“Avezzano città giovane e digitale”: intelligenza artificiale, gemello digitale e fuga dei talenti al centro del convegno di Casa Riformista – video

Nella sala conferenze del municipio esperti, accademici e giovani hanno discusso le sfide delle aree interne verso l'Europa. Sul tavolo smart city, spopolamento e cittadinanza digitale.

Redazione
6 Minuti di lettura

Un pomeriggio di confronto denso e a tratti appassionato quello andato in scena oggi nella sala conferenze del municipio di Avezzano, dove il Circolo marsicano di Casa Riformista ha organizzato il convegno “Avezzano città giovane e digitale – Le città e le sfide dell’Abruzzo interno verso l’Europa”. Cinque relatori, quasi un’ora e mezza di lavori, un tema di fondo: che tipo di città vuole essere Avezzano nell’era dell’intelligenza artificiale, e come può smettere di perdere i giovani che potrebbero costruirla?

Ad aprire i lavori Roberto Verdecchia, candidato sindaco della coalizione “Patto per Avezzano”, che ha indicato nella digitalizzazione non un lusso ma uno strumento concreto di efficienza pubblica: «Quando le notifiche arrivano in venti secondi invece che in tre giorni, capite cosa può fare la tecnologia per i cittadini».

La città tra Lorenzetti e l’IA

Il primo relatore, l’avvocato Maurizio Di Nicola – già sindaco di Pescina e consigliere regionale – ha aperto con un affondo nel Medioevo, citando gli affreschi del Buon Governo di Lorenzetti nella Sala dei Nove di Siena. Un’allegoria sorprendentemente attuale: come allora la giustizia distingueva la città armonica da quella in rovina, oggi potrebbe farlo l’intelligenza artificiale. De Nicola ha però acceso anche un campanello d’allarme etico: in città già collegate in rete, telecamere, semafori e mezzi automatizzati potrebbero reagire in autonomia a eventi criminali. «È fantascienza o una cosa che accadrà entro pochi anni? E se accade, sarà giusta?»

Renzi: cittadini, non spettatori

La pedagogista Sandra Renzi, autrice del saggio “Vivere la città” (2024), ha portato la prospettiva più umanistica. Partendo da Italo Calvino e dalle Città invisibili, ha richiamato la necessità di abitare la città come spazio di desiderio e di relazione, non solo come rete di servizi efficienti. Il suo appello: costruire cultura digitale critica, non semplice capacità d’uso degli strumenti. «Dobbiamo diventare attivi costruttori di comunità, non spettatori che affidano ai manager di turno le decisioni sui nostri destini».

“La città deve diventare una grande aula. Non solo connessa, ma abitata. — Sandra Renzi”

Cantarano: il bando “Città dei Giovani”

Susanna Cantarano, 24 anni, studentessa di Economia e Finanza alla Sapienza di Roma e operatrice del Servizio Civile Universale presso il Comune di Latina, ha presentato il bando nazionale “Città dei Giovani” – promosso dal Consiglio Nazionale dei Giovani, dal Dipartimento delle Politiche Giovanili e dall’ANCI – che ogni anno premia le amministrazioni più attive nelle politiche rivolte alle nuove generazioni. I criteri di valutazione includono visione programmatica, sostenibilità dei progetti, riduzione dei NEET e promozione delle competenze digitali richieste dal mercato europeo. Ha ricordato che nel 2025 il riconoscimento è andato a Catania – caso emblematico di un territorio difficile capace di innovare – e ha lanciato un messaggio di speranza: «Tutto è possibile, anche per Avezzano».

Angeloni: il gemello digitale di Avezzano

L’intervento più tecnico è stato quello di Oreste Angeloni, responsabile dell’organismo consultivo di Avezzano Smart City e ricercatore legato all’Università dell’Aquila e al Gran Sasso Science Institute. Ha illustrato il progetto del gemello digitale della città: un modello virtuale dinamico che integra dati su strade, reti di servizio, traffico e ambiente, e permette di simulare scenari prima di realizzare interventi reali. «Una città vive due volte: la prima nei suoi spazi fisici, la seconda nei dati che raccontano come funziona davvero.» Non senza amarezza, Angeloni ha ricordato che lavori avviati già nel 2017 con Università e CNR sono stati abbandonati dalle amministrazioni: «Abbiamo perso tre anni».

D’Ascenzo: i numeri della fuga

Il finale più duro è toccato a Francesco D’Ascenzo, 24 anni, da Rocca Casale, laureando in Scienze politiche e operatore del Servizio Civile. Ha portato dati impietosi: ogni giorno nel 2024 due aerei di italiani sono partiti per non tornare, 156.000 giovani tra i 18 e i 34 anni l’anno. La provincia dell’Aquila ha perso il 20% della popolazione in un decennio; l’età media regionale è di 47 anni, quella delle aree interne ben oltre i 50. «Noi investiamo nella formazione di questi giovani, e poi altri territori ne raccolgono il valore. A noi rimane il costo.» Tra le cause: salari bassi, stage non retribuiti, dottorati a 1.200 euro al mese. Tra le proposte: detassazione del lavoro giovanile e accesso garantito all’università. Ha concluso con Giorgio La Pira: «Le città non sono nostre. Sono delle generazioni future».

Il Circolo marsicano di Casa Riformista ha annunciato altri incontri tematici nelle prossime settimane. Le domande aperte restano molte: chi avrà la volontà politica di trasformare queste proposte in atti concreti? La campagna elettorale, e poi il governo della città, sono chiamati a rispondere.

Condividi questo articolo