Avezzano – Scandalo a piazza Torlonia: Sindaco tra bambini, amici a 4 zampe e votanti

Angelo Venti
10 Minuti di lettura

Prima di tagliare certi nastri, ci sarebbe un modo semplice per amministrare correttamente una città come Avezzano: leggere le carte – o almeno – leggere i propri regolamenti comunali.

A piazza Torlonia, invece, il 1° maggio è andata in scena senza problemi l’inaugurazione dell’Area sgambatura per cani, posta a meno di 20 metri di distanza da un Parco giochi per bambini.

Nella piazza, erano veramente tanti gli amici a quattro zampe, tirati a lucido per l’occasione. Tra di essi, con smorfie e mimica da comizio mascherato, spiccava la presenza del sindaco Giovanni Di Pangrazio detto Gianni, dell’assessore al Tempo libero Pierluigi Di Stefano, dell’assessore alla Sicurezza urbana e Polizia locale Cinzia Basilico e del consigliere con delega alla Sicurezza e Polizia locale Antonio Del Boccio.

Avezzano – Primo maggio 2026 a Piazza Torlonia [da destra: il sindaco Giovanni Di Pangrazio, l’ass. Cinzia Basilico, il consigliere Antonio Del Boccio]

Il consigliere Del Boccio, tra l’altro, forse presenziava anche come Capitano della Polizia provinciale con pregnanti funzioni di coordinatore del Nucleo ambientale e con funzioni di rappresentanza istituzionale dell’Ente con delega per la Partecipazione a manifestazioni di carattere militare, civile e religioso, di recente oggetto di un esposto indirizzato a Prefettura, Provincia e alle Procure di Avezzano e L’Aquila.

Peccato che nessuno degli amministratori che accompagnavano il Sindaco nostro, nonostante le rispettive deleghe e competenze, si sia accorto di un particolare che poi tanto piccolo non è.

Peccato perché a pochi passi della nuova area di sgambatura cani – meno di venti metri – da anni si trova un Parco giochi per bambini.

Peccato soprattutto perché il Comune di Avezzano è dotato di un Regolamento di polizia amministrativa e di sicurezza urbana che non è un tappetino da mettere sotto la ciotola del cane.

Tale Regolamento, il cui ultimo aggiornamento risalirebbe al marzo 2023, è tuttora pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Avezzano a questo LINK, da cui abbiamo scaricato questo PDF: al momento non risulta che ci siano state variazioni.

E nel Regolamento comunale, a pagina 53, l’Articolo 110 comma 18 è netto e così recita:

“E’ vietato l’accesso ai cani nel raggio di cento metri dalle aree destinate attrezzate ad aree giochi per bambini” [sic].

Cento metri. Non venti.

Eppure il problema delle distanze era noto al Comune di Avezzano da tempo. Guardate cosa scriveva il Dirigente comunale arch. Massimo De Sanctis per conto del Servizio verde pubblico in questa relazione:

Sia chiaro: qui non c’è nessuna guerra agli amici a quattro zampe o ai proprietari di cani. C’è la guerra al pressappochismo dell’Amministrazione Di Pangrazio.

C’è una città che ha un disperato bisogno di rispetto delle regole. Regole da rispettare non solo da parte dei cittadini ma anche, e soprattutto, da chi questa città la governa.

Il sindaco ha dichiarato che “Amare gli animali significa ancora di più avere rispetto nei confronti degli uomini”. Ma chi ama veramente la città e rispetta i suoi abitanti e soprattutto i bambini, non dovrebbe infilare una recinzione per cani nel giardino storico di Piazza Torlonia, accanto al parco giochi, per poi presentarla come un capolavoro di decoro urbano.

Sul punto, resta sospesa nell’aria una domanda:

Quale atto amministrativo ha consentito la realizzazione dell’area di sgambamento per cani a piazza Torlonia?

Esiste una delibera di Giunta? Una determina dirigenziale? Un’autorizzazione? Una benedizione verbale tra un sorriso e una pacca sulla spalla? Il regolamento pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente è valido?

Non si sa. Ma una cosa è sicura: né una delibera né una determina possono prendere il regolamento comunale, accartocciarlo e buttarlo nel cestino.

Durante l’inaugurazione, decine di cani hanno avuto accesso a un’area posta a pochi metri da un parco giochi per bambini, Sarebbe interessante sapere se erano presenti anche agenti della Polizia municipale, se è stato stilato un verbale di infrazione del regolamento comunale.

Sarebbe anche interessante sapere se Antonio Del Boccio, in qualità di consigliere comunale con delega alla Sicurezza e Polizia locale, si sia attivato segnalando le violazioni, magari invitando gli agenti a procedere all’identificazione dei responsabili sulla base delle numerose foto e video pubblicate da molte testate online. Oppure se il Capitano Del Boccio si sia attivato invece come coordinatore del Nucleo ambientale della Polizia provinciale, che ha competenza anche sul territorio di Avezzano.

Oppure se si è attivata l’assessore Cinzia Basilico, con delega alla Sicurezza urbana e Polizia locale, oppure l’assessore Pierluigi Di Stefano con delega al Tempo libero. A sapere se si è mosso il sindaco Gianni Di Pangrazio, invece, ci rinunciamo…

L’altra domanda è retorica, ma obbligatoria:

Se il Comune non rispetta il proprio Regolamento di polizia amministrativa e di sicurezza urbana, perché dovrebbero farlo i cittadini?

E poi ci sono le domande meno comode, quella che non si tagliano come ha fatto con il nastro tricolore l’assessore Basilico durante l’inaugurazione:

Chi paga se un bambino viene morso, se qualcuno cade, se nasce una lite, se un cane – perché anche i cani si fanno male – resta ferito o spaventato?

Chi risponde se l’area, collocata dove non doveva stare, produce un problema? L’associazione privata? Il Comune? Il sindaco che inaugura? O come sempre il cittadino, con le tasche e con la pazienza?

I cani meritano spazi, rispetto, padroni e amministratori comunali responsabili. Chi ama gli animali non li usa come scenografia per una passerella elettorale. O per raccogliere voti.

E’ vero che gli Amici a quattro zampe non hanno ancora diritto di voto. Ma – fanno malignamente notare i soliti pettegoli seduti ai tavoli fuori il bar Samurai – i loro proprietari votano. Eccome se votano.

Ed è proprio il dettaglio elettorale a rendere il quadro ancora più sgradevole.

Dopo la convocazione dei comizi, il sindaco e gli amministratori dovrebbero muoversi con passo leggero, istituzionale, quasi felpato e in punta di piedi. Invece eccoli a inaugurare un’area cani, con video, foto, enfasi, risate e facce da campagna elettorale permanente.

La par condicio non è un optional da appendere al guinzaglio: quel video con il discorso del Sindaco nostro appare quanto meno stonato. Per usare un eufemismo.

Avezzano non ha bisogno di questa fiera della demagogia sotto campagna elettorale. Non ne hanno bisogno gli Amici a quattro zampe e nemmeno i loro padroni. Non ne hanno bisogno i bambini che frequentano il parco giochi e nemmeno i loro genitori.

Avezzano ha bisogno di un’amministrazione capace di fare una cosa banale: prima si controllano le distanze, poi si autorizza e poi si inaugura.

Già anni fa, proprio su Piazza Torlonia, il divieto ai cani vicino alle aree gioco era stato ricordato e discusso. Dunque nessuno può fingere sorpresa. Il regolamento era lì, pubblicato sul sito del Comune. Bastava leggerlo. Operazione più faticosa, evidentemente, di un post autocelebrativo sui social.

Adesso il Comune faccia l’unica cosa seria: pubblichi gli atti, dica chi ha autorizzato, misuri le distanze e prenda i provvedimenti del caso se il divieto risulta violato.

E consigliamo di farlo in fretta. Anche perché, con l’eccitazione della campagna elettorale, non è da escludere che qualcuno decida di rivolgersi al Prefetto o ad altra autorità competente, per chiedere che le regole siano rispettate anche da chi amministra e da chi indossa la fascia tricolore.

Piazza Torlonia non è il cortile privato della propaganda del sindaco Di Pangrazio e dei suoi sodali di campagna elettorale. È un bene pubblico a disposizione di tutti i cittadini e – lo ricordiamo per inciso – anche i bambini sono cittadini.

I beni pubblici si amministrano con sobrietà, prudenza e legalità. Non con smorfie, slogan o inaugurando una Area di sgambamento per cani a meno di 20 metri da un Parco giochi per bambini. E a 23 giorni dalle elezioni amministrative.

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