Avezzano – Liquami fogne della città finiscono nei canali del Fucino senza depurazione – Foto esclusive

E’ allarme inquinamento. Ogni giorno migliaia di metri cubi di acque reflue delle fogne della città vengono dirottati - senza essere depurate - direttamente nei canali irrigui del Fucino. La protesta degli agricoltori, il silenzio assordante dell'Amministrazione comunale e delle Autorità. Ecco il percorso delle acque inquinate

Angelo Venti
Angelo Venti
18 Minuti di lettura

Sono migliaia i metri cubi di acque reflue che ogni giorno vengono convogliati dalla rete fognaria di Avezzano in località Puzzillo. Gran parte di questi liquami, con tutto il suo carico altamente inquinante, finisce tal quale direttamente nei canali irrigui del Fucino, SENZA passare attraverso i due impianti di depurazione al servizio della città.

Bastano il naso e gli occhi per capire immediatamente che qualcosa non va negli scarichi fognari e nel depuratore di Avezzano. I miasmi puzzolenti emanati dal canale di scarico che corre oltre il depuratore di Puzzillo ti entrano con violenza nelle narici. Basta poi il primo sguardo per notare che la gran parte delle acque reflue della città nell’impianto di depurazione non ci entra nemmeno.

Mentre perlustriamo la zona e leggiamo un vecchio cartello arrugginito con su scritto “Acque non depurate. Vietata l’irrigazione”, si avvicinano due residenti. Il primo ci dice sconsolato: “Più avanti lungo il fosso ho un’orto, ci passa tutta quest’acqua ma non posso usarla per innaffiare“. L’altro è visibilmente arrabbiato e rincara la dose: “Il nostro Sindaco butta un sacco di soldi in iniziative per la promozione e le valorizzazione dei prodotti del territorio. Io sono un agricoltore e coltivo diversi ettari nel Fucino: con la siccità che c’è da qualche anno, non possiamo permetterci di sprecare così tutta quest’acqua! Il Comune faccia qualcosa!“.

Ad affermarlo con sicurezza è una fonte riservata da noi contattata, che giudichiamo attendibile: “l’inquinamento da colibatteri è altissimo, di molto superiore alla norma”. E ci cita, sicuro, anche di quali colibatteri si tratta.

Effettivamente, a rendere l’idea di quanta melma trasportano quelle acque reflue basta guardare i cespugli sulle sponde del fosso: tra i rami, anche a oltre un metro di altezza, si trovano rifiuti di ogni tipo rimasti impigliati durante i periodi di piena.

La situazione è quindi seria. Trattandosi di sicurezza sanitaria, ce n’è abbastanza per consigliare all’Amministrazione comunale di Avezzano – anche allo scopo di tranquillizzare la popolazione – di attivare gli uffici comunali e disporre intanto dei controlli e delle analisi sulle acque reflue della città scaricate nel fosso di Puzzillo e nei canali del Fucino. E gli consigliamo anche di farlo con una certa urgenza, possibilmente prima dei festeggiamenti di San Valentino o di Carnevale che il Comune ha già programmato in Piazza Risorgimento.

Ovviamente ci attendiamo anche che il sindaco Di Pangrazio informi prontamente la cittadinanza dei risultati, magari attraverso una raffica di Comunicati stampa del nutritissimo Staff del sindaco che – malgrado le voci che si rincorrono su presunti tagli di organico – resta pur sempre un potente e consistente apparato comunicativo-propagandistico.

La maggior parte delle acque reflue delle fogne di Avezzano finisce nel canali del Fucino senza essere depurata: eppure gli impianti di depurazione della città sono addirittura due.

Avezzano – Impianto depurazione di Puzzillo: vista

L’impianto storico è situato in località Puzzillo, proprio sullo sbocco della rete fognaria della città. Il secondo, molto più recente, è quello costruito dall’ARAP a servizio del Nucleo industriale ed è situato nel Fucino, vicino Borgo Via Nuova.

Attualmente, la gestione di entrambi gli impianti dovrebbe essere di competenza del Consorzio acquedottistico CAM Spa, che nella Marsica ha la gestione della distribuzione dell’acqua potabile e della depurazione delle acque reflue delle reti fognarie.

I liquami delle fogne della città, che dovrebbero essere trattati nei due impianti, finiscono in grandissima parte nel fosso che le immette nella rete dei canali irrigui del Fucino, senza depurazione.

Le nostre foto parlano chiaro. La paratia a ghigliottina posta all’inizio della presa della condotta che dovrebbe convogliare i liquami nei due depuratori, infatti, è quasi completamente chiusa: la gran parte delle acque di fogna non passa nemmeno nei due depuratori e viene così deviata – tal quale – direttamente nei canali irrigui del Fucino. GUARDA LE FOTO:

Ogni giorno, migliaia di metri cubi di acque reflue delle fogne di Avezzano, non depurate, scorrono attraverso i canali irrigui del Fucino.

Questo è il percorso dei liquami che dallo scarico della rete fognaria di Avezzano, a Puzzillo, arrivano fino all’imbocco dell’Emissario Torlonia a Borgo Incile, che le scarica poi nel fiume Liri. Un tracciato – evidenziato in rosso – lungo 10 km:

Ad essere tecnicamente truffati sono tutti i cittadini e le aziende di Avezzano che – in qualità di utenti – al consorzio acquedottistico CAM spa pagano con la bolletta, oltre alla fornitura di acqua potabile, anche la gestione delle fogne e la depurazione delle acque reflue.

Depurazione che tecnicamente – nel caso di Avezzano – non viene effettuata perché la gran parte delle acque reflue della città negli impianti di depurazione gestiti dal CAM non ci entra nemmeno.

Eppure il servizio di depurazione delle acque di fogna incide sensibilmente sull’importo complessivo delle bollette dell’acqua. Come esempio, guardate la foto sotto e fate voi i conti di quanto spendete per un servizio che ad Avezzano, di fatto, non viene effettuato o che viene effettuato solo in minima parte:

Nel caso della mancata depurazione delle fogne di Avezzano, le parti lese possiamo dividerle in due categorie: i cittadini e gli agricoltori. Entrambi hanno diritto ad avere dell’acqua pulita e le Autorità hanno l’obbligo di garantirlo.

I cittadini sono parti lese perchè la mancata depurazione delle acque reflue potrebbe comportare anche rischi di natura sanitaria.

Gli agricoltori, oltre che come cittadini, sono parti lese anche per altri due motivi. Se le acque reflue delle fogne di Avezzano venissero depurate correttamente, gli agricoltori potrebbero usare quelle acque anche per l’irrigazione dei campi: si tratta di migliaia di metri cubi al giorno che così sono invece inutilizzabili.

Non solo. Il carico inquinante dei liquami riversati senza depurazione nei canali del Fucino, mette a rischio anche l’uso delle altre acque con cui si mescolano, con tutte le possibili conseguenze facilmente immaginabili non solo per la salute ma anche per l’economia dell’intero territorio.

Esiste poi un altro rischio, forse anche più immediato. Le acque reflue non depurate conservano sicuramente il loro alto contenuto inquinante soprattutto nel primo tratto, prima cioè di diluirsi con le altre acque dei canali del Fucino. Visto che i cartelli di divieto di irrigazione si trovano solo nei pressi del depuratore, quelle acque altamente inquinate potrebbero essere usate inconsapevolmente anche per l’irrigazione dei tanti orti che si trovano lungo le sponde del fosso di Puzzillo, che dal depuratore scorre per oltre un chilometro prima di raggiungere i canali del Fucino.

la mancata depurazione di buona parte degli scarichi di fogna di Avezzano è certamente una questione annosa ed è – a vario titolo – nota a molti degli attori coinvolti. In tanti sanno da anni ma nessuno agisce: tutti muti, sordi e ciechi, come le tre scimmiette.

Che gran parte dei liquami delle fogne di Avezzano non vengono depurati lo sanno in tanti. Intanto lo sanno – o dovrebbero saperlo – nelle segrete stanze del Palazzo di Città: Ufficio tecnico e Amministratori comunali, con Giunta e Sindaco Di Pangrazio in testa.

Lo sanno bene – o dovrebbero saperlo – sia al CAM, che ha la gestione della depurazione, sia all’ARAP, che ha realizzato il secondo depuratore e la condotta per collegarlo allo scarico fognario di Puzzillo.

Lo sanno anche – o dovrebbero saperlo – molti cittadini e i dirigenti delle organizzazioni agricole e del Consorzio di bonifica che quelle acque i loro associati potrebbero usarle. Lo sanno – o dovrebbero saperlo – anche diverse Autorità che la qualità delle acque dovrebbero controllarla e anche quelle Autorità che dovrebbero intervenire per porre rimedio.

Nessuno degli attori istituzionali coinvolti lo ammette pubblicamente.

Ma che molti sanno che la gran parte delle acque reflue delle fogne di Avezzano nei depuratori nemmeno ci passa e che viene sversata nei canali con tutto il suo carico inquinante è testimoniato proprio da quel cartello arruginito, piantato da mano ignota tra i rovi lungo il fosso vicino al depuratore di Puzzillo.

Un cartello con su scritto “Acque non depurate, vietata l’irrigazione“: chi lo ha scritto, lo ha piantato lì o lo ha letto è quindi consapevole dei rischi e dei pericoli.

Lo sanno in molti. Intanto i liquami continuano a scorrere tra gli orti, verso il Fucino e il Liri.

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