Avezzano ‘gadji beri bimba glandridi’

Giuseppe Pantaleo
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Nei giorni passati, c’è stata aria di maretta in Comune, tra i partiti: sembrava che il sindaco «civico» avesse aderito a una formazione politica, ciò significava automaticamente l’iscrizione a uno dei due principali schieramenti che si fronteggiano in Italia. Lo scontro è degenerato ancora nella… gastronomia; dopo il «minestrone» riferito recentemente al suo variegato schieramento, si è passati al «rigiratore di frittate» riferito alla sua persona. È stata una situazione comica soprattutto per chi – come il sottoscritto – l’ha osservata a distanza. Negli stessi giorni, vi era in realtà di meglio in città su cui ironizzare, farsi quattro risate. La «notizia» dell’adesione a un partito da parte del primo cittadino era legata a un incontro organizzato dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani); in quel periodo si è avuta conferma sia della svolta nella vicenda dell’ex ferrovia dello zuccherificio, sia ho letto un pezzo riguardante l’ottava edizione di Urban Award che ha visto la collaborazione della stessa associazione di Comuni – si è trattato di mobilità sostenibile, con le tradizionali classifiche di fine anno. (È stata la seconda manifestazione a farmi scattare un’associazione…).

Secondo un comunicato-stampa diramato dal Comune (26 novembre 2024), «Il tracciato si estenderà per 10 chilometri complessivi, tra andata e ritorno, collegando il centro della città [sic!] al Fucino, un’area simbolica e strategica per la comunità marsicana»; non è stata la prima volta che appariva una tale strana misurazione: «circa 10 km di percorso che porta dalla stazione [sic!] al [Fucino] e ritorno» – MarsicaLive, 18 aprile 2024. (Sebastiano Bultrini – estensore del Prg seguito al terremoto del 1915, riguardante il centro direzionale della nuova città – non si sarà rivoltato nella tomba, semplicemente perché… impossibilitato). Si tratta di un intervento «destinato […] agli appassionati di mobilità sostenibile»; tale tema in realtà riguarda tutte le amministrazioni comunali – nessun obbligo per carità –, non è solo materia per un gruppo di dopolavoristi, di un’associazione. Poi, vi è un paragrafo intitolato: «Un destino luminoso dopo decenni di incuria» – sarà stato l’influsso della mostra Il Tempo del Futurismo (Gnam, Roma)… Vi è un’assonanza con il precedente «Così, in un colpo solo, l’amministrazione vuole sottrarre al degrado un’area finita nel cono d’ombra della impossibilità di manutenzioni» – ancora 18 aprile 2024. È proprio sicuro che il Comune di Avezzano in tutti questi anni, non abbia potuto muovere nemmeno un dito per frenare il «degrado» di cui si è tanto parlato? Ancora, «La scelta di investire sulla valorizzazione dell’ex ferrovia conferma la volontà di imprimere una svolta green al futuro della città, allineandosi alle migliori pratiche italiane ed europee». Non vi è niente di male in una pista ciclabile in generale, è diverso se ci si attacca sopra l’etichetta green, come nel nostro caso. In Errata corrige (17 novembre) ho parlato del rischio che si corre con la prossima impermeabilizzazione di una parte di piazza G. Matteotti per il rinnovato parcheggio: scenderà più acqua rispetto a oggi lungo corso della Libertà, in caso di flash flood. Per la ferrovia dell’ex zuccherificio, si tratta d’impermeabilizzare una cospicua quota di terreno: ecco, succede l’esatto contrario in giro per l’Europa come vado raccontando ormai da anni – si eliminano il cemento e l’asfalto superflui. Da svariati mesi, l’amministrazione comunale accosta alcune città dell’Italia settentrionale alle sue «politiche»: è spesso un richiamo per sempliciotti. Una grossa città possiede in genere un piano del traffico (Pums) approvato e almeno in via di attuazione, a differenza del capoluogo marsicano. Avezzano possiede solo uno studio sul traffico vecchio di vent’anni e passa, io ignoro quanto siano utili i suoi dati, al momento; in questo lungo periodo di oblio abbiamo notato, tra i vari sindaci, anche la presenza dell’attuale primo cittadino (2012-17, da ottobre 2020). Nelle grandi città inoltre, a differenza di un paesone come Avezzano, si registrano un elevato utilizzo del trasporto pubblico e la pratica della sharing mobility. In oltre quarant’anni che scrivo su queste questioni, mi è capitata un’unica volta di trattare il trasporto pubblico: l’attuale Amministrazione aveva annunciato delle corse di autobus (Scav) per la zona commerciale – un’iniziativa lodevole. Perché tutto questo mio disinteresse? Perché parlare di quest’argomento in un centro tanto piccolo – ergo a corto di quattrini – è semplicemente ozioso. Ecco, non c’è paragone con i grossi centri. Roma, Napoli o Milano non si confrontano con Avezzano perché la ignorano, semplicemente; negli ultimi anni, diverse indagini e classifiche s’interessano alle città più popolose escludendo non di rado capoluoghi di regione e di provincia. (Si è ridacchiato solo tra queste montagne con la storia dei cordoli della ciclabile «pericolosi» ma solo in una zona della città – io stetti in silenzio considerando le mie limitatissime conoscenze in rabdogeografia). Quasi nella stessa lunghezza d’onda qualche mese fa, tale pista ciclabile sarebbe «in linea con quanto avviene in altre parti d’Italia dove, alcune delle più belle ciclovie, sono state realizzate su vecchie ferrovie dismesse» – MarsicaLive, 24 aprile 2024. Al Comune sono fuori strada anche in questo caso: quei binari sono finiti in disuso per lo scarso traffico che essi smaltivano; quelle strade ferrate mettevano però in comunicazione almeno dei piccoli paesi (municipio, chiesa, piazza, qualche negozio, centinaia di abitanti) a differenza del tracciato di cui sto trattando che collega – come ho più volte affermato – il niente con altro niente. Sempre lo scorso 26 novembre, si è parlato della ciclovia come parte di un’«ampia strategia di rigenerazione urbana»; si tratta di parole in libertà come nei casi precedenti anche se stiamo parlando (finalmente) di un intervento in periferia. (‘gaga di bling blong | gaga blung’).

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Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.