La fotografia di una città sospesa: una giunta che non parte, questioni irrisolte che riaffiorano e un clima politico che sembra galleggiare più che governare.
Da quasi due mesi Avezzano vive in una sorta di mezzogiorno permanente: una luce ferma, immobile, che illumina una giunta mai davvero decollata, presentata a metà e rimasta lì, come una fotografia sbiadita appesa al muro.
A sostenerlo è Mario Casale, che in un comunicato dell’Associazione “Compagno è il Mondo” osserva questo tempo sospeso e lo racconta con la precisione dell’analisi e il tono di chi, da anni, conosce bene le pieghe della politica cittadina.
La domanda iniziale è semplice, quasi disarmante: perché la giunta non si riunisce?
Casale sfiora ipotesi tecniche — la quota di genere che potrebbe non essere rispettata — e poi affonda lo sguardo nella politica: una maggioranza “variegatissima”, un mosaico di sigle e personalità che forse, una volta spente le luci della campagna elettorale, non combacia più come promesso.
Intanto la città resta lì, ad aspettare. E mentre aspetta, riaffiorano i nodi storici.
Il tribunale di Avezzano, sospeso tra decisioni nazionali e iniziative locali che non si vedono. La Lfoundry, che scivola verso un autunno di incertezze, con lavoratori penalizzati dai contratti di solidarietà e una produzione che non riparte. La ex piazza del mercato, trasformata in un esperimento urbano difficile da decifrare.
Casale racconta tutto questo con una narrazione che non rinuncia alla polemica, soprattutto quando tocca il tema della sicurezza: un fenomeno sporadico che rischia di diventare narrazione permanente, utile a restringere diritti più che a risolvere problemi. E poi la “creatura fantasiosa” della Quinta provincia, un’idea che sembra più un esercizio di immaginazione che una strategia istituzionale.
Sul fondo, quasi come un controcanto, c’è la questione culturale: Avezzano che non compare nell’anno dell’Aquila “Capitale italiana della cultura”, Avezzano che fatica a uscire da un isolamento politico e simbolico che Casale descrive con una punta di amarezza.
Il finale è una scena che molti cittadini riconosceranno: la città che attende, la giunta che “sarà completata al più presto”, le competenze che “troveranno posto”, e quel futuro glorioso fatto di parole, pacche sulle spalle, promesse e piccoli favori. Una narrazione che Casale restituisce con lucidità, lasciando al lettore la domanda più semplice e più difficile: quanto può durare ancora questo mezzogiorno immobile?
Questo il comunicato stampa integrale diffuso da Mario Casale:
COMUNICATO STAMPA
Considerazioni estive
Osservo che a quasi due mesi dalle elezioni comunali di Avezzano, che hanno visto la trionfale sebbene immeritata riconferma del sindaco uscente, ancora non si riunisce la giunta incompleta presentata prima alla stampa e poi in consiglio comunale.
Forse è un problema di genere? Forse la nuova giunta non permette al genere femminile di raggiungere il 40%, come prevede la legge e quindi ogni atto può essere considerato nullo, come sostenuto dall’avv. Verdecchia del Patto per Avezzano? O forse perché la variegatissima maggioranza del sindaco riconfermato, dalla Lega a noti elettori di Fdi, da ex Pd a qualunquisti di ogni genere, non è proprio così unita e organica come impavidamente è stato sostenuto durante tutta la campagna elettorale?
Ma in fondo cosa sono due mesi in una città in cui va tutto bene?
La salvezza del tribunale di Avezzano è appesa a un filo e non si avverte una iniziativa degna di nota da parte della nuova amministrazione; anche la vicenda Lfoundry viene tenuta sotto tono e rimandata in autunno quando si conoscerà forse il nome del nuovo amministratore delegato, intanto la produzione ristagna e tutti i dipendenti, a cominciare dai “somministrati”, continuano a perdere salario in virtù del contratto di solidarietà; fino ad arrivare all’orripilante condizione della ex piazza del mercato. Dove prima hanno tolto gli alberi veri sostituendoli con alberi di ferro, e già questo grida vendetta, oggi quella stranissima piazza è stata ricoperta da un tetto (tettoia?) di cui non si comprende la finalità. Però gli alberi di ferro sono stati dipinti di bianco, quasi a dare leggerezza e inconsistenza a una bruttura inimmaginabile.
Ora poi il caldo estremo e le ferie obiettivamente incidono sulla capacità di lavorare bene, così come avvenuto in precedenza. Non c’è nessuna fretta, il caldo passerà e anche le ferie, e il nuovo sindaco potrà continuare a baloccarsi col problema sicurezza, nonostante le dichiarazioni rassicuranti del prefetto. Il problema è sempre quello : gonfiare i fenomeni sporadici e indurre i cittadini a percepire un disagio notevolmente superiore per ottenere un restringimento dei diritti e delle libertà individuali, senza individuare le cause nella mancanza di organici delle forze di sicurezze proposte. Oppure il nuovo sindaco potrà, insieme alla nuova giunta che prima o poi si completerà, giocare con la nuova creatura nata dal suo ingegno fantasioso della quinta provincia, ovvero tutte le aree interne abruzzesi riunite in una provincia e valorizzare le bellezze comuni.
Forse la città deve uscire dall’isolamento culturale e politico in cui si trova, all’Aquila città della cultura dell’anno non c’è traccia di Avezzano ma non è una sorpresa, e in regione il qualunquismo cittadino non trova ascolto, ed è tutto dire.
Ma tranquilli, la giunta sarà completata al più presto, le competenze saranno al loro posto e la città aspetta un glorioso futuro, fatto di parole, pacche sulle spalle, promesse, scambi di favori come si usa tra gente semplice, in attesa delle elezioni politiche per replicare, magari con un amico e con un parente, i risultati delle amministrative.
14 luglio 2026
Mario Casale – Associazione “Compagno è il Mondo”

