Avezzano – Rifiuti urbani: Di Pangrazio trascina Bianchini in tribunale

Angelo Venti
Angelo Venti
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Giovanni Di Pangrazio, sindaco pro tempore di Avezzano (a destra) - Maurizio Bianchini, Presidente pro tempore Aciam spa (a sinistra)

Lo scontro Comune-Aciam è solo l’ultimo spettacolo che la Giunta Di Pangrazio ha inserito nel calendario dell’estate avezzanese: in palio i rincari delle tariffe Tari che i cittadini dovranno pagare per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E forse anche qualcos’altro.

Domani, davanti ai giudici della Sezione specializzata in materia di Impresa del Tribunale dell’Aquila, si terrà la prima udienza che vede contrapposti il Comune di Avezzano (rappresentato dal sindaco pro tempore Giovanni Di Pangrazio) nel ruolo di Ricorrente, e il consorzio dei rifiuti ACIAM spa (rappresentato dal presidente pro tempore Maurizio Bianchini) in quello di Resistente.

Messa così, per chi conosce i protagonisti sembra la solita goliardata dell’allegra brigata che è stata posta alla guida della città e del Consorzio Aciam spa. Ma, secondo alcune conversazioni intercettate sulle frequenze di Radio SamuRai, l’Amministrazione Di Pangrazio si sarebbe ritrovata a gestire male un rapporto delicato che finora gli aveva invece dato tante soddisfazioni. Nello strano triangolo Comune-Aciam-Tekneko è successo così che il Comune attacca l’Aciam ma in realtà colpisce Tekneko, proprio mentre dovrebbe invece indire la gara per il nuovo appalto milionario per il Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani della città, scaduto da oltre un anno. Insomma – sempre secondo Radio SamuRai – ci sarebbe qualcosa di non detto che sfugge a noi comuni mortali: non è da escludere, quindi, che spunti qualche sorpresa e che per qualcuno potrebbe esserci poco da ridere.

Affaire rifiuti

Quello dei rifiuti solidi urbani è un settore che fa gola a molti: muove centinaia di milioni di euro, va sempre maneggiato con cura e richiede, ai vari livelli, la giusta attenzione da parte di tutti gli attori. Cittadini compresi.

Il ricorso Comune contro Aciam potrebbe quindi essere solo un passaggio strumentale all’interno di una partita che si preannuncia essere più grande, che forse coinvolge anche altri attori e che si gioca a vari livelli: istituzionali, imprenditoriali, politici e non solo.

D’altra parte il piatto sul tavolo e ricco e fa gola a molti, sia in termini di soldi che di poltrone e potere. Quindi non è nemmeno da escludere che in realtà giocatori diversi stiano muovendo contemporaneamente i propri pezzi sulla stessa scacchiera seguendo ognuno un proprio autonomo schema. La partita (o le partite) iniziata da qualche mese ad Avezzano potrebbe quindi travalicare – indipendentemente dalle intenzioni o dalla consapevolezza dei vari giocatori finora coinvolti – sia i confini della provincia che quelli della regione e portare comunque ad esiti imprevedibili.

A far suonare il campanello di allarme sono proprio le manovre messe in atto intorno alla presentazione del ricorso, le pedine e gli attori che si stanno muovendo intorno alla stesura della nuova gara d’appalto per i rifiuti e anche i frequenti rimpasti nella Giunta comunale. Tutti movimenti poco chiari che insieme ad altri segnali, rendono l’Affaire rifiuti avezzanese sempre più fosco e inquietante. Su questi punti, le cose poco trasparenti sono tante e per essere comprese bene vanno raccontate con maggiori e opportuni dettagli: rinviamo quindi i necessari approfondimenti a un prossimo articolo specifico.

Intanto, una domanda possiamo anticiparla subito. Ad esempio l’Amministrazione Di Pangrazio, invece di distrarre i cittadini con i ricorsi farlocchi, dovrebbe spiegare pubblicamente il perché dei ritardi e dei rinvii nell’indizione della nuova gara d’appalto per la Raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della città, gara che è attesa da oltre un anno. Una gara che se si fosse tenuta correttamente nei tempi previsti, avrebbe reso inutile tutta la sceneggiata del ricorso contro l’Aciam. Si tratta, lo ricordiamo ai cittadini, di un appalto da decine di milioni di euro che, immaginiamo, farà gola a più d’uno.

Comune di Avezzano contro Aciam spa

Tutto lascia ritenere che il procedimento giudiziario appena avviato dall’Amministrazione Di Pangrazio sull’adeguamento delle tariffe Aciam alla fine si risolverà con un nulla di fatto: quello che è certo è che a pagare – e non solo le spese legali – saranno i cittadini avezzanesi.

L’oggetto di questo contenzioso legale – o almeno quello dichiarato – sono i rincari delle tariffe di smaltimento dei rifiuti disposte da Aciam spa, il consorzio pubblico-privato in cui la maggioranza assoluta delle quote è detenuta da diversi Comuni, mentre il 48,6% è nelle mani di un socio privato, Tekneko Servizi ecologici srl.

Per dare la misura di quanto sia paradossale lo scontro avviato dal Comune di Avezzano, basta ricordare che con il suo 12,2% delle quote detenute, Avezzano del consorzio è il socio pubblico di maggioranza. Addirittura, sarebbe stato proprio Di Pangrazio ad imporre agli altri Comuni soci di far sedere sulla poltrona di presidente Aciam proprio Maurizio Bianchini, dopo che questi aveva frequentato per diversi mesi uno “stage formativo retribuito” nel famigerato Staff del Sindaco.

Ricordiamo che l’adeguamento al rialzo delle tariffe di smaltimento, è stato deliberato dall’Aciam nel lontano dicembre 2021: cioè 21 mesi fa, mentre il Comune ha presentato il suo ricorso solo nel giugno scorso. E aggiungiamo anche un altro elemento: a gestire il ciclo dei rifiuti urbani di Avezzano è Tekneko, che per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti raccolti in città si serve proprio degl’impianti Aciam, di cui è anche socio. I termini del contratto d’appalto Comune-Tekneko sono molto chiari sul rincaro dei costi e non lasciano scampo al Comune: la conseguenza diretta per i cittadini di Avezzano sarà quindi un consistente aumento della Tari, cioè la tassa rifiuti applicata ai residenti che, per legge, sono chiamati a sostenere l’intero costo della raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.

Incastrato nel triangolo Comune-Aciam-Tekneko, l’amministrazione Di Pangrazio si è così ritrovata nella scomoda situazione di essere nello stesso tempo sia incudine (socio pubblico di maggioranza di Aciam spa) che martello (il servizio di raccolta è appaltato a Tekneko …che tratta e smaltisce i rifiuti attraverso lo stesso consorzio).

La situazione è certamente paradossale e allora, cosa fa l’Amministrazione Di Pangrazio per sottrarsi alle responsabilità nei confronti dei cittadini? Nel giugno 2023 – dopo una serie di sketch degni delle migliori commedie di Totò – non trova di meglio che ricorrere al tribunale, contestando ad Aciam la legittimità dell’aumento delle tariffe di smaltimento. Aumenti in realtà deliberati all’unanimità dall’assemblea dei soci del consorzio ben 18 mesi prima, tra l’altro con il voto anche del comune di Avezzano.

Il contenzioso legale

Il ricorso del Comune, diciamolo subito, non si regge in piedi, poiché diverse delle contestazioni mosse nei confronti di Aciam appaiono alquanto strumentali, faziose, avanzate a termini scaduti, giuridicamente inammissibili.

A difettare sono pure i presupposti da cui partono le elucubrazioni del Comune: ad esempio si arriva a sostenere davanti a un tribunale che un Consorzio a partecipazione pubblica “non può orientare il proprio agire al solo profitto”, oppure si afferma che il socio privato debba astenersi dalla votazione di deliberazioni nel caso si trovi in “conflitto d’interessi” con “alcuni dei soci pubblici partecipanti alla stessa”. Nelle conclusioni, il Comune di Avezzano prima sollecita il tribunale a “sospendere” l’effetto delle delibere in cui Aciam dispone l’aumento delle tariffe di smaltimento, infine chiede al giudice di annullarle.

Per conoscere l’esito di questa singolare diatriba, a questo punto, non resta che attendere il pronunciamento della Sezione specializzata in materia di Impresa del Tribunale dell’Aquila.

SCHEDA – L’APPALTO COMUNE DI AVEZZANO-TEKNEKO Servizi ecologici srl

E’ l’ottobre 2017 quando il Comune di Avezzano aggiudica alla Tekneko Servizi ecologici srl il Servizio di igiene urbana, raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani: scadenza dell’appalto agosto 2022: importo complessivo per i 5 anni quasi 26 milioni di euro.

L’appalto è quindi scaduto un anno fa e in attesa della nuova gara – che per inciso ancora non viene indetta – il Comune ha richiesto e ottenuto dal gestore ben 3 proroghe per continuare ad assicurare il servizio: la prima proroga fino al dicembre 2022, la seconda fino al luglio 2023 e infine la terza, che scade a dicembre. Intanto Aciam, dal dicembre 2021, aveva deliberato l’adeguamento delle tariffe di smaltimento e così Tekneko, come previsto nel contratto d’appalto, ha applicato al Comune l’aumento dei prezzi. A giugno il Comune presenta il ricorso contro il rialzo delle tariffe di smaltimento da parte di Aciam spa.

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