Presidente della Commissione di Vigilanza eletto da chi dovrebbe essere vigilato. Un ribaltamento istituzionale che non ha scuse né attenuanti e che è stato possibile grazie al PD.
La storia è semplice, brutale, quasi volgare nella sua linearità. Ad Avezzano il sindaco Di Pangrazio ha deciso che la Commissione di Vigilanza – quella che dovrebbe guardare negli occhi la maggioranza che amministra, controllarla, incalzarla – non merita un presidente indipendente.
E allora il Presidente della commissione comunale che dovrebbe controllare la sua attività amministrativa se l’è scelto da solo, con la complicità del PD.
Fine del racconto, fine della credibilità di un sindaco appena riconfermato a furor di popolo con il 70% dei voti. E – duole dirlo – fine anche della credibilità dei rappresentanti di quel partito che si era presentato alle ultime elezioni come sua alternativa.
La prassi istituzionale? Calpestata. L’equilibrio democratico? Archiviato. Il ruolo dell’opposizione? Espropriato.
E il Partito Democratico, invece di difendere la linea condivisa con tutte le opposizioni, ha fatto ciò che nessuno si aspettava: ha accettato i voti della maggioranza, ha ringraziato, e si è preso la Presidenza della Commissione con la consigliera Paolini. Una Presidente di vigilanza scelta ed eletta dai vigilati. Una contraddizione vivente.
Il dato politico è feroce: il controllato si è scelto il controllore. E uno dei controllori ha detto sì.
Il tutto dopo che le opposizioni avevano indicato un candidato unitario, Alessio Cesareo, forte di 4.744 preferenze.
Ma quei numeri, quella legittimazione, quella scelta condivisa non sono bastati. Il PD ha preferito i 196 voti della propria consigliera e i voti della maggioranza. Una scelta che non si commenta: si registra, si ricorda, si denuncia.
La Commissione di Vigilanza nasce così, con un peccato originale che nessuna dichiarazione potrà cancellare. Perché quando l’indipendenza viene compromessa nel momento stesso dell’elezione, tutto il resto è solo scenografia.
Il comunicato della consigliera Ruscio lo dice con eleganza. Noi lo diciamo senza filtri: ad Avezzano il controllo è stato neutralizzato. E chi doveva garantirlo ha collaborato.
Questo il contenuto integrale del Comunicato stampa diffuso da Loreta Ruscio:
COMUNICATO STAMPA
Avezzano, Commissione di Vigilanza: “Così il controllo rischia di perdere credibilità”

La recente elezione della Presidente della Commissione Consiliare di Vigilanza del Comune di Avezzano impone una seria riflessione sul rispetto delle regole non scritte che, da sempre, garantiscono l’equilibrio democratico all’interno delle istituzioni.
Per consolidata prassi istituzionale, la Presidenza della Commissione di Vigilanza viene affidata a un rappresentante della minoranza, chiamato a svolgere un ruolo di controllo sull’operato dell’Amministrazione con autonomia, imparzialità e indipendenza.
Ad Avezzano, tuttavia, si è verificata una situazione che lascia spazio a più di una perplessità. Il Partito Democratico ha scelto di rompere il fronte delle opposizioni e, grazie ai voti determinanti della maggioranza consiliare, ha ottenuto l’elezione della consigliera comunale Anna Paolini, già segretaria cittadina del PD, alla guida dell’organismo deputato a vigilare sull’attività amministrativa.
Una scelta che pone un interrogativo politico evidente: può essere realmente autonoma una Presidenza resa possibile proprio dai voti di chi dovrebbe essere sottoposto all’attività di controllo?
È una domanda che merita una risposta non dalle polemiche, ma dai fatti.
A rendere ancora più singolare questa vicenda è quanto accaduto appena poche settimane fa. Il 29 giugno 2026, infatti, tutte le forze di opposizione avevano condiviso la candidatura del consigliere Alessio Cesareo alla Presidenza della Commissione di Vigilanza, individuandolo come figura unitaria. Una scelta sostenuta anche dal forte consenso elettorale espresso dai cittadini: 4.744 preferenze per Cesareo contro le 196 preferenze ottenute dalla consigliera Paolini.
Quell’intesa è stata poi completamente disattesa. Il Partito Democratico ha preferito percorrere una strada diversa, accettando il sostegno determinante della maggioranza pur di conquistare la Presidenza della Commissione.
Non è una questione personale nei confronti della consigliera Paolini, alla quale va il rispetto dovuto al ruolo istituzionale ricoperto. La questione è esclusivamente politica e riguarda il metodo con cui si è arrivati a questa elezione e il messaggio che essa trasmette ai cittadini.
La Commissione di Vigilanza è chiamata a garantire trasparenza e controllo sull’azione amministrativa. Per questo motivo, la sua autorevolezza si fonda innanzitutto sulla percezione di indipendenza rispetto alla maggioranza.
Quando questa indipendenza appare compromessa già al momento dell’elezione del Presidente, è inevitabile che si apra una riflessione sull’etica istituzionale e sulla credibilità dell’organo stesso.
Il giudizio finale, come sempre, spetta ai cittadini, che sapranno valutare se quanto accaduto rappresenti un normale confronto politico oppure un precedente destinato a indebolire il ruolo di garanzia della Commissione di Vigilanza.
Avezzano 4 agosto 2026
Loreta Ruscio – Consigliere d’opposizione nel Comune di Avezzano


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