«Ispra! Chi era costui?». Negli ultimi giorni, mi è capitato di discutere con diversi amici di una notizia apparsa su una testata locale che non nomino. Avezzano è stata la seconda città abruzzese per inquinamento dell’aria – la prima, un paese di 2.622 abitanti: Raiano. «Perché non scrivi qualcosa?».
È bene precisare: i dati (indice di qualità dell’aria, inquinamento atmosferico da PM2,5) riportati dal sito Iqair, si riferivano alla giornata del 6 febbraio 2025. Nessun partito, sindacato, associazione, privato cittadino ha colto la palla al balzo per attaccare l’amministrazione comunale – mi si dirà che gli avezzanesi sono dei pavidi, da tradizione. Se n’è parlato pochissimo in giro, è vero, ma più di un amico smanettando con il cellulare mi ha mostrato gli stessi indicatori riferiti – ancora 6 febbraio –, ad altre (grosse) città appartenenti al nostro emisfero: è finita a risate.
Trattandosi di un blog, posso raccontare un fatterello personale. Nello scorrere la classifica delle ventidue località riportate, ho provato incredulità: è possibile che giovedì scorso, l’atmosfera di Avezzano era inquinata più di quella di una qualsiasi cittadina costiera situata sul tracciato della SS 16? Di un agglomerato come Pescara che conta almeno 120mila abitanti? Ho perciò lasciato correre anch’io, perché ai nostri giorni le critiche, le lamentele, le proposte vanno ancorate a leggi, dati, procedure, ecc. I dati pubblicati erano insufficienti per protestare e meno che mai per impostare, richiedere una qualche politica di tipo ambientale a un qualsiasi sindaco.
(Mi spiego prendendola alla larga). «Nel 2023, l’Italia ha fatto registrare il tasso di motorizzazione (auto per dimensione della popolazione) più alto dell’Ue con 694 auto per mille abitanti. E’ quanto emerge dal rapporto sul trasporto europeo 2024 pubblicato da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. La media Ue si è attestata a 571 autovetture ogni mille abitanti nel 2023», in «Agi» 22 gennaio 2025. Tempo fa, nel capoluogo marsicano circolavano mediamente 717 vetture per ogni 1000 abitanti (Istat, 2018). Il secondo dato è utilizzabile per uno studio sociologico o antropologico, anche un articolo di costume o di gossip – si possono definire agevolmente gli avezzanesi come una manica di retrogradi, di cafoni rivestiti –, ma esso non serve per conoscere né il locale fenomeno dell’inquinamento atmosferico, né il contributo a esso, in termini percentuali, appunto degli scarichi degli autoveicoli. In pratica, chi è il principale responsabile dell’inquinamento: il traffico automobilistico, le attività nel Nucleo industriale, gli impianti di riscaldamento, dell’altro? Nel pezzo iniziale citato, non s’intravede una scala delle priorità per un eventuale intervento. Una priorità esige, che si sappia in quanti, quali settori necessitano un’azione.
Ho trattato situazioni di tipo micro, manca ancora qualcosa; porto un altro esempio. Dallo scorso autunno, le strade di Avezzano sono punteggiate da esche per topi: come mai? Ormai da anni a scala planetaria, quei roditori si riproducono più che in precedenza per via degli inverni più miti che allungano il periodo degli accoppiamenti: il loro numero è cresciuto; c’entrano innanzitutto i mutamenti climatici – una situazione di tipo macro su cui un amministratore locale può intervenire in maniera marginale. (Un notevole elemento micro della vicenda è invece rappresentato dalla gran mole di generi alimentari di cui si sbarazzano allegramente i supermercati, i ristoranti, i bar, i locali che vendono trash food). È l’esca della Tekneko, la migliore soluzione per togliere di mezzo quelle bestioline oppure bisogna punire pesantemente chi abbandona cibarie in giro, raffrescare la città eliminando asfalto e cemento inutili, dell’altro? Non è un problema per il momento, in una cittadina di 40mila anime. Accontentiamoci.
La questione dell’inquinamento atmosferico è una vicenda complessa; non è come cinquanta, sessant’anni fa, quando era sufficiente sbandierare il termine «smog» dove capitava per catturare l’attenzione di chiunque. C’è bisogno di studi, indagini corpose, dettagliate, a base annua.

