Avezzano, brontosauri sotto le stelle

Giuseppe Pantaleo
Giuseppe Pantaleo
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Scrivere qualcosa sulla pista ciclabile scomparsa, cancellata, rimossa o altro? Ci provo, nonostante lo scarso interesse, la noia per questa commediola dopo qualche settimana dall’inizio. L’ultimo pezzo della vicenda è partito dai social network, anziché nei normali canali d’informazione; si è desunto qualcosa da qualche post su Facebook più che dai soliti (numerosi, ricchi d’informazioni) comunicati stampa del Comune. È stata una classica storia di paesello nel secondo dopoguerra: una furbata, uno sgambetto, una forzatura – scenette che si trovano nei film di Peppone e don Camillo (anni Cinquanta del secolo passato).

Ero partito così, in realtà «Mi fido di quanto dichiarato dall’assessore ai Lavori pubblici [Emilio Cipollone] sul Centro di domenica scorsa: tornerà tutto normale alla fine», 20 dicembre 2022; mi fidavo della persona. Ho cambiato idea appunto dopo poche settimane e ho cominciato a retrodatare la fine, la lenta agonia della pista ciclabile al centro – quella cui dovevano agganciarsi la precedente e le nuove – alla metà di dicembre 2022.

(Oggi). Era prevedibile la reazione di Gabriele De Angelis; l’uomo politico aveva parlato di «damnatio memoriae» nei suoi confronti sul quotidiano regionale (6 agosto 2023) – io avevo pubblicato la stessa cosa in tempi non sospetti. «la realizzazione di una inutile […] pista ciclabile degli orrori lungo Via XX settembre tra Avezzano e Il centro commerciale Conad», (MarsicaLive, 5 aprile 2024), ho manifestato la stessa idea non molto tempo fa. Qualcuno si sarà risentito per «Il mondo va avanti e si evolve mentre Avezzano resta al palo, anzi torna indietro.»; qualche altro si è sicuramente imbestialito per quel «quattro retrogradi» riferito agli ispiratori di tale rimozione. La seconda è in realtà una forma di autodifesa come tante: neanche a me piace che altrove, considerino Avezzano come un’orda di zoticoni ripuliti e rivestiti. (È più vario il panorama locale ed è preferibile mostrarlo).

Il giorno seguente, è arrivata la risposta dell’amministrazione comunale. Al posto di Di Pangrazio è intervenuto Gianluca Presutti che si è dilungato – chissà perché – sulla figura dell’ex sindaco, per poi arrivare in qualche maniera al sodo. È quasi poetico questo brano: «Sull’onda del giro D’Italia, che arriva ad Avezzano dopo 21 anni, partirà il nuovo Piano strategico delle ciclabili.» (MarsicaLive). (È invece roba del Cinquecento «Cordoli di De Angelis, scelta fallimentare», rigidamente senza uno straccio di fatti, di circostanze e di dati ma si sa: Noblesse oblige. Poteva chiedere qualche informazione all’Ufficio del traffico… C’è un Ufficio del traffico ad Avezzano? – è una domanda retorica).

(Mi sposto di lato). Nei miei diciassette anni da blogger, ho già raccontato un paio di volte un episodio risalente ai primi anni Novanta. All’Amministrazione di allora (Simonelli) venne l’idea – legata a un nuovo Prg – di una circonvallazione che evitasse il traffico di quei mezzi motorizzati che dovevano semplicemente attraversare la città lungo i tronchi interni dell’allora SS 5. Non se ne fece nulla per motivi che evito di ricordare; ignoro se fosse una normale saggia idea o invece, partisse dalla constatazione che paesi più piccoli di Avezzano ne fossero già provvisti. (Simili infrastrutture andarono forte in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso; l’idea del Gra a Roma risale addirittura all’inizio degli anni Quaranta). Bene, via XX Settembre e via Roma sono entrambe pericolose per ciclisti e soprattutto pedoni in determinate ore della giornata; c’è anche da rilevare che fila relativamente tutto liscio rispetto alle… potenzialità di quei tratti. È facile addossare tutte le colpe agli automobilisti; la questione, in realtà, è che chi procede su quelle strade sa di trovarsi su una Strada regionale, non su un’arteria interna, di quartiere o un vicolo e perciò si comporta di conseguenza, non facendo troppo caso ai limiti di velocità, alle strisce pedonali e alle auto che sbucano dalle viuzze – dovrebbero trovarsi altrove. (È naturale questa situazione per gli avezzanesi mentre è diverso per quelli di fuori, di passaggio).

Ho trattato in diverse occasioni l’Avezzano dei primi anni Dieci (Floris), l’ultima è stata lo scorso 15 ottobre 2021. L’Amministrazione studiò qualche soluzione per meglio collegare il Quadrilatero con la popolosa zona nord – era una priorità raccomandata dal Pgtu (2003). Finì male, com’è noto, ma si trattava anche in questo caso, in ogni modo, di un intervento strutturale – necessario alla città, allora come oggi. Vi è perciò un abisso, tra quelle due precedenti idee e le politiche del «traffico», la discussione sui temi della mobilità degli ultimi anni nella Banana republic marsicana.

Presutti (Gianluca) parla di Piano strategico della ciclabilità – si chiama così: Avezzano ha il suo Put (Piano urbano del traffico)? No, è tutto fermo al primo gradino: Pgtu adottato appunto nel 2003, come si è scritto poco più sopra. Ecco, è come pensare a una torta di compleanno ma acquistare giusto le candeline e qualche ciliegina, dimenticando la torta vera e propria – le ciliegine saranno poi ridotte in frammenti da spartire, ovviamente. Ci sarebbe bisogno anche di dati aggiornati sulla città per diversi interventi e qui si tocca un altro aspetto della damnatio memoriae nei confronti di De Angelis, di cui non si parla mai: l’iter che egli aveva avviato per un nuovo piano regolatore è fermo a giugno 2019. (Sarebbe interessantissimo conoscere i consigli, le proposte dell’urbanistica per una città che perde residenti da otto anni).

Mi chiedo: 1) è davvero necessario, in un quadro (complessivo) del genere un Piano strategico della ciclabilità ad Avezzano? Soprattutto, 2) Che fine farà? (Possiamo chiedere lumi sulla seconda al principe Ashanti, se la smette di fare lo zuzzurellone). Probabilmente seguirà la stessa traiettoria di piazza del Mercato, dove un’Amministrazione eletta da quelli che sono andati a votare (nobilmente spinti dai capibastone) non ha potuto montare quattro panchine. Quattro, non di più. (Ho preferito dire la mia in passato anche su quest’argomento, non mi andava di rimediare la figura del troglodita nei confronti di chi, da fuori, s’interessa ai fatti locali).

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Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.