Casa Riformista accusa l’amministrazione Di Pangrazio di aver cancellato uno dei luoghi simbolo della città per farne un parcheggio riservato ai mezzi della Polizia municipale.
L’Arena Mazzini è stata cancellata. Non chiusa, non sospesa, non ripensata: cancellata. Al suo posto, un parcheggio per le auto della Polizia Locale. Un gesto amministrativo che non ha nulla di neutro: è un atto politico, un colpo secco alla storia e alla memoria culturale della città.
La lista Casa Riformista parla di “scelta sbagliata”. Ma la verità è che siamo oltre: questa è una mutilazione urbana, l’ennesima dimostrazione di come l’amministrazione Di Pangrazio abbia trattato – e tratta ancora – beni e spazi pubblici come merce da svendere e da sacrificare sull’altare della sua propaganda personale.
L’Arena Mazzini non era un semplice spazio vuoto.
Dagli anni ’80 era un luogo identitario, un pezzo vivo della città, un’arena che ospitava spettacoli, eventi, attività culturali e sociali, comunità.
Oggi, al suo posto, c’è un parcheggio riservato ai mezzi della polizia locale. Una scelta che stride con la retorica del “Rinascimento avezzanese” sbandierato dal sindaco uscente.
E poi c’è la frase. Quella frase pronunciata dal comandante Luca Montanari il 14 maggio scorso, durante l’inaugurazione della nuova sede del Comando della polizia municipale all’interno dell’ex scuola elementare, che così ha motivato la scelta:
“Recuperare un edificio centrale che altrimenti sarebbe stato destinato all’abbandono”.
Una motivazione che, letta alla luce dei fatti, suona come una presa in giro.
Non si “recupera” un edificio pubblico – e con il vincolo di edificio storico – distruggendo ciò che gli dà valore. Non si salva nulla sostituendo un’arena storica, utilizzata per attività sociali e culturali, con un parcheggio riservato ai mezzi della Polizia locale.
E soprattutto: se un edificio rischia l’abbandono, la responsabilità è di chi lo governa, non dei cittadini che lo subiscono.
La verità è che questa è l’ennesima operazione finalizzata solo a tagliare un nastro in campagna elettorale, non per risolvere un problema.
Il trasferimento “provvisorio” del Comando nell’ex scuola Mazzini è l’ennesima toppa messa in fretta, soprattutto se si considera che solo alcune settimane fa la stessa Amministrazione comunale aveva annunciato l’imminente apertura del Nuovo Municipio, l’eterna incompiuta che dovrebbe ospitare anche il Comando della polizia locale.
“Trasferimento provvisorio”, sì. Come tutte le cose “fortemente volute” dal sindaco uscente: utili solo per farsi fotografare.
Casa Riformista lo dice senza filtri: ad Avezzano la cultura è stata trattata come un intralcio.
L’Arena Mazzini ridotta a parcheggio riservato è solo l’ultimo capitolo di una gestione che ha preferito l’immagine alla sostanza, il consenso immediato alla visione, la propaganda alla città.
Una comunità viva usa le piazze per incontrarsi, non per parcheggiare. Una città che si rispetti difende i suoi luoghi simbolo, non li cancella. Avezzano, invece, si ritrova con un’arena in meno e un parcheggio in più.
Questo il comunicato stampa integrale diffuso dalla lista “Casa riformista”:
COMUNICATO STAMPA
Arena Mazzini trasformata in parcheggio della Polizia locale: un altro colpo alla vita culturale della città
L’Arena Mazzini era uno degli spazi pubblici più simbolici di Avezzano: un luogo aperto, nel cuore del complesso scolastico e storico Fermi‑Corradini, a pochi passi da Piazza Risorgimento e Corso Corradini.
Dagli anni ’80 l’arena ospitava spettacoli, eventi culturali e momenti di aggregazione che hanno segnato la storia della comunità.
Oggi quello spazio non esiste più. È stato cancellato per far posto alle auto della Polizia Locale.
È questo il “Rinascimento avezzanese” propagandato dal sindaco uscente Gianni Di Pangrazio?
La cancellazione dell’Arena Mazzini è una scelta politicamente, culturalmente e amministrativamente sbagliata, che presenta più ombre che motivazioni.
Ancora una volta l’Amministrazione comunale sacrifica un luogo identitario per un’operazione di facciata, utile solo a costruire propaganda e a simulare una città in movimento, mentre si mortificano gli spazi pubblici e si svuotano di significato i luoghi della comunità.
Il motivo ufficiale è il trasferimento provvisorio del Comando della Polizia locale nell’edificio dell’ex scuola elementare Mazzini, ristrutturato in fretta e a spese dei cittadini.
Un trasferimento quantomeno inspiegabile, visto che la stessa Amministrazione aveva annunciato l’imminente ultimazione del Nuovo Municipio, destinato proprio a ospitare anche il Comando.
Qual è allora il senso di questa operazione?
Perché trasformare una storica arena culturale in un parcheggio d’auto?
Perché cancellare uno spazio simbolico della città se non per produrre l’ennesimo annuncio utile alla campagna elettorale?
Il messaggio è chiaro: per l’Amministrazione Di Pangrazio, la cultura non è una priorità.
Ed è questa l’idea di città che noi contestiamo con forza.
“Casa Riformista” crede in un’Avezzano viva, aperta, capace di valorizzare piazze, giovani, associazioni, arte, eventi e partecipazione. Una città che usa gli spazi pubblici per creare comunità, non parcheggi.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un’amministrazione comunale concentrata nella ricerca del consenso elettorale, attenta più all’immagine che alla sostanza, più alla gestione clientelare del potere che alla costruzione del futuro.
Per questo riteniamo necessario aprire una nuova fase politica fondata su credibilità, programmazione e rispetto verso la città e i suoi cittadini.
Lista “Casa Riformista”, della coalizione a sostegno di Roberto Verdecchia sindaco

