Mario Casale, in una nota, analizza le implicazioni politiche della scelta del PD e della consigliera Paolini, eletta alla guida della Commissione di Vigilanza con i voti della maggioranza.
Casale offre una lettura politica articolata della recente elezione della consigliera Anna Paolini (PD) alla presidenza della Commissione di Vigilanza del Comune di Avezzano, una scelta che continua a suscitare riflessioni e interrogativi all’interno del fronte progressista cittadino.
Nel suo comunicato stampa, Casale sostiene che la decisione del PD di candidare Paolini alla guida dell’organismo di controllo rappresenta una rottura rispetto alla Carta di intenti sottoscritta da tutti gli aderenti al Patto per Avezzano, la coalizione di centrosinistra che aveva cercato di costruire un percorso unitario alternativo alla maggioranza. Una scelta che, nella sua analisi, non riguarda solo la procedura formale, ma tocca il piano politico e simbolico del rapporto tra le forze progressiste.
Casale ricorda come le opposizioni avessero già individuato nel consigliere di centrodestra Alessio Cesareo il candidato unitario alla presidenza della Commissione, sia per esperienza sia per rappresentatività numerica. La decisione del PD di accettare i voti della maggioranza per eleggere Paolini, secondo l’autore, riporta il partito a una postura più moderata e incline a evitare contrapposizioni, con effetti che potrebbero riflettersi anche sugli equilibri futuri del campo progressista.
Nel comunicato, Casale solleva inoltre interrogativi sul ruolo del sindaco e sulle possibili implicazioni politiche di questa scelta, inserendola in un quadro più ampio che guarda alle dinamiche nazionali e alle prossime competizioni elettorali.
Una lettura fortemente critica che si conclude con un richiamo alla necessità, per le forze del Patto, di un impegno ancora più determinato per mantenere viva una prospettiva di cambiamento politico in città.
Questo il comunicato stampa integrale diffuso da Mario Casale:
COMUNICATO STAMPA
La scelta del PD
Non può passare sotto silenzio la scelta del Pd e di Anna Paolini, eletta nella coalizione del Patto per Avezzano, di candidarsi alla presidenza della commissione di vigilanza in comune, ignorando la carta di intenti dell’alleanza progressista.
Non solo formalmente.
La considero una mancanza di rispetto nei confronti di tutti i membri del Patto che, testardamente unitari, si sono impegnati a costruire un percorso alternativo al quale il Pd locale è giunto per ultimo, dopo i tentativi falliti di costruire un’altra via che portava dalla parte conservatrice della città.
Peraltro il tempo utilizzato per convincere il Pd riluttante, non ha consentito al Patto di impegnarsi più proficuamente nella composizione delle liste.
Naturalmente è solo una parte di analisi della sconfitta registrata dai progressisti.
Ma con la scelta di Anna Paolini e del Pd si torna alla impostazione originaria di un Pd volto ad evitare contrapposizioni e disposto ad adeguarsi alla restaurazione moderata e trionfante del campo conservatore.
Peraltro le opposizioni ufficialmente e unitariamente avevano già indicato nel consigliere Cesareo il candidato alla presidenza della commissione di vigilanza per esperienza e perché il rappresentante della opposizione più numerosa in Consiglio Comunale.
Il Sindaco rieletto con un consenso molto ampio aveva l’esigenza di indicare e far votare la consigliera del Pd per dare un segnale di apertura richiesta o perché temeva una eccessiva rigidità da parte del consigliere Cesareo?
O forse perché in gioco ci sono le prossime elezioni politiche e mister 15mila preferenze cerca uno spazio più autorevole ad alti livelli istituzionali, con l’avallo di un Pd indispensabile nel gioco delle candidature alle elezioni politiche nel gruppo progressista? Del resto ha sempre millantato di fare da vero argine alla destra e quindi la scelta della consigliera del Pd risulta funzionale all’obiettivo.
Sarà il tempo a dare le risposte adeguate.
Resta l’amarezza profonda di una scelta sbagliata che rafforza il qualunquismo, secondo cui tutti i partiti sono uguali, e l’astensionismo di un elettorato sempre più disincantato.
E non inganni la percentuale di votanti alle ultime elezioni amministrative della città, frutto essenzialmente di lavori a raffica nell’ultimo anno e di un abile e lungo lavoro di composizione delle liste e di candidati elettoralmente quotati che hanno fatto lievitare il voto.
Ma se questo è il campo largo non c’è vera partita per l’alternativa al governo Meloni.
L’avv. Verdecchia e le forze progressiste del Patto dovranno impegnarsi il doppio per mantenere una speranza di cambiamento politico in città.
4 agosto 2026
Mario Casale – Associazione “Compagno è il Mondo”

