Avezzano – L’asfalto elettorale arriva in consiglio comunale. Mascitti applaude

Angelo Venti
Angelo Venti
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Il caso scoppia nell’aula consigliare durante la discussione del terzo punto all’ordine del giorno, quello relativo alla “approvazione verbale di accordo sottoscritto dal Comune di Avezzano e le ditte Lino Mascitti e figli srl e Emme conglomerati srl”. L’opposizione abbandona l’aula, la maggioranza approva all’unanimità. Ad accendere la miccia è l’intervento del consigliere Goffredo Taddei.

Un dibattito illuminante, quella che si è svolto mercoledì scorso nell’aula consigliare sull’Accordo appena concluso dall’Amministrazione Di Pangrazio. Una discussione alquanto surreale che per essere apprezzata in tutte le sue implicazioni – anche in quelle relative all’Asfalto elettorale e alle relative Prebende – va raccontata bene e dall’inizio.

La vicenda parte nel 2011, quando il Comune sottoscrive con la ditta “Lino Mascitti e figli srl” un contratto di concessione di terre civiche per finalità estrattive, valido per 11 anni: la ditta in questione nel 2019 aveva già accumulato un debito di 612mila euro. Debito ora lievitato, secondo quando ricalcolato dal Comune, a oltre 647mila euro.

Dopo alcuni tentativi nel passato di recuperare il debito anche con scambi fantasiosi, la partita viene finalmente chiusa dall’Amministrazione Di Pangrazio, che imprime all’annoso contenzioso una svolta risolutiva. E così il 23 novembre scorso in sede di Mediazione civile, il Comune da una parte e la ditta Lino Mascitti e figli srl e la ditta EMME conglomerati srl dall’altra (rappresentate rispettivamente da Gianfranco e Simonetta Mascitti), sottoscrivono un tanto sorprendente quanto singolare Accordo.

L’Accordo in questione, in sintesi, prevede che il Comune accetta che la ditta insolvente – che con le casse comunali ha accumulato quasi 650mila euro di debito per canoni non corrisposti da anni – può pagare tali debiti attraverso l’esecuzione di lavori stradali e marciapiedi.

Nel Palazzo di città la felicità per il lieto fine sprizza da tutti i pori: “Un tesoretto – dichiara soddisfatto il sindaco Di Pangrazio – che l’amministrazione comunale destinerà totalmente a lavori di rifacimento, miglioramento e riqualificazione di strade e marciapiedi della città”. Pubblichiamo, per i fans e per chi si fida, questo esultante Comunicato stampa diffuso dal nutritissimo Staff del sindaco.

Messa così sembra una buona cosa. Per chi ci crede. Guardando meglio le carte – e senza entrare nell’aspetto della legittimità amministrativa e della legalità – anche a quelli come noi poco ferrati sulla materia l’operazione Tesoretto conclusa dal Comune suscita invece più di una domanda.

A saltare subito all’occhio è il trattamento di favore riservato alla ditta insolvente: il Comune consente ad essa – a differenza degli altri imprenditori e dei comuni cittadini – di pagare i debiti verso la pubblica amministrazione non in moneta sonante ma in natura, cioè con l’esecuzione di lavori.

Altro punto che lascia perplessi, è la proroga di altri 3 anni accordata alla ditta per la concessione di terre civiche, con contestuale impegno del Comune ad esprimere il proprio parere alla proroga della concessione per l’attività estrattiva con la Regione. Insomma, anche questo un vantaggio bello grosso, per la ditta: ed è il secondo.

Ma l’effetto più sorprendente dell’Accordo sottoscritto dall’Amministrazione DI Pangrazio è il terzo. Per eseguire questi lavori pubblici il Comune può saltare completamente le Gare d’appalto, escludendo di fatto altri potenziali imprenditori interessati. Soprattutto, il Comune rinuncia così anche ai possibili risparmi dei ribassi d’asta. Vediamo perché.

Nell’Accordo Comune-Ditta debitrice – infatti – viene specificato che i lavori che la ditta dovrà eseguire saranno indicati dal Comune che fornirà anche i progetti, e soprattutto si mette nero su bianco che il compenso sarà calcolato sul vigente Prezziario regionale, con esclusione anche della revisione prezzi.

Il caso scoppia durante il dibattito in consiglio comunale. A mettere il dito nella piaga è il consigliere d’opposizione Goffredo Taddei che, commentando l’Accordo di cui si chiede al consiglio l’approvazione, allude a una operazione da “Campagna elettorale“.

E succede che nel goffo e volgare tentativo di zittirlo e sconfessarlo, il sindaco e alcuni consiglieri di maggioranza finiscono per fornire platealmente più di un elemento che fa pensare che forse Taddei ha proprio colto nel segno. E ottengono così di far aumentare le domande sulla trasparenza e liceità dell’intera operazione.

Quella che segue è la cronaca tragicomica dei lavori del consiglio comunale.

Proviamo a riportarla in forma sintetica. Ad illustrare il punto in discussione, dal punto di vista tecnico, è Loreta Ruscio, assessore con delega tra le altre anche a Bilancio, Finanza, Patrimonio e Demanio.

Il primo a prendere la parola e il consigliere di maggioranza Ignazio Iucci. Il suo è un intervento a dir poco entusiastico: “Credo che questa delibera farà storia. Farà scuola per altre amministrazioni che si troveranno nelle stesse situazioni. …vorrei fare i complimenti agli uffici ma anche al sindaco che ha portato a termine questa mediazione. Grazie”.

A gelare la sala è invece il consigliere d’opposizione Goffredo Taddei, che così esordisce: “che questa delibera debba passare alla storia e debba essere ricordata negli annali per la sua novità, efficacia e brillantezza mi sembra un po’ esagerato”. Poi Taddei prosegue: “A parte la campagna elettorale che attualmente è in vigore e i cui effetti mi sembra siano riscontrabili anche in questo atto amministrativo (…) Avrei gradito che ci fosse stata dall’amministrazione almeno un cronoprogramma delle opere da realizzare, così almeno diamo concretezza ed attuazione effettiva a questa convenzione. (…) Ragion per cui non mi sento di votare favorevolmente a questa deliberazione, grazie”.

Subito dopo alza la mano il consigliere di maggioranza Lucio Mercogliano che, per qualche minuto, si limita a ringraziare e lodare amministrazione e sindaco. Poi riprende di nuovo la parola Iucci che, forse nel tentativo di controbattere Taddei, dice: “Questa non è un’amministrazione che fa chiacchiere e proclami …Abbiamo 30 giorni di tempo per definire tutte le opere e sicuramente verrà fatto prima”.

Ma le parole di Taddei hanno evidentemente toccato un nervo sensibile e, vista la debolezza degli interventi dei due consiglieri intervenuti dopo di lui, a sbottare platealmente è direttamente il sindaco Di Pangrazio. Che nella sua solita forma confusa, scomposta e sgrammaticata parte pure a testa bassa. Questo è quello che – al netto degli insulti – siamo riusciti a trascrivere: “Gli spunti che mi dà Taddei sono sempre molto interessanti, l’unica cosa che gli raccomando è che non deve mai trasbordare in frasi che non sono consone in una seduta pubblica. Quando si dice ‘ la giustificazione dell’accordo è che si è in campagna elettorale’ si dice una cosa un po’ grave”.

Ma Di Pangrazio è ormai un fiume in piena, non si trattiene e finisce per parlar troppo, fino al punto da far sospettare che forse Taddei ha una qualche ragione. Aggiunge infatti il sindaco: “Sicuramente già i vari consiglieri delle frazioni, della città, dei quartieri e gli assessori si stanno muovendo per portare avanti delle istanze per poter utilizzare questi fondi che andremo a spendere subito. (…) Invito i consiglieri, c’è qualcosa che era già stato segnalato da Antrosano, qualcosa da San Pelino e qualcosa da Paterno che li annoteremo. Lucio me lo aveva segnalato così come Fracassi, …Ignazio ad Antrosano e che inseriremo sicuramente per una spesa di 100-120mila euro. Se ci sono esigenze, a questo punto per non essere… chiedo alla maggioranza i prossimi giorni di segnalarlo, faremo questo tipo di composizione e lo trasmetteremo agli uffici e si parte”.

Subito dopo arriva, scontata, la replica di Goffredo Taddei, che rigira il coltello nella piaga: “E’ evidente che ho toccato un nervo scoperto, perché altrimenti non si spiega la sgradevolezza e la maleducata… [ Lo interrompe il sindaco: “ho detto che non ti puoi permettere di dire all’assessore che c’è stata una campagna elettorale! Devi stare attento quando parli” ]. Taddei riprende: “Ribadisco: la maleducata arroganza con la quale questo benedetto primo cittadino che ci ritroviamo continua a interloquire con i consiglieri: io sono un consigliere come quelli della sua maggioranza a cui lei sta chiedendo ‘mi raccomando ragazzi, non dimenticate di dirmi quali sono le vostre richieste, così almeno con questa convenzione anche le vostre prebende saranno finalmente esaudite’. Lo ha detto chiaramente a cosa serve questa convenzione”.

Forse con la lodevole intenzione di placare gli animi, rivolgendosi a Taddei intervengono subito dopo i consiglieri di maggioranza Cristian Carpineta e Nello Simonelli. Il primo fornisce alcuni opportuni chiarimenti tecnici dell’accordo, mentre il secondo, si lancia invece in un ispirato e inutile discorso sull’accezione negativa che il vocabolario dà alla parola “prebende”, concludendo comunque che “parlare di prebende è un assist al populismo manettaro”.

A chiudere la partita – e a fare definitivamente la frittata – è però l’ex consigliere di opposizione e ora di maggioranza Antonio Del Boccio. Che con tono solenne scandisce: “Vorrei rivolgermi al consigliere Taddei ma vedo che sta facendo le valigie. …non è una tempistica scelta perché siamo in campagna elettorale. E’ una tempistica dettata anche dalla ditta, che ha bisogno del rinnovo della concessione per continuare a lavorare: non è una scelta di tipo elettorale. (…) loro ci hanno applaudito per aver trovato l’idea di far lavorare la ditta stessa nel proprio campo e sfruttare il debito per realizzare delle opere.”

I consiglieri di opposizione Lorenza Panei, Goffredo Taddei, Stefano Lanciotti e Iride Cosimati – prima del voto – abbandonano l’aula. La delibera viene così approvata all’unanimità dai soli consiglieri di maggioranza.

Per chi ha tempo e voglia di vedere l’esilarante performance del sindaco Gianni di Pangrazio e del consigliere Del Boccio, QUESTO E’ IL LINK al video del consiglio comunale trasmesso in streaming dal Comune stesso. Vale la pena di vederlo, almeno finche non lo cancellano…

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