Avezzano, ricordi d’acqua

Giuseppe Pantaleo
Giuseppe Pantaleo
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Avezzano - Fontanile via Borgo Angizia

A proposito del pezzo precedente, più di uno mi ha chiesto di scrivere qualcosa sul fontanile lungo via Borgo Angizia. Ho risposto puntualmente: «Perché proprio quello?». In fondo, a loro sarebbe bastata una foto con didascalia e poi: che c’è da dire? (D’altra parte, le persone conoscono poco del posto in cui vivono – in genere i dintorni dell’abitazione e del luogo di lavoro). C’è pochissimo da argomentare in realtà: il fontanile in questione è attivo, utilizzato da chi vive in quella zona, mentre il fontanile-lavatoio di via M. Colonna è da considerare una rovina. Nel primo caso bisogna parlare di manutenzione, mentre nel secondo si tratta di proseguire l’opera di conservazione. (Si trovano entrambi su due vie storiche per la città – c’entra anche il primo tratto dell’attuale via America). Mi sono giunti discorsi simili a quelli del mio pezzo precedente: come trattare, nel caso specifico, l’intorno, le vicinanze e la strada, non guasterebbe neanche qualche targhetta con una data e un paio di righi. (Immagino che le poltrone nella foto di copertina non le abbia sistemate il Comune).

Considerando che c’è ancora spazio e soprattutto siamo in estate con la conseguente voglia di leggerezza, scrivo qualcosa d’altro legato all’acqua.

Mi furono commissionate le immagini per un calendario (1991); occorreva una dozzina di pezzi da trattare à la Andy Warhol, anche se con moderazione. Era disponibile una vasta collezione (Alvaro Salvi) di cartoline, fotografie risalenti agli inizi del secolo – in bianco e nero com’è ovvio; a un certo punto, dopo aver a lungo rimestato, si scoprì che negli scatti più interessanti era costante la presenza dell’acqua. Questi raffiguravano persone intente in qualche operazione a ridosso di fontane e fontanili, si finì per cercare solo quelli. Alla fine ci si accorse che ne mancava più di uno, tra questi quello riguardante proprio l’abitato del centro principale del Fucino – neanche un’immaginetta dell’ottocentesca fontana ornamentale in piazza A. Torlonia; si seguì l’idea originaria del committente: dodici città marsicane. (Soprattutto riconoscibili, com’è ovvio). Nelle fotografie scelte in precedenza e poi scartate, fontane (anche) ornamentali, fontanili erano impiegati nella loro massima utilità sociale (lavare, riempire conche, dissetarsi, stare insieme), pieni di vita.

Nel decennio seguente, ricordai la vicenda a qualcuno legato all’Amministrazione in carica e in cerca d’idee originali; dissi che dentro Avezzano, mancava qualcosa che ricordasse l’ex lago Fucino anche che mi sarebbe piaciuto un rivolo largo pochissimi centimetri (anche illuminato) per marcare inequivocabilmente l’asse principale del Quadrilatero – aggirando la Piazza. In realtà si trattava di ricordare l’importanza di quel liquido nella storia della città e far capire agli avezzanesi che era quello il tracciato importante, non via C. Corradini. (La mia, in realtà, era una mera fantasticheria: la corporazione dei bottegai, tradizionalmente ostile sia ai minimi cambiamenti riguardanti la collettività sia a novità di sorta – era roba da anni Ottanta in realtà –, non avrebbe mai accettato un intervento del genere e non se ne sarebbe fatto niente). Apprezzai perciò in seguito la trasformazione riguardante i giardini a lato del liceo classico A. Torlonia (via G. Marconi) da parte del sindaco Floris – diventò l’attuale striscia d’acqua.

Lo scorso 6 giugno, mi sono ritrovato in piazza del Risorgimento nel primissimo pomeriggio. La parte superiore era piena di ragazzi che festeggiavano la fine dell’anno scolastico; in diversi erano entrati nella fontana per bagnarsi completamente, qualcuno si era anche sdraiato sul (basso) fondo, si divertivano da pazzi a spruzzarsi l’acqua, gioiosamente. (Purtroppo, hanno abbandonato svariate bottiglie di plastica per terra – ‘He’s young, but he’s daily growing’).

P.S. Giacché siamo in tema, evitate di chiedermi giudizi sul restyling di largo Enea Merolli…

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Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.