AVEZZANO – Nonostante il maltempo che ha colpito l’Abruzzo nella giornata di oggi, la sala conferenze del Comune di Avezzano ha ospitato un’assemblea pubblica molto partecipata sotto il titolo «Avezzano città viva», promossa dalla coalizione progressista di centrosinistra che si raccoglie attorno al progetto di Casa Riformista e di Italia Viva in vista delle prossime elezioni amministrative. A moderare i lavori Maurizio Di Nicola. Tra i protagonisti della serata, il deputato e già consigliere regionale Camillo D’Alessandro, il candidato sindaco Roberto Verdecchia, il coordinatore territoriale di Italia Viva Claudio Abruzzo e una pluralità di voci civiche e politiche che hanno animato un dibattito lungo e articolato sulla condizione della città e del territorio marsicano. Presenti anche i referenti di Italia Viva dei Comuni limitrofi: Antonio De Ioris e Alfonso Raffaele per Gioia dei Marsi, Antonio Luciani per Luco dei Marsi e Tiziano Iulianella per Pescina — a testimoniare una rete territoriale che si estende ben oltre i confini comunali di Avezzano.
- D’Alessandro: «Fare politica significa rendicontare»
- Una città è viva se non costringe i giovani a scegliere tra la propria terra e il proprio futuro
- La rete territoriale di Italia Viva: dalla Marsica la spina dorsale della coalizione
- Il candidato sindaco Verdecchia: «Chiediamo consenso perché abbiamo le idee migliori»
- Smart city e verde digitale: la proposta di Oreste Angeloni
- I nodi politici: infrastrutture, scuola e identità del territorio
- Le conclusioni: D’Alessandro e Berardini rilanciano la sfida

D’Alessandro: «Fare politica significa rendicontare»
Aprendo i lavori, il moderatore Di Nicola ha ricordato come l’incontro si inserisca in un percorso già avviato da «Casa Riformista», sottolineando il ruolo centrale di Avezzano come «centro di riferimento di un territorio molto più vasto, che risente in positivo o in negativo della capacità di visione politico-amministrativa della città».
A prendere subito la parola è stato Camillo D’Alessandro, che non ha rinunciato a partecipare nonostante le difficili condizioni climatiche. Il deputato ha rivendicato il valore della politica intesa nel senso più pieno del termine: «Fare politica significa confrontarsi, scontrarsi nel pieno rispetto reciproco, e soprattutto rendicontare ciò che si è fatto o non si è fatto». D’Alessandro ha rivolto al centrodestra una domanda diretta: «Come cambia la Regione dopo otto anni di potere? Cosa è accaduto a questa città e a questo territorio?».
L’onorevole ha poi commentato positivamente la larga partecipazione al referendum appena concluso — in particolare quella giovanile, superiore a ogni aspettativa — come segnale di una rinnovata voglia di democrazia: «Dobbiamo mettere insieme queste cose nella costruzione della nostra comunità. Quando la comunità si allarga è motivo di festa, perché si amplia la partecipazione».

Nel corso del suo intervento D’Alessandro ha annunciato l’adesione a Casa Riformista Avezzano di Luigi Bianchi, salutando il gesto come «un atto di coraggio» e un arricchimento concreto per il progetto collettivo: «Abbiamo bisogno di contenuti, di idee, di tutti. Non abbiamo bisogno di una finta partecipazione».
Una città è viva se non costringe i giovani a scegliere tra la propria terra e il proprio futuro
Uno dei fili rossi dell’intera serata è stata la domanda contenuta nel titolo dell’evento: cosa significa, davvero, che una città è viva? Una risposta che i relatori hanno declinato in modo severo rispetto all’attuale stato di Avezzano. «Una città è viva se non costringe un giovane a scegliere tra la propria terra e il proprio futuro», ha detto D’Alessandro, sfidando la platea a non accontentarsi di una vitalità solo di facciata — le luminarie, i ristoranti aperti, qualche evento natalizio.
Al contrario, la serata ha messo in luce con forza le grandi emergenze strutturali: la sanità pubblica in stato critico, con liste d’attesa di uno o due anni, medici di base sotto pressione delle ASL per le prescrizioni, un debito sanitario regionale che sfiora gli 86 milioni di euro; le infrastrutture carenti, in primis il collegamento ferroviario Roma-Pescara («per andare a Roma col treno ci vuole un giorno»); il declino demografico che svuota progressivamente il territorio; il sistema fognario ante-guerra, con acque nere e bianche non separate; e un depuratore incapace di reggere le piogge intense.
«Quando il Sindaco ha un colore politico diverso da chi governa la Regione, come fa a interloquire per tutelare la sanità dei suoi cittadini?» è stata una delle domande più dure della serata, alludendo alle difficoltà di dialogo istituzionale tra l’attuale amministrazione comunale e la giunta regionale di centrodestra.
La rete territoriale di Italia Viva: dalla Marsica la spina dorsale della coalizione
Uno dei segnali più significativi della serata è stato il dispiegamento della struttura territoriale di Italia Viva nella Marsica, coordinata da Claudio Abruzzo. La presenza dei referenti comunali — Antonio De Ioris e Alfonso Raffaele da Gioia dei Marsi, Antonio Luciani da Luco dei Marsi, Tiziano Iulianella da Pescina — ha rappresentato la concretizzazione di una rete di radicamento politico che ambisce a fare da cinghia di trasmissione tra il capoluogo marsicano e i comuni del comprensorio.
Il messaggio emerso con chiarezza è che il progetto non si esaurisce ad Avezzano: «Tutto quello che diciamo e facciamo ha un senso solo se saremo bravi ad avere rappresentanti istituzionali dentro il Comune di Avezzano e nei paesi limitrofi», è stato detto esplicitamente. Un laboratorio politico che guarda già alle prossime elezioni politiche del 2027, nella consapevolezza che senza una struttura di partito con referenti locali, regionali e nazionali, anche le migliori proposte programmatiche rischiano di restare lettera morta.

Il candidato sindaco Verdecchia: «Chiediamo consenso perché abbiamo le idee migliori»
Il candidato sindaco Roberto Verdecchia ha rivendicato la serietà e la necessità della sfida intrapresa. «È una sfida che deve dare dignità a ognuno di noi e all’intero territorio», ha dichiarato, sottolineando come la coalizione stia lavorando per costruire un progetto politico autentico, distinto dal «civismo» inteso come contenitore vuoto che «il giorno dopo non trova più nessuno».
Verdecchia ha esplicitamente preso le distanze da una politica del favore e della promessa: «Noi non chiediamo un voto perché siamo contenti. Chiediamo consenso perché abbiamo le idee migliori degli altri. Abbiamo un programma ambizioso ma reale, concreto, fatto bene». Il candidato ha evidenziato la necessità di parlare con gli anziani, spesso dimenticati dal dibattito politico, e di costruire servizi sociali adeguati a chi ha dedicato la vita alla comunità.

Smart city e verde digitale: la proposta di Oreste Angeloni
Uno degli interventi più tecnici della serata è stato quello di Oreste Angeloni, che ha illustrato una proposta concreta per la gestione innovativa del patrimonio arboreo urbano. Angeloni ha presentato l’idea di un sistema digitale georeferenziato basato su tecnologia di scansione laser, capace di creare un modello tridimensionale dinamico di ogni albero presente in città, monitorarne lo stato di salute, prevenire rischi di caduta, rilevare infestazioni da parassiti e pianificare gli interventi in modo proattivo anziché reattivo.
«Molte città — da Perugia a Roma, fino a Milano — stanno già implementando questi sistemi», ha spiegato Angeloni, ricordando anche l’obbligo di legge che impone ai Comuni un catasto informatizzato del verde e la pubblicazione annuale degli alberi piantati e abbattuti. «Avezzano ha tutti gli strumenti per diventare un modello di innovazione in questo settore», ha concluso, inquadrando il progetto nella più ampia transizione ecologica verso una smart city competitiva e attrattiva.
La questione era già stata sollevata in termini pratici da un ex assessore presente in sala, che aveva tentato nel 2023 di avviare una mappatura sistematica del verde pubblico, trovando un apparato amministrativo impreparato e disorganizzato.
I nodi politici: infrastrutture, scuola e identità del territorio
Nel corso della discussione sono emersi altri temi caldi. Il collegamento ferroviario Roma-Pescara è tornato più volte al centro, con la denuncia che i fondi stanziati anni fa per la velocizzazione della tratta siano rimasti sulla carta, penalizzando pendolari, famiglie e la capacità del territorio di trattenere i propri residenti. «Con una ferrovia veloce molti tornerebbero a vivere qui: meno affitti a Roma, più famiglie sul territorio», ha osservato un intervenuto.
La sicurezza nelle scuole è stata citata come altra emergenza concreta, alla luce di recenti episodi di violenza che hanno coinvolto istituti scolastici della zona. Più voci hanno chiesto che il futuro sindaco faccia della scuola un presidio di legalità e integrazione. Sul fronte della giustizia, è stato ribadito con forza il valore del tribunale di Avezzano come presidio di legalità irrinunciabile per il territorio.
Sulla questione identitaria, D’Alessandro ha proposto una lettura affascinante: Avezzano è una città formatasi all’incrocio tra tre dimensioni storiche — la terra del Fucino, il mare prosciugato del lago, il cielo di Telespazio — e deve ritrovare un «senso profondo di appartenenza» che ne faccia un destino collettivo, non solo una somma di interessi individuali.






Le conclusioni: D’Alessandro e Berardini rilanciano la sfida
A chiudere la serata sono stati Camillo D’Alessandro e Gianclemente Berardini, con interventi che hanno rilancito la prospettiva politica della coalizione oltre il perimetro delle sole elezioni comunali. D’Alessandro ha insistito sulla necessità di costruire una comunità politica capace di durare nel tempo, nutrirsi di contenuti e resistere alle sirene del trasformismo. Berardini ha sottolineato il valore del percorso avviato, il coraggio dei candidati che «hanno messo la faccia» e la necessità di presentarsi agli elettori con un’offerta fondata sulla competenza e sull’identità progressista, non sulla gestione del consenso.
L’appello finale è stato unanime: portare alle urne quella stessa energia che ha animato la partecipazione referendaria, costruire coalizione dal basso, e dimostrare che anche in opposizione — a livello comunale e regionale — si può fare buona politica, studiando, proponendo, e mantenendo gli impegni presi.
Il prossimo appuntamento della coalizione sarà comunicato a breve attraverso i canali ufficiali. I lavori sono stati moderati da Maurizio Di Nicola.


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