Avezzano – Crua ed effetto boomerang: la querela a Taddei si ritorce contro il Sindaco

Angelo Venti
17 Minuti di lettura

Ci sono sindaci che governano. E poi ci sono sindaci che querelano. Ad Avezzano, almeno fino a maggio, abbiamo il secondo tipo.

Il GIP dott. Mario Cervellino, il 2 marzo scorso, ha archiviato la querela del sindaco Giovanni Di Pangrazio contro il consigliere comunale Goffredo Taddei, difeso dall’avv. Roberto Verdecchia.
La lezione che resta è molto importante: un sindaco che tenta di trasformare la critica politica in reato, ma anche un consigliere che non si lascia intimidire.

Ad Avezzano, oggi, questa è la vera notizia.

Ed è una notizia che pesa. Perché la querela presentata dal sindaco contro il consigliere comunale Goffredo Taddei è stata bocciata dal Pm, mentre l’opposizione presentata contro la sua richiesta archiviazione è stata poi definita dal GIP infondata, inammissibile e priva di qualsiasi elemento utile a sostenere un’indagine.

Un doppio schiaffo giudiziario per il sindaco, che in una città normale aprirebbe una profonda riflessione politica. Ad Avezzano, invece, apre solo un’altra pagina di imbarazzo istituzionale.

A causarlo ancora una volta è un sindaco che non tollera critiche, dissenso e domande scomode: denuncia i consiglieri comunali, attacca la stampa libera e tenta di intimidirla con la minaccia di procedimenti penali.

Un sindaco che, a vario titolo, in questi anni ha messo a libro paga del Comune testate e giornalisti, trasformando la “comunicazione istituzionale” in una macchina di propaganda personale.

Il caso nasce da questa domanda del consigliere Taddei ma che il sindaco Di Pangrazio non voleva sentire: “perché il Sindaco ha partecipato — e pare votato — a una riunione del CRUA, se il Comune non era più socio dal 2020?

Una domanda legittima, ma resa imbarazzante dalle tre versioni del verbale di quella riunione, vicenda opaca ricostruita da SITe.it in questo articolo QUI del 3 ottobre 2023.

Il consigliere Goffredo Taddei pone la domanda in Consiglio comunale e tre giorni dopo lo ribadisce in questa video-intervista, rilasciata sempre a SITe.it, che invitiamo tutti a rivedere:

In sintesi, Taddei nella video-intervista fornisce la sua ricostruzione dei fatti ed esprime in maniera chiara e diretta le sue perplessità:

  • il Comune è fuori dal CRUA dal 2020;
  • il sindaco partecipa a un’assemblea ordinaria dei soci;
  • pare voti anche il bilancio;
  • dichiara di aver firmato un atto di rientro poi smentito da lui stesso;
  • i verbali cambiano versione 3 volte, come fossero bozze di un romanzo.

Domande legittime, quelle poste dal consigliere comunale Taddei. Domande basate su atti pubblici. Domande a cui un sindaco dovrebbe rispondere senza se e senza ma.

Invece Di Pangrazio risponde alle domande di Taddei con una querela per diffamazione aggravata.

“Il sottoscritto, sindaco del Comune di Avezzano – scrive Di Pangrazio il 20 novembre 2023 nella sua querela, con cui presenta denuncia in ProcuraNei confronti di Goffredo Taddei (…) per il reato previsto e punito dall’art. 595 c.p., aggravato ai sensi del secondo, terzo e quarto comma, nonché nei confronti di qualsivoglia altro soggetto dovesse essere ritenuto responsabile dei fatti sopra descritti e per qualsivoglia altro reato che la S.V. Ill.ma dovesse ravvisare, chiedendo di procedere nei suoi confronti, nonché la formale punizione dello stesso.

La Richiesta di archiviazione del Pubblico ministero è un colpo di maglio: già il primo punto delle motivazioni è inequivocabile.

Così il 4 aprile 2024 il Pm dott. Luigi Sgambati motiva la sua Richiesta di archiviazione:

le condotte diffamatorie cui si fa riferimento in querela […] sono coperte dalla scriminante di cui all’art. 51 c,p., in quanto esercizio del diritto di critica politica, espressione del diritto alla libera manifestazione del pensiero di cui all’art. 21 della Costituzione”.

Basterebbe questo per mettere una pietra tombale sulla querela del Sindaco.

Ma il Pm va oltre e aggiunge:

le dichiarazioni in esame […] non trascendono i limiti del diritto di critica politica, come definiti dalla consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione:

  • Nella specie, per quanto concerne la c.d. pertinenza, l’argomento trattato appare di pubblico interesse, concernendo un fatto di cronaca locale…
  • Per quanto concerne la c.d. verità, nei citati articoli si parla di un fatto realmente accaduto…
  • Il rispetto del requisito della c.d. continenza, in ogni caso, non implica la carenza totale di portata offensiva della reputazione altrui nelle dichiarazioni rese, posto che in tal caso verrebbe meno l’oggettività stessa del reato e non si porrebbe il problema dell’applicabilità della scriminante del diritto di cronaca o di critica politica;
  • i fatti riferiti in querela, […] non costituiscono reato in quanto esercizio del diritto di critica politica

Tradotto: i fatti contestati dal querelante, per il Pm, non costituiscono reato.

Per qualunque amministratore dotato di buon senso, la storia finirebbe qui. Ma non per Di Pangrazio.

Di Pangrazio non ci sta e il 25 giugno 2024 presenta al GIP (Giudice per le indagini preliminari) la sua “Opposizione alla richiesta di archiviazione e contestuale memoria difensiva”.

Solo che contrariamente a quello che richiede la legge – ma anche il buonsenso – il sindaco non porta una nuova prova, un nuovo fatto, un nuovo elemento investigativo. Non porta nulla.

L’unica cosa che fa è, giuridicamente, ancora più incredibile. La sua Opposizione alla richiesta d’ archiviazione la chiude utilizzando una argomentazione che non muta i termini della controversia, ma che evidentemente spera possa essere di effetto dinnanzi al giudice. Eccola:

“ad colorandum, poi, si evidenzia che il Taddei ha rilasciato la video intervista non ad un sito qualsiasi ma a “Site.it”, portale notoriamente ostile tanto all’amministrazione quanto – e soprattutto – alla persona del Di Pangrazio, che attacca e dileggia in maniera sistematica.

Per l’avv. Di Pangrazio, quindi, il fatto nuovo è che Taddei ha rilasciato la sua video-intervista non a un sito qualsiasi, ma a SITe.it.

Insomma il sindaco sembra dire al giudice: “non ho prove, ma non mi piace la testata”. Come se questo costituisse un reato.

Stupisce che il sindaco —che ha in tasca una laurea in giurisprudenza e, da poco, è stato anche stabilizzato come avvocato — presenti al Gip una Richiesta d’opposizione all’archiviazione così assurda e inconsistente.

Di Pangrazio dovrebbe saper perfettamente che la sua querela è infondata, che è inammissibile, che non reggerà un minuto davanti a un giudice.

E infatti il GIP lo nota subito e lo bacchetta:

“L’opposizione proposta è, in rito, inammissibile.”

E, con la pazienza di un maestro elementare, nel suo decreto spiega al querelante gli erudimenti del codice di procedura penale:

“l’atto di opposizione non può essere strutturato alla stregua di una mera rimostranza contro la scelta di non agire del Pubblico ministero, ma deve offrire spunti concreti, suscettibili di costruire l’oggetto di investigazioni non ancora effettuate.”

La conclusione del Gip Mario Cervellino è definitiva e senza appello:

Ritiene questo giudice che […] l’opposizione formulata sia inammissibile, in quanto la persona offesa non indica temi e fonti di prova ‘nuovi’, ossia non ancora acquisiti al procedimento”.

In definitiva, s’impone l’archiviazione della notizia di reato… in quanto la notizia criminis risulta, complessivamente, infondata – e per questi motivi – ordina l’archiviazione perché l’opposizione è inammissibile e la notizia di reato è infondata”.

La denuncia del sindaco contro Taddei non è un incidente di percorso. È uno dei metodi utiizzati da un sistema collaudato e articolato.

Querelare chi critica. Intimidire chi domanda. Attaccare la stampa libera. Mettere a libro paga quella compiacente. Circondarsi di yes man. Usare la comunicazione istituzionale come propaganda.

Usare la minaccia giudiziaria come clava politica.

Mentre Taddei veniva interrogato dalla polizia giudiziaria, mentre nominava un avvocato, mentre veniva trattato come un imputato, la maggioranza in Consiglio comunale ha mantenuto la sua posizione preferita: il silenzio.

Una corte di yes man che, come le tre scimmiette, non vede, non sente, non parla.

Una maggioranza che non governa, non chiede, non controlla: obbedisce.

Il sindaco, che definisce site.it “ostile”, dimentica di dire che:

  • a vario titolo, ha messo a libro paga del Comune numerose testate e giornalisti;
  • ha trasformato la “comunicazione istituzionale” in una macchina di propaganda personale;
  • ha attaccato ripetutamente quel che resta della stampa libera;
  • ha già denunciato senza esito altri giornalisti.

E poi c’è ancora chi si stupisce se si parla di Sistema Di Pangrazio dell’informazione.

Il consigliere comunale Goffredo Taddei ha diffuso ieri un comunicato stampa – che riportiamo integralmente in fondo a questo articolo – in cui commenta la notizia dell’archiviazione della querela ricevuta dal Sindaco.

A causa della querela del sindaco – scrive Taddei – il sottoscritto ha dovuto sopportare di essere indagato… per aver esercitato legittimamente il ruolo di consigliere comunale… nell’assordante e compiacente silenzio dei consiglieri comunali di maggioranza.”

E ancora: “Ho deciso di non chiedere al sindaco un congruo risarcimento… poiché così facendo mi metterei alla sua stregua.”

Una frase che pesa più di qualsiasi sentenza.

Questo il comunicato stampa integrale diffuso ieri sera dal consigliere comunale Goffredo Taddei:

COMUNICATO STAMPA

Nuovo scivolone del sindaco Di Pangrazio, il Tribunale di Avezzano archivia come infondata la querela contro il consigliere Taddei: “Respinto il tentavo di intimidire l’opposizione”

Avezzano. Ancora una figuraccia da parte del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio che, come spesso gli accade, nel tentativo di zittire chi si oppone alla sua gestione arrogante e personalistica della città e del Consiglio comunale, aveva denunciato il nostro Consigliere Goffredo Taddei, reo – a suo dire – di averlo diffamato con un’intervista rilasciata alla testata online Site.it. Come apparse da subito, e come è stato confermato dal recente decreto del Tribunale di Avezzano, non solo le dichiarazioni rilasciate da Taddei, professionista di comprovata esperienza, correttezza e competenza, erano veritiere, ma trovavano altresì fondamento nella rilevanza pubblica e nel pieno del diritto dell’esercizio della critica politica e della libertà di espressione sancita dalla Costituzione.

Nel corso di una seduta consiliare nell’autunno del 2023, Taddei aveva sollevato criticità riguardanti la partecipazione del sindaco a un’assemblea dei soci del CRUA – Consorzio di Ricerca Unico d’Abruzzo – (ex Crab) durante la quale avrebbe preso parte alla votazione del bilancio, nonostante il Comune di Avezzano non risultasse più socio del Consorzio dal 2020. La questione era emersa in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato nell’ottobre 2023, documento che includeva i dati delle società partecipate dell’ente. In tale sede era stata sollevata un’eccezione relativa alla presenza di verbali del CRUA, ente che non rientrava tra le partecipazioni comunali a seguito della delibera di uscita adottata nel gennaio 2020 dall’allora commissario prefettizio.

Secondo quanto riportato nei verbali del Consorzio, il sindaco avrebbe dunque preso parte a un’assemblea sembra arrivando a votare – senza alcun titolo – il bilancio e dichiarando di aver sottoscritto un atto volto ad annullare la precedente delibera di uscita del Comune. Circostanza successivamente smentita dallo stesso sindaco, che ha negato di aver firmato tale provvedimento. Nel dibattito consiliare sono state espresse critiche circa la legittimità della partecipazione e la correttezza dell’operato, evidenziando possibili profili di irregolarità e una gestione ritenuta non adeguata al ruolo istituzionale ricoperto. Tuo questo è bastato affinché l’irato sindaco querelasse il nostro Consigliere. Ma il recente provvedimento di archiviazione del GIP del Tribunale di Avezzano ristabilisce la verità dei fatti: nessuna menzogna, nessuna diffamazione, solo legittima critica politica.

Commenta Goffredo Taddei: “Accolgo con soddisfazione la decisione dell’Autorità Giudiziaria di archiviare la querela presentata dal sindaco Di Pangrazio nei miei confronti in quanto la notizia di reato è infondata. Questo provvedimento conferma il modus operandi del primo cittadino: se l’opposizione alla sua gestione patronale della Città non si può zittire con un incarico retribuito o con qualche improbabile promessa elettorale, allora si ricorre allo strumento giudiziario per intimidire chi svolge il proprio ruolo istituzionale; tentativo che oggi è stato chiaramente respinto.

A causa della querela del sindaco, dal novembre 2023 ad oggi il sottoscritto ha dovuto sopportare di essere indagato per un reato previsto dal Codice Penale con tutte le incombenze ed i disagi che tale condizione comporta, e cioè essere sottoposto a interrogatorio da parte della polizia giudiziaria, nominare un difensore, redigere atti, ecc. E ciò soltanto per aver esercitato legittimamente il ruolo di Consigliere comunale di opposizione con senso di responsabilità, nell’interesse esclusivo della comunità e nel rispetto dei principi di trasparenza e controllo democratico; il tuo ovviamente nell’assordante e compiacente silenzio dei Consiglieri Comunali di maggioranza.

Ho deciso di non chiedere al sindaco un congruo risarcimento per danni morali, come avrei potuto e come meriterebbe, poiché così facendo mi metterei alla sua stregua e ciò, per me, sarebbe ancora più insopportabile della querela ricevuta. Ritengo che questa vicenda debba far riflettere sull’importanza di mantenere il dibattito pubblico su un piano politico e istituzionale, evitando derive che rischiano di comprimere la libertà di espressione e il ruolo delle minoranze”.

Goffredo Taddei – Consigliere comunale di Avezzano, Forza Italia

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