La vicenda della depurazione a singhiozzo dei reflui fognari di Avezzano torna al centro del dibattito pubblico. Dopo le recenti piogge che hanno nuovamente messo in crisi il sistema di smaltimento cittadino, il Comune di Avezzano e il suo Ufficio comunicazione continuano a tacere. A parlare invece è Italia Viva.
Il coordinamento territoriale di Italia Viva – con un comunicato stampa – definisce la situazione degli scarichi delle fogne di Avezzano «non più accettabile» e chiede un intervento immediato degli enti responsabili.
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Questo video, girato alcuni giorni fa, mostra il quantitativo dei liquami delle fogne di Avezzano che ad ogni pioggia, senza depurazione finiscono nei canali del Fucino:
Il tema non è nuovo ai lettori di SITe.it. Già nel nostro precedente articolo – “Avezzano: se piove la città del benessere sversa i liquami delle fogne nel Fucino e il sindaco tace” – avevamo documentato con video e testimonianze come, in occasione di precipitazioni anche moderate, i canali del Fucino si trasformino in collettori di scarichi fognari non trattati.
Un fenomeno che si ripete da anni e che coinvolge direttamente gli impianti di depurazione di Pozzillo e di Borgo via Nuova: le due strutture dovrebbero essere collegate da una nuova condotta che, secondo gli annunci di CAM Spa, ad oggi doveva essere già in funzione.
Peccato che, ad oggi, la nuova condotta ancora non c’è. E nemmeno il cantiere. E a ogni pioggia buona parte dei liquami delle fogne di Avezzano, senza essere depurati, finiscono prima nei canali irrigui del Fucino e poi nel fiume Liri.
Questo, intanto, il comunicato stampa integrale diffuso da Italia Viva:
COMUNICATO STAMPA
Lo scandalo della depurazione dei reflui di Avezzano non è più accettabile
Le recenti piogge hanno nuovamente evidenziato la grave carenza del sistema di depurazione di Avezzano.
I due diversi impianti – che dovevano da molto tempo essere collegati da una apposita condotta – di Pozzillo e di Borgo via Nuova sono, allo stato, del tutto inidonei a garantire il corretto trattamento delle acque.
Quest’autentica emergenza, rappresentata dal periodico sversamento dei reflui fognari nei canali del Fucino – merita di essere finalmente affrontata con i lavori conseguenti e necessari, da gran tempo promessi ma mai realizzati.
il Coordinamento territoriale di Italia Viva chiede a Cam S.p.A. ed ERSI di attivarsi, insieme a tutti i soggetti a vario titolo responsabili della gestione del ciclo delle acque e della tutela della salute pubblica, onde porre finalmente rimedio a questa autentica vergogna del nostro Territorio.
Italia Viva – Il Coordinatore territoriale Claudio Abruzzo
La denuncia di Italia Viva riporta alla ribalta una vicenda che site.it segue da tempo e che, a ogni pioggia, si ripresenta identica a sé stessa: liquami fognari che finiscono nei canali del Fucino, impianti sovraccarichi o malfunzionanti, lavori annunciati e mai avviati, enti che si rimpallano competenze e responsabilità. E il Comune di Avezzano che continua a tacere.
Avezzano, la “Città del benessere” che affoga nei suoi reflui: viaggio dentro vent’anni di promesse mancate
Quando ad Avezzano comincia a piovere, c’è un momento preciso in cui la città cambia odore. Non serve un’alluvione, non serve un temporale tropicale: basta una pioggia normale, di quelle che altrove lavano le strade. Qui, invece, aprono le fogne.
Il viaggio inizia a Puzzillo, un luogo che non compare nelle brochure turistiche della “Città del benessere”.
È il punto in cui Avezzano scarica ciò che non vuole far vedere: la sua merda. Qui il vecchio impianto di depurazione, nato per un’altra epoca, giace come un gigante stanco che ansima a ogni pioggia.
Quando l’acqua aumenta, l’impianto non ce la fa. E allora succede quello che site.it ha documentato più volte: il sistema va in bypass. Tradotto: i liquami vengono scaricati nei canali del Fucino, senza passare nei depuratori.
Il fratello gemello dell’impianto di Puzzillo giace a Borgo via Nuova: moderno, efficiente e con una capacità di depurazione molto maggiore: Una condotta lo collega allo scarico di Puzzillo, ma dopo le piogge la sua portata è insufficiente a convogliate tutti i reflui.
La storia dei due impianti e della condotta è simile: stesso destino, stessi ritardi, stesso rosario di lavori annunciati e mai partiti.
Da anni i tecnici ripetono che i due impianti devono essere collegati da una condotta di interconnessione con una portata adeguata. È l’unico modo per distribuire i carichi e impedire che, a ogni pioggia, il sistema esploda.
Nonostante progetti, delibere, finanziamenti e inizio lavori annunciati, conferenze stampa, piani d’ambito, aggiornamenti, revisioni, rimodulazioni, quella condotta a oggi non esiste.
A febbraio 2024 il Cam aveva annunciato l’imminente inizio dei lavori, da ultimare entro 400 giorni. Da allora il sole è sorto 700 volte ma della nuova condotta non vi è traccia. E nemmeno del cantiere.
Ogni volta che i cittadini chiedono spiegazioni, la risposta è la stessa: “Stiamo lavorando per voi”. Ma nei canali del Fucino, l’unica cosa che lavora davvero è la gravità: è qui che per scorrimento arrivano i liquami di Avezzano, prima di finire nel fiume Liri.
Il Fucino è una delle pianure agricole più importanti d’Italia.
Eppure, quando piove, i suoi canali diventano lo sfogo di un sistema idrico che non funziona. Gli agricoltori lo vedono scorrere sotto i loro campi. I residenti lo sentono nell’aria. Gli enti lo leggono nelle relazioni tecniche.
E ogni volta, la stessa liturgia: sopralluoghi, comunicati, promesse, tavoli tecnici, “massima attenzione”, “monitoraggio costante”. Poi arriva la pioggia successiva, e tutto ricomincia.
Il comunicato diffuso dal coordinamento territoriale di Italia Viva rompe il silenzio ma non dice nulla che non fosse già noto. Lo dice però con una parola che raramente compare nei documenti ufficiali: “vergogna”.
Vergogna per un territorio che da anni convive con sversamenti fognari nei canali agricoli. Vergogna per l’assordante silenzio del sindaco e dell’Amministrazione comunale. Vergogna per i lavori annunciati e mai realizzati. Vergogna per un sistema che si inceppa sempre nello stesso punto: tra la carta e il cantiere.
Le domande che restano sospese sono sempre le stesse:
- Quante altre piogge dovranno cadere prima che la condotta venga costruita?
- Quanti altri video dovranno circolare?
- Quanti altri comunicati dovranno essere scritti?
- Perché il Comune di Avezzano continua a tacere?
La risposta, da vent’anni, è identica: “Stiamo per intervenire”.
Nel frattempo, quando ad Avezzano piove, la città trattiene il fiato.
E i canali del Fucino cambiano odore e colore.

