Il consigliere Nello Simonelli, dopo l’autogol sui presunti finanziamenti comunali alla Fondazione Migrantes, ora rilancia e annuncia un nuovo accesso agli atti, questa volta sui fondi erogati dal Comune di Avezzano alla Caritas e alla Diocesi dei Marsi.
Simonelli – che ricordiamo per inciso fa parte della maggioranza Di Pangrazio – invece di riconoscere senza se e senza ma di aver commesso un clamoroso errore, di dichiarare che l’accesso agli atti ha certificato che i fantomatici finanziamenti del Comune di Avezzano a Migrantes non esistono e quindi chiedere scusa agli interessati per il gratuito attacco, si arrampica sugli specchi e forse nel goffo tentativo di metterci una pezza, così scrive:
“Oggi posso dirvi, con serenità e trasparenza, che l’accesso agli atti ha dato risultati chiari ed esaustivi: si è appurato che non esistono rapporti diretti tra il Comune di Avezzano e la Fondazione Migrantes. I rapporti intercorrono con la Caritas e la Diocesi, che gestiscono le risorse che il Comune assegna loro secondo criteri propri e progettualità concordate. Per questo, stamattina ho inoltrato un’ulteriore richiesta per conoscere nel dettaglio i fondi erogati dal Comune a queste realtà dal 2020 al 2025.”
L’incredibile e dirompente attacco frontale a Caritas e Diocesi da parte del consigliere Nello Simonelli, è contenuto in questo post pubblicato stamattina da lui stesso sui suoi tre profili facebook unificati:

Cronistoria di una vergogna
La querelle era iniziata nel marzo scorso, a seguito della polemica scatenata dall’espulsione da Avezzano del malato di mente Gustavo Morrobel, cittadino di origine dominicana.
A non andare giù al consigliere Simonelli erano state le considerazioni che su quella vicenda aveva espresso il Direttore Servizio Migrantes diocesano Lidia Di Pietro, sul cui intervento avevamo riferito in questo nostro articolo qui:
Un intervento molto pacato, quello della Di Pietro, a cui dopo poche ore il consigliere Nello Simonelli aveva risposto, sempre sui suoi 3 profili facebook, con queste parole:
“La verità è che la gente è stanca di essere giudicata da chi si erge a paladino del “politicamente corretto”, mentre chiede solo una cosa: vivere in pace nella propria città. […] Per questo chiedo pubblicamente trasparenza: il servizio Migrantes riceve fondi comunali? Se sì, come vengono spesi? Andrò a controllare. Perché se si lavora con soldi pubblici, si risponde alla collettività. E si lavora per la collettività, non contro”.
Questo il post di Simonelli completo:

Per la verità, diversi commentatori del post avevano provato a indurre a più miti consigli il Simonelli, dimostrando l’assurdità dei gratuiti attacchi al direttore di Migrantes. Tentativi vani: infatti il 4 aprile, sull’argomento Simonelli tira dritto e pubblica un secondo post in cui annuncia:
“Sono state protocollate le richieste di accesso agli atti ed entro 30 giorni, sapremo se certe fondazioni e associazioni – che pretendono di fare la morale a cittadini e contribuenti – ricevono fondi pubblici e come li spendono. È tempo di ristabilire una verità semplice: chi opera nel terzo settore coi soldi dei contribuenti, deve operare in chiarezza e non permettersi il lusso di ergersi moralmente al di sopra di nessuno. Le sue attività sono pagate da tutti noi. Per tutti gli altri: io non parlo per parlare. Io faccio”.
Ora, assodato che lui, Simonelli, quello che almeno “fa” con i suoi post è spesso una brutta figura, quello che invece emerge netto e chiaro è il retropensiero del consigliere che sottenderebbe all’erogazione dei fondi alle associazioni, e cioè che chi riceve soldi dal Comune non può criticare e nemmeno avere una sua posizione indipendente. Singolare, poi, che il controllo su come vengono spesi i soldi che il Comune elargisce alle associazioni viene esercitato da Simonelli non su tutte le associazioni, ma solo su quelle che non gli piacciono.
Questo comunque il post completo di Simonezlli pubblicato il 4 aprile scorso:



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