Avezzano – Amministrazione Di Pangrazio affida ai privati lottizzazione da 704 nuovi abitanti

“Le mani sulla città”. Oggi in Consiglio comunale, alla chetichella, l’adozione della “Variante esecutiva di località Pastene”: 30 ettari di terreni agricoli trasformati in edificabili, la lottizzazione affidata ai privati. Dall’Amministrazione omertà e censura preventiva: vietate le riprese video a SITe.it

Angelo Venti
12 Minuti di lettura

Fiato sospeso per il Consiglio comunale straordinario indetto, in prima convocazione, per oggi pomeriggio alle 16. I possibili conflitti d’interesse tra i consiglieri comunali – la legge vieta di votare l’adozione a chi ha interessi diretti o fino al 4° grado di parentela – e anche i mal di pancia interni alla maggioranza, fanno temere anche per il raggiungimento del numero legale. Intanto, in città, montano le polemiche e i sospetti.

In particolare – a far aumentar le domande – sono gli ultimi due punti all’ordine del giorno, relativi all’adozione di due importanti strumenti urbanistici: argomenti delicati che toccano il futuro della città e la vita dei cittadini e che, come si sa, muovono anche molti interessi, non sempre cristallini.

Il penultimo punto in discussione è relativo alla “Adozione del Piano di recupero del centro storico della frazione di Antrosano”. Ma è sull’ultimo punto – e cioè sulla “Adozione della Variante esecutiva al P.R.G. di recupero nuclei abusivi in località Pastene-San Leonardo” – che già circolano pesanti sospetti che fanno scattare più di un campanello d’allarme.

Per riassumere meglio la delicata situazione, citiamo due vecchi detti popolari: “Dulcis in fundo” e poi ancora “il veleno è nella coda”: resta ai lettori capire da che parte della barricata si trovano sia i singoli consiglieri sia i cittadini e trarre – ognuno secondo i dati e le conoscenze di cui è in possesso – le proprie personali conclusioni.

Lunedì scorso si è tenuta la seduta pubblica della “II Commissione permanente”, in cui si è già discusso della adozione dei due strumenti urbanistici: unici presenti tra il pubblico, due giornalisti di SITe.it.

Il Presidente della commissione – Avv. Gianluca Presutti – malgrado una regolare richiesta protocollata ha vietato alla nostra testata di effettuare le video riprese dell’incontro: la seduta era però pubblica e non ci hanno potuto impedire di ascoltare la veloce relazione del Dirigente comunale arch. Mauro Mariani e di visionare alcuni degli elaborati.

Sgombriamo subito ogni speculazione, il Piano di recupero di Antrosano, a nostro giudizio, è accurato e ben fatto: interessante la priorità data al recupero degli immobili esistenti rispetto alle nuove costruzioni. Unica nostra perplessità è sull’opportunità di affidare la progettazione dello stesso, in forma gratuita, allo “Studio Amatilli”, rispetto al risultato prodotto questo però è solo un dettaglio marginale. Ma se questo Piano di recupero sostanzialmente ci ha convinti, non possiamo dire altrettanto per l’Affaire Pastena. Anzi.

Sull’adozione della “Variante esecutiva” di località Pastena – già in commissione – si apre una pericolosa crepa che fa scattare la prima sirena d’allarme per il sindaco: ad astenersi è anche Alfredo Chiantini, consigliere di maggioranza.

A rendere l’idea di cosa potrebbe muoversi intorno all’adozione della “Variante esecutiva al Prg di recupero nuclei abusivi in loc. Pastene-San Leonardo” può aiutarci, per certi versi, proprio questo famoso film del regista Francesco Rosi.

« Le mani sulla città » è un film d’impegno civile, un’opera di fantasia che denunciava con crudezza la speculazione edilizia nell’Italia degli anni ’60 e che concludeva con questa didascalia: «I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce».

Le analogie con la storia urbanistica ed edilizia avezzanese sono, sotto questo punto di vista, impressionanti.

Intanto ieri, tra i tavoli davanti al Bar Samurai, più d’uno scommetteva che nel Consiglio comunale di oggi, tra assenze e uscite tattiche al momento del voto, se ne vedranno delle belle: non si escludono nemmeno le performance di consiglieri eletti nell’opposizione che votano in soccorso della maggioranza.

Il proponente della Delibera di adozione in Consiglio comunale di questa “Variante esecutiva” risulta essere il vicesindaco Domenico Di Berardino. Ma entriamo nel merito dei contenuti.

Più che di un recupero dei nuclei abusivi, a conti fatti si tratta della variazione urbanistica di alcune decine di ettari da agricoli ad edificabili. Infatti, a fronte della presenza di alcuni lotti già edificati – stimati dagli stessi tecnici del Comune in 39mila mq per 124 abitanti già insediati – la “Variante esecutiva” interviene in realtà su una superficie territoriale che risulta essere ben otto volte più estesa: quelli interessati dalla variazione urbanistica da agricola a edificabile sono infatti quasi 300mila mq, per una popolazione insediabile di 828 abitanti, di cui i nuovi abitanti da insediare sono 704. Insomma, un vero colpaccio, per gli ignoti proprietari.

La “Variante al Prg” è concepita come direttamente esecutiva e gli interventi di lottizzazione sono affidati direttamente ai proprietari privati che, in cambio dell’edificabilità, cedono gratuitamente al Comune una percentuale dei terreni da destinare agli standard urbanistici e alle aree Peep (Piani Edilizia Economica e Popolare).

Ma c’è di più. L’area interessata al momento presenta un’alta frammentazione particellare delle varie proprietà: la “Variante esecutiva” la suddivide però in 26 sub-aree, facilitando di fatto i proprietari dei terreni nel trovare l’accordo per le singole lottizzazioni. E scusate se è poco…

Tale frammentazione, però, si riflette pesantemente sulla localizzazione delle aree riservate a garantire gli standard urbanistici: tra l’altro anche sulle stesse zone Peep (sulla mappa se ne contano ben otto). Ma ad essere polverizzate sono soprattutto le aree verdi, che diventano addirittura 24: praticamente sono ridotte quasi alle dimensioni di aiuole.

Una nota di colore: lo strumento denominato “Variante esecutiva” non è previsto da nessuna delle nostre leggi urbanistiche. Si tratta in realtà della trovata estemporanea del Dirigente comunale che ha fuso insieme la definizione di “Variante al Piano regolatore generale” con quella di “Piano esecutivo”: dopo la sua adozione da parte del Consiglio comunale, prima di entrare in vigore, il nuovo strumento dovrà comunque seguire l’iter previsto per le Varianti al Piano regolatore generale.

Si segnala, infine, che tra le tavole e nei documenti allegati alla proposta di adozione non compare un elenco delle particelle interessate dalla Variante, tantomeno i nomi dei proprietari catastali dei terreni, figurarsi quelli reali.

Quelle messe in atto dall’Amministrazione Di Pangrazio intorno all’adozione della “Variante esecutiva” di località Pastene sono azioni sconcertanti che allineate uno dopo l’altra testimoniano l’intenzione scellerata di impedire l’informazione ai cittadini e ostacolare la loro partecipazione al consiglio comunale. Ecco i passaggi salienti.

L’Amministrazione comunale ha evitato accuratamente di informare l’opinione pubblica che tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale straordinario che si terrà oggi alle 16 figura anche l’adozione della “Variante esecutiva al Prg di recupero nuclei abusivi in loc. Pastene-San Leonardo“.

Eppure sugli altri punti in discussione nella stessa seduta, il solerte e nutritissimo Ufficio Comunicazione del Gabinetto del sindaco ha prodotto e diffuso, per quanto insulsi e autocelebrativi, degli specifici Comunicati stampa: su questa “Variante esecutiva”, invece nulla, tutti muti come un pesce.

Sullo stesso sito internet istituzionale dell’Ente, tra l’altro, non era presente nessun accenno all’adozione di questa variante e addirittura, fino all’uscita di quest’articolo, non risultava pubblicata nemmeno la notizia della convocazione del Consiglio comunale.

Altro particolare sospetto sono le date in cui è stato fissato questo Consiglio comunale straordinario: venerdì 8 marzo alle ore 16 in prima convocazione (a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali), lunedì 11 marzo alla stessa ora in seconda convocazione (quando, cioè, l’attenzione dei cittadini è tutta concentrata sui risultati dello spoglio elettorale).

Lunedì 4 marzo si è tenuta la riunione della “II Commissione consiliare permanente” che doveva discutere e approvare proprio l’adozione dei due strumenti urbanistici: “Piano di recupero del centro storico di Antrosano” e “Variante esecutiva di località Pastena”. La nostra testata – allo scopo di informare i cittadini sugli argomenti in discussione – aveva presentato richiesta per effettuare le video riprese della seduta: le video riprese ci sono state negate.

Nei giorni scorsi abbiamo così reiterato analoga richiesta al Presidente del Consiglio comunale anche per i lavori del Consiglio comunale straordinario. Eccola:

SI CHIEDE che la testata giornalistica SITe.it venga autorizzata – in base alle norme sulla trasparenza e al diritto all’informazione – a poter eseguire proprie video riprese integrali dei lavori dell’intera seduta al fine di poter correttamente informare i cittadini. Si precisa che per poter svolgere correttamente il nostro lavoro, tali video riprese sono indispensabili in quanto le “riprese audiovisive della seduta e la diffusione streaming assicurate a cura dell’Ente”, finora, si sono rivelate inutilizzabili a causa della scarsissima qualità professionale sia di esecuzione che di diffusione: in particolare si segnalano pezzi video saltati, inquadrature sbagliate e soprattutto l’audio in gran parte incomprensibile. Pertanto, al solo scopo di assicurare ai cittadini il diritto a una corretta informazione e – vista l’importanza pubblica degli argomenti trattati – anche i requisiti minimi di trasparenza, si ribadisce la richiesta di autorizzazione ad effettuare nostre video riprese dei lavori dell’intera seduta del prossimo consiglio comunale.”

Questa l’arrogante e vergognosa risposta ricevuta dal Presidente del consiglio comunale, avv. Fabrizio Ridolfi:

Con riferimento alla nota in oggetto si comunica che l’Ufficio di Presidenza ha deciso il diniego delle riprese del Consiglio Comunale dell’8 p.v. e la diffusione streaming, in quanto le stesse sono già assicurate da questa Amministrazione sin dal proprio insediamento, proprio al fine di garantire il diritto di cronaca e la trasparenza dell’attività amministrativa.

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