Avezzano (5) – I bombardamenti Alleati del ’43 e del ’44

Antonino Petrucci
3 Minuti di lettura

LA RINASCITA DI AVEZZANO DOPO IL TERREMOTO

5. I Bombardamenti Alleati del ’43 e del ’44

A cura degli architetti Clara Cipriani e Antonino Petrucci

Alla vigilia della Seconda guerra mondiale Avezzano era già stata ricostruita sostanzialmente secondo i dettami del piano di Bultrini, che tuttavia già alla fine degli anni ’30 manifestava le sue limitazioni dovute soprattutto a un’eccessiva rigidezza e schematicità della maglia viaria di base. Soprattutto nelle periferie (tra via Napoli e via San Francesco e nell’area di Chiusa Resta tra via Napoli e via America) la mancata realizzazione della maglia viaria di progetto determina una ripresa dei percorsi preesistenti al terremoto, con uno sviluppo edilizio caotico ed estraneo a quello rigido e ordinato della zona centrale.

In queste aree periferiche l’attuazione delle direttive del piano sono venute meno soprattutto per alcune difficoltà nell’esecuzione delle operazioni di esproprio, degli allineamenti stradali in mancanza delle quali le edificazioni hanno seguito prassi più “spontanee”.

Al pari del terremoto del 1915 i bombardamenti degli alleati su Avezzano distrussero gran parte del patrimoni edilizio. I bombardamenti iniziarono nel novembre del 1943 e si protrassero per circa un mese; ripresero nel gennaio dell’anno successivo fino alla fine di maggio quando si intensificarono notevolmente.

Relazione fotografica allegata al piano di ricostruzione dell’ing. M. Vittorini

I bombardamenti del 21, 22 e 23 maggio 1944 risultarono i più distruttivi: furono impiegati 1700 fortezze volanti causando la morte di oltre 40 persone.

 Avezzano in quel periodo era stata in gran parte evacuata, la popolazione era sfollata nei paesi limitrofi della Marsica. Nel giugno del 1944 quando ad Avezzano entrarono gli americani trovarono una città distrutta dove le strade erano impraticabili, le ferrovie non funzionavano poiché i binari e le stazioni erano danneggiate; inoltre le attività commerciali e industriali erano bloccate per mancanza delle merci e per la distruzione dei macchinari compresi quelli del locale zuccherificio.

L’ufficio tecnico del comune nel dicembre del 1946 redige una mappa della città con l’individuazione dei danni bellici: la città è divisa in rioni e si può osservare come le distruzioni siano distribuite su tutte l’abitato.

mappa dei danni

BIBLIOGRAFIA

  • Simonetta Ciranna, Patrizia Montuori, “Avezzano, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915”, L’Aquila, Consiglio Regionale dell’Abruzzo, 2015.
  • Maurizia Mastroddi, “L’altra Avezzano”, Avezzano, Grafiche Di Censo, 2005.
  • Archivio Marcello Vittorini, “Omaggio a Marcello Vittorini un archivio per la città”, Roma, Cangemi Editore, 2012.
  • Antonio Rosini, “Otto mesi di ferro e fuoco (Avezzano e dintorni) 1943 – 1944”, Avezzano, Grafiche Di Censo, 1994.
  • AA.VV., “Avezzano Storia della città moderna”, Avezzano, Radici Edizioni, 2022.

Per gli altri ARTICOLI del BLOG di ANTONINO PETRUCCI CLICCA QUI

Condividi questo articolo
Laureatosi in architettura presso l’Università La Sapienza di Roma, ha esercitato la professione di architetto per circa trent’anni, oggi insegna alla Scuola Secondaria di Primo Grado presso l’Istituto Comprensivo GIOVANNI XXIII-VIVENZA di Avezzano. Appassionato di storia recente e di politica, è autore di uno studio sulla Riforma Agraria del Fucino, che si articola in 167 tra capitoli e sottocapitoli, pubblicata sui gruppi Facebook “Ortucchio in parole e immagini” e “Luco, ieri e oggi”.