Il Sito istituzionale e l’Ufficio comunicazione del Comune, finanziato con i soldi di tutti i cittadini, ridotto a megafono per la propaganda della Lega. Un abuso dell’Amministrazione comunale che utilizza le risorse pubbliche, tradendo la neutralità dell’Ente e la fiducia dei cittadini. Ecco le prove.
L’uso improprio del sito istituzionale e dell’Ufficio comunicazione del Comune per diffondere propaganda politica è un abuso che deve essere denunciato con forza. La città non può accettare che la voce del Comune venga trasformata in un megafono per diffondere la linea su immigrazione e sicurezza della Lega.
Ecco cosa è successo
Il Comunicato stampa – diffuso il 30 novembre dall’Ufficio di comunicazione del Gabinetto del Sindaco della Città di Avezzano – rappresenta un ulteriore e lampante caso di abuso da parte dell’Amministrazione Di Pangrazio nell’uso di mezzi e risorse del Comune di Avezzano a fini di parte.
Il Comunicato in questione – pubblicato sul sito ufficiale del Comune, elaborato dal nutritissimo Staff del gabinetto del Sindaco e da questi inviato alle redazioni con carta intestata dell’Ente – contiene dichiarazioni apertamente di partito, con riferimenti espliciti alla propaganda della Lega.
Un confine violato
La Comunicazione istituzionale di un Comune deve informare i cittadini sull’attività amministrativa, non trasformarsi in becera propaganda. In questo caso, invece, l’Ufficio comunicazione del Gabinetto del Sindaco Gianni Di Pangrazio – pagato con i soldi di tutti i cittadini – ha redatto e diffuso un comunicato che non solo affronta il tema della sicurezza in città, ma lo piega a un discorso politico, ed elettorale, di una sola parte.
Nel comunicato in questione, il passaggio chiave dell’avv. Basilico – che è assessore in quota Lega – è inequivocabile e non appartiene al linguaggio istituzionale, ma a quello di un partito politico:
“La Lega sta lavorando sul tema forze dell’ordine e sicurezza. Occorrono più risorse, non basta coprire il turnover: servono più poliziotti e più carabinieri. La sicurezza è un allarme reale, quotidiano, non più solo nelle grandi città ma anche in quelle piccole. E su ordine pubblico e sicurezza chiederemo uno sforzo ulteriore.”
E non poteva mancare, inoltre, un affondo sul tema immigrazione, estraneo ai compiti istituzionali di un assessore comunale:
“L’Europa sta permettendo a troppi immigrati di entrare nel nostro Paese e di distruggere il nostro tessuto sociale, valoriale ed economico. Chi arriva in Italia deve rispettare la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione e la nostra Costituzione. Chi non è disposto a farlo, fuori dall’Italia: tornino da dove sono arrivati.”
[ Nota: Nelle due citazioni le evidenziazioni in grassetto non sono nostre, ma sono nel Comunicato originale ]
L’uso improprio delle risorse pubbliche
Il problema non è solo nei contenuti. È strutturale. Il comunicato è stato redatto e diffuso da un ufficio pagato con i soldi di tutti i cittadini, utilizzando strumenti, canali e risorse istituzionali. In altre parole, mezzi e soldi pubblici sono stati impiegati per diffondere propaganda di parte, quella della Lega.
Si tratta di una grave violazione del principio di neutralità che regola la comunicazione istituzionale di un ente pubblico locale e dell’uso delle sue risorse che duole dover rilevare. E non dovremmo essere noi a farlo.
I componenti dell’ufficio stampa del gabinetto del sindaco sono in buona parte iscritti all’albo dei giornalisti e dovrebbero conoscere bene le differenze tra informazione, comunicazione istituzionale e propaganda e anche le regole a cui deve attenersi chi si occupa del delicato compito di curare la comunicazione di un ente pubblico.
Le violazioni che si registrano in questo caso appaiono ancor più gravi se si tiene conto che lo stesso assessore alla sicurezza è avvocato, che risulta che anche il Sindaco avrebbe una laurea in giurisprudenza in tasca e che tanti altri esperti della materia siedono nei banchi della Giunta e del Consiglio comunale.
Non solo. Il Comune è dotato anche di una “Struttura Strategica Speciale di Supporto Tecnico Giuridico” in cui il Dirigente avv. Guido Blandini si è dimostrato molto diligente nel vigilare sulla “Tutela e salvaguardia dell’immagine dell’Ente”, visionando i nostri articoli e reiterando continue quanto – in base all’ex art. 8 legge n.47/48 – irricevibili richieste di rettifica.
Sarebbe opportuno, a questo punto, che l’occhiuto Dirigente vigilasse con la stessa solerzia anche su quanto pubblicato sul sito istituzionale del Comune e prodotto e diffuso dall’Ufficio comunicazione del Gabinetto del Sindaco. Sempre in nome della stessa “Tutela e salvaguardia dell’immagine dell’Ente”, ovviamente.
La responsabilità amministrativa di quanto accaduto, comunque, ricade direttamente sul sindaco Gianni Di Pangrazio, che ha il dovere di garantire che la macchina amministrativa non venga piegata a fini di partito. Consentire che l’ufficio stampa del Comune diventi la cassa di risonanza della Lega significa tradire la fiducia dei cittadini e svilire il ruolo delle istituzioni.
Questo episodio non è un incidente isolato, ma è un ulteriore segnale di una deriva pericolosa in cui la confusione tra interesse pubblico e interesse di parte risulta lampante.
Quando la comunicazione istituzionale diventa propaganda è la democrazia che viene indebolita: la popolazione non riceve più informazioni imparziali ma messaggi di una sola parte politica mascherati da comunicazione ufficiale dell’Ente pubblico. E a saldare le spese, manco a dirlo, sono i cittadini.

