12 anni di amministrazione Di Pangrazio che ora si presenta come salvatrice.
- Una rottamazione lanciata a tre mesi dal voto.
- Un portale che arriva come maquillage digitale su un problema vecchio di un decennio.
Il comunicato parla di “equità”. Il calendario elettorale parla di altro.
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