Avezzano, “Radici e identità”. Terremoto 1915: Comune oscura monumento nazionale. Foto

Succede anche questo, in una città che a parole punta alla valorizzazione delle “radici” e che da alcuni anni è impegnata in una tanto discutibile quanto dispendiosa ricerca di una propria “Identità”. A illuminare di nuovo "Casa Palazzi" ci pensa il cittadino

Redazione
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Il Comune di Avezzano ha “segato” e rimosso il lampione posto davanti a “Casa Palazzi”. L’edificio caro a tutti gli avezzanesi – dichiarato nel ’92 monumento nazionale perché è l’unica abitazione cittadina rimasta in piedi dopo il terremoto del 1915 – è al buio da diversi giorni

Nei giorni scorsi, alcuni operai hanno prima segato alla base e poi rimosso il lampione della pubblica illuminazione posto su via Garibaldi, proprio davanti allo storico edificio. Alcuni residenti riferiscono che gli addetti ai lavori di rimozione avrebbero spiegato loro che il lampione era “pericolante”. Guarda le foto:

La cosa non è stata presa molto bene dagli abitanti e dai commercianti della zona. A quanto si dice, pare che gli stessi avrebbero già protestato presso gli uffici comunali, lamentando che quel tratto di strada rimasto al buio rappresenta un problema per la sicurezza e che così favorirebbe, in pieno centro cittadino, le attività illecite degli spacciatori.

Vista la latitanza del Comune, ad assicurare l’illuminazione di quell’angolo buio di una zona più che centrale della città, ci ha pensato Claudio Palazzi, residente nello storico edificio: un faretto è infatti posizionato sul davanzale di una delle finestre del monumento nazionale.

Intanto, in attesa che dagli uffici del “Palazzo di Città” qualcuno si decida a riposizionare il lampione della pubblica illuminazione davanti “Casa Palazzi”, a “brillare” in tutto il suo splendore è la superficialità e il pressapochismo dimostrato ancora una volta dall’Amministrazione Di Pangrazio. Amministrazione che da diversi anni spende e spande consistenti risorse pubbliche in iniziative di dubbio gusto e utilità intorno a parole che restano però drammaticamente vuote di contenuti, come “valorizzazione del territorio“, “identità” e persino “riscoperta delle radici“.

E così, invece di posizionare davanti “Casa Palazzi” dei pannelli esplicativi che raccontino la storia del terremoto e della ricostruzione, il Comune targato Di Pangrazio “sega” pure il lampione della pubblica illuminazione posto davanti a quello che è pur sempre un monumento nazionale.

Monumento nazionale e non solo: Casa Palazzi è l’edificio che – a proposito di radici – dovrebbe essere particolarmente caro a una città rinata dal terremoto e a sedicenti amministratori “alla ricerca della sua identità“. Ma tant’é….

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