“Civici”, populisti e acrobati: ad Avezzano va in scena il “Festival delle elezioni dell’assurdo”. La destra populista di “Dimensione Bandecchi” lancia via mail un reclutamento di candidati per una lista a sostegno del “sindaco civico” Di Pangrazio, già circondato da candidati di destra, estrema destra e Lega. Intanto, ovviamente per “arginare la destra” – i dirigenti del PD locale continuano a valutare se unirsi alla compagnia
Ad Avezzano la campagna elettorale non è ancora ufficialmente iniziata, ma l’aria è già quella del mercato del sabato: voci, trattative, cambi di casacca dell’ultima ora, reclutamenti via mail e una certa creatività politica che da queste parti non manca mai.
Del resto, in questa ridente cittadina la proliferazione delle liste e dei candidati non sono una novità.
Anche i numeri delle comunali 2020 parlano da soli: 6 candidati sindaci, 24 liste, 581 aspiranti consiglieri. Con 34.478 elettori, ogni candidato aveva in media 59 voti pro capite, che diventavano 44 considerando solo i votanti effettivi.
Una statistica che in qualunque altro comune farebbe sorridere, o indignare.
Invece ad Avezzano, alla perenne ricerca di una propria “identità”, le candidature di massa sono ormai tradizione popolare e rientrano a pieno titolo tra le sue radici distintive, tanto che per il 2026 la città si candida a “Capitale italiana dell’incoerenza politica”.
In questo scenario già quantomeno grottesco entra ora a gamba tesa anche l’ultima espressione della destra populista italiana: “Dimensione Bandecchi”, il partito fondato da Stefano Bandecchi, il rude, sanguigno e discusso sindaco di Terni.
E lo fa con una strategia che definire “capillare” è poco: una mail inviata a tappeto ai cittadini, firmata da Alessandro Primieri, che invita chiunque abbia un documento d’identità valido a candidarsi nella lista locale che il suo partito sta preparando a sostegno della coalizione del sindaco uscente Giovanni Di Pangrazio.
Questo il testo della mail che sta inondando le caselle di posta elettronica degli avezzanesi:

Il messaggio è cortese, ma il sottotesto è chiaro: “Vuoi fare il consigliere? Chiamami, ci vediamo ad Avezzano.” Una sorta di reclutamento stile televendita: “Candidati ora, l’offerta è limitata.”
La parte più surreale, però, è l’abbraccio politico. Da un lato un partito marcatamente di destra, connotato dai suoi toni populisti e muscolari, se non proprio fascisti. Dall’altro Giovanni Di Pangrazio, che continua a definirsi “civico” con un finto candore che ormai ha quasi del patetico, nonostante nella sua coalizione siedano già figure provenienti dalla destra e dalla Lega.
Una geometria elettorale, quella della coalizione Di Pangrazio, che sfida le leggi della fisica. E anche della decenza politica.
E proprio mentre la sua coalizione si colora sempre più di destra ed estrema destra, ecco che entra in scena un altro elemento tutto avezzanese.
I dirigenti locali del Partito Democratico — che sfidando non solo la fisica ma anche la logica politica — continuano a strizzare l’occhio a Di Pangrazio. Una sorta di preparazione psicologica per i propri elettori, come se l’ingresso del PD nella coalizione fosse un evento naturale, quasi inevitabile, nonostante la compagnia politica già presente.
Il risultato è un quadro che rasenta la comicità involontaria:
- la destra populista cerca via mail candidati a sostegno di una coalizione “civica”,
- un sindaco “civico” sostenuto apertamente da pezzi di destra ed estrema destra,
- i dirigenti del PD locale che – per “arginare la destra” – valutano di unirsi a una coalizione dove la sinistra è presente quanto un pinguino nel Sahara.
Resta da vedere di quanto la mail di “Dimensione Bandecchi” incrementerà la folta schiera di nuovi aspiranti consiglieri o se finirà nello spam insieme alle offerte di trading e ai corsi per diventare milionari in tre mosse.
Una cosa però è certa: ad Avezzano, anche nel 2026, la politica non è mai una questione di coerenza. E nemmeno di decenza.


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