Avezzano – Il caso del Capitano Del Boccio: la Provincia, il Prefetto, le due Procure e le elezioni

Angelo Venti
9 Minuti di lettura

Ad Avezzano la Lega ha candidato il suo Capitano, Antonio Del Boccio, consigliere comunale uscente schierato con la coalizione che ripropone a sindaco Gianni Di Pangrazio.

Non è un candidato qualunque che decide di “metterci la faccia”. Del Boccio è il coordinatore del Servizio di Polizia Provinciale – Funzioni fondamentali – Nucleo Ambientale della Provincia dell’Aquila.

In questo ruolo, si trova ad esercitare nell’intero territorio marsicano poteri di Polizia giudiziaria, Pubblica sicurezza, Vigilanza, Controllo e Rappresentanza istituzionale.

Il “Candidato Del Boccio” si troverà a chiedere i voti ad Avezzano, lo stesso territorio dove il “Capitano Del Boccio” esercita pregnanti attività di polizia, controllo e repressione su associazioni, attività economiche, cittadini.

La sua professione, per Del Boccio, non è un semplice dettaglio da inserire nel suo curriculum di candidato consigliere. Piuttosto, rappresenta un caso clamoroso di conflitto d’interessi che può condizionare la libertà di voto dei cittadini e limitare la stessa democrazia.

E non è insolito, ad Avezzano, che la democrazia venga trattata come un fastidio.

Infatti la maggioranza del sindaco Giovanni Di Pangrazio, di cui Del Boccio fa parte, nell’ultimo consiglio comunale ha respinto il punto all’ordine del giorno sulla sua incompatibilità. E ha diffuso un comunicato trionfale, costruito su un’unica e singolare tesi: “L’incompatibilità riguarda solo i dirigenti”.

Sentenza, questa, che non spetta al consiglio comunale dare.

Il capitano Del Boccio siede indisturbato nel consiglio comunale di Avezzano dal 2020. Poi arriva l’ex questore Alessio Cesareo, candidato sindaco per la coalizione dei partiti di centrodestra nelle prossime elezioni amministrative.

Cesareo presenta un esposto con cui chiede alle autorità competenti di accertare se l’attività di Del Boccio nella polizia provinciale è conforme alle normative in materia di attività di servizio e attività politica.

Una domanda semplice, ma che in questi sei anni nessuno aveva posto.

Cesareo indirizza l’esposto a Prefetto, Presidente e dirigente del personale della Provincia, Procura di Avezzano; Procura di L’Aquila. Il Comune di Avezzano non figura tra i destinatari ma, stranamente, è l’unico al momento che si è affrettato a fornire questa risposta, anche se non ha titoli per darla: “L’incompatibilità riguarda solo i dirigenti”.

Sul punto, abbiamo chiesto un commento all’autore dell’esposto. Il dott. Cesareo ci ha fornito solo questa laconica risposta:

“L’argomento trattato in consiglio comunale relativo al consigliere Antonio Del Boccio è a mio avviso inappropriato e inconferente con l’oggetto del mio esposto. Aspetto fiducioso l’esito delle valutazioni delle autorità da me interessate”.

L’incandidabilità di Del Boccio non riguarda la qualifica ricoperta nella Polizia provinciale, ma il potere da questi esercitato nello stesso territorio.

I soggetti che svolgono “funzioni di pubblica sicurezza, vigilanza, polizia, comando o controllo”, possono chiedere voti nel territorio nel quale esercitano le loro funzioni di potere?

Non si tratta di “dirigenti”. Non si tratta di “qualifica formale”. Non si tratta di “istruttori direttivi”. Nell’esposto si chiede semplicemente di accertare se le funzioni di polizia esercitate da Del Boccio nel territorio sono compatibili con la sua candidatura ad Avezzano.

Il quadro che emerge dal caso Del Boccio consiglierebbe anche ai più sprovveduti di evitare che chi esercita poteri di polizia e vigilanza in un territorio possa candidarsi nello stesso territorio.

Sul sito ufficiale della Provincia dell’Aquila, già i recapiti sono inequivocabili:

  • Circondario di L’Aquila – Cap. Antonio Del Boccio
  • Circondario di Avezzano – Cap. Antonio Del Boccio

E le funzioni che la Provincia attribuisce al suo ruolo sono un manuale di potere operativo.

Servizio di Polizia Provinciale – Funzioni fondamentali – Nucleo Ambientale

Il coordinatore del Servizio è il Cap. Antonio Del Boccio

  • Funzione di polizia giudiziaria: Indagini di iniziativa e delegate in materia ambientale
  • Funzioni di Pubblica Sicurezza: Assistenza a manifestazioni, gare ed eventi pubblici, attività di pubblica sicurezza
  • Funzioni di rappresentanza istituzionale: Partecipazione a manifestazioni di carattere militare, civile e religioso
  • Funzioni amministrative: Istruttoria e trattazione sommari processi verbali, in materia ambientale e relativo contenzioso con delega alla trattazione in giudizio delle stesso; Controlli agenzie automobilistiche e centri di revisione auto
  • Gestione macchine e attrezzature: Coordinamento utilizzo mezzi; Programmazione ed esecuzione interventi di manutenzione
  • Funzioni di vigilanza: Vigilanza sugli immobili di proprietà dell’Amministrazione Provinciale; Vigilanza nell’ambito di servizi propri e/o delegati dell’Amministrazione

Tradotto: un funzionario che indaga, controlla, vigila, assiste, rappresenta, coordina, firma, sanziona. E tutto questo anche nel Comune in cui si candida.

  • Chi controlla gli eventi pubblici può essere anche candidato negli stessi eventi?
  • Chi svolge indagini ambientali può essere candidato nel territorio oggetto delle indagini?
  • Chi rappresenta l’istituzione in cerimonie civili e religiose può, il giorno dopo, rappresentare un partito politico?
  • Chi vigila sugli immobili provinciali e sui servizi delegati può sedere nel consiglio comunale che con quegli immobili e quei servizi interagisce?

Sono domande che non riguardano la persona, ma il principio democratico.

Il punto all’ordine del giorno sulla presunta incompatibilità è stato discusso da un consiglio comunale di cui Del Boccio fa parte.

La maggioranza ha respinto tutto in blocco. E ha costruito una narrazione autoassolutoria:

  • l’esposto sarebbe “bassezza politica”
  • la questione sarebbe “paradossale”
  • la norma riguarderebbe “solo i dirigenti”
  • cinque anni senza contestazioni sarebbero prova di legittimità
  • chi solleva il problema “rimane con un pugno di niente”

Una difesa politica interessata, che evita accuratamente l’unico punto rilevante: il problema non è la qualifica, ma il potere esercitato.

La domanda che la maggioranza Di Pangrazio non ha voluto affrontare è semplice:

Può un funzionario che indaga, controlla, vigila e svolge funzioni di pubblica sicurezza nel Comune di Avezzano candidarsi nello stesso Comune?

Non è solo la ratio della legge che pone dei limiti, ma anche il buonsenso. La politica locale li ha ignorati entrambi e ha trasformato una domanda di legalità in un tema di propaganda.

Ad Avezzano, la maggioranza consiliare ha deciso con arroganza che la questione è chiusa. Ma le due Procure, la Prefettura e la Provincia non possono cavarsela con un comunicato stampa come ha fatto l’Amministrazione Di Pangrazio.

Il principio democratico che separa potere amministrativo e potere politico non si archivia con il voto della maggioranza consiliare. La domanda resta, più pesante di prima:

In una città dove ogni dettaglio amministrativo diventa scontro politico, sorprende che la questione più delicata – il rapporto tra potere di polizia e potere politico – passi sotto silenzio. Forse perché è una domanda che scotta.
Forse perché riguarda chi, per ruolo, non dovrebbe mai trovarsi nella posizione di essere arbitro e giocatore nello stesso campo.

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