Avezzano – “Se questo è un Sindaco”: lettera al Prefetto e all’Ordine dei giornalisti

Grave tentativo di censura e intimidazione che lede "Libertà di stampa" e "Diritto dei cittadini ad essere informati": sindaco ordina ai vigili di espellere dall’aula l'unico giornalista che stava seguendo i lavori del consiglio comunale

Angelo Venti
Angelo Venti
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Il Sindaco di Avezzano – abusando dei suoi poteri – ordina ai vigili urbani di allontanare dall’aula consiliare l’unico giornalista che stava seguendo il consiglio comunale sull’adozione di due importanti strumenti urbanistici

Il riprovevole episodio – ai danni di Angelo Venti, Direttore della testata SITe.it – si è verificato nel corso dell’ultimo Consiglio comunale tenutosi ad Avezzano l’8 marzo scorso, mentre il giornalista stava svolgendo il suo lavoro. Una lettera di segnalazione su quanto accaduto è stata inviata, tra gli altri, anche al Prefetto dell’Aquila e all’Ordine dei giornalisti abruzzesi: per scaricare la lettera CLICCA QUI.

Ricordiamo che dei quattro punti dell’ordine del giorno in discussione, due erano particolarmente importanti e delicati e riguardavano l’urbanistica: uno era relativo alla «Adozione piano di recupero del centro storico della frazione di Antrosano», l’altro alla «Adozione della Variante esecutiva al Piano regolatore generale di recupero nuclei abusivi in loc. “Pastene-San Leonardo”».

In particolare, va specificato che l’adozione di questa Variante al P.R.G trasforma circa 30 ettari di terreni da agricoli ad edificabili e che più che a recuperare i nuclei abusivi, sembra in realtà finalizzata ad autorizzare nuove cubature edilizie per oltre 700 nuovi abitanti insediabili. Si tratta insomma di una operazione urbanistica – con una lottizzazione peraltro affidata interamente ai privati – che riguarda l’espansione edilizia della città e tocca inevitabilmente interessi anche economici di una certa consistenza.

Argomenti molto delicati su cui l’Amministrazione comunale intendeva forse mantenere un basso profilo e quindi l’eventuale interesse della stampa – e dell’opinione pubblica – poteva contrastare con tali propositi.

Infatti anche dal nutritissimo Staff del Gabinetto del Sindaco avevano accuratamente evitato di emettere Comunicati stampa che informassero la cittadinanza dell’adozione dei due strumenti urbanistici, tanto che la stessa notizia della convocazione del consiglio comunale non figurava nella sezione News del sito istituzionale del Comune e nemmeno nelle pagine social dell’Ente.

Sotto questo punto di vista, risultano sospette anche le date in cui questo delicato Consiglio comunale straordinario è stato fissato: venerdì 8 marzo alle ore 16 in prima convocazione (a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale per le elezioni regionali), lunedì 11 marzo alla stessa ora in seconda convocazione (quando, cioè, l’attenzione dei cittadini è tutta concentrata sui risultati elettorali).

E’ un fatto, comunque, che il pubblico presente nell’aula consiliare era composto quasi esclusivamente da una nutrita rappresentanza dei proprietari delle aree interessate dalla variazione urbanistica da agricola ad edificabile, proprietari che dopo l’adozione hanno infatti calorosamente ringraziato gli amministratori, in particolare due consiglieri comunali candidati nella tornata elettorale regionale che si è tenuta nemmeno due giorni dopo: Del Boccio e Mascigrande.

E’ molto probabile quindi che questo articolo di SITe.it – pubblicato proprio la mattina del Consiglio comunale chiamato ad adottare la Variante urbanistica al Prg di località Pastene – può aver urtato la suscettibilità del sindaco Di Pangrazio. Articolo che a questo punto consigliamo di rileggere:

Se le cose stanno realmente così, può quindi essere comprensibile l’irritazione del sindaco per quell’articolo di SITe.it: quello che risulta invece decisamente inaccettabile è il comportamento tenuto in aula dal primo cittadino.

Durante la trattazione del punto all’ordine del giorno «Adozione piano di recupero del centro storico della frazione di Antrosano» e poco prima della trattazione della «Adozione della Variante esecutiva al P.R.G. di recupero nuclei abusivi in loc. “Pastene-San Leonardo”» – il Sindaco pro tempore del Comune di Avezzano si è improvvidamente lanciato in una elucubrazione con cui intendeva forse spiegare cosa fosse, nell’adozione di una Variante al Prg, il “conflitto d’interessi”. Solo che nella sua performance da urbanista, forse preso dalla foga, ha attribuito al direttore di SITe.it la titolarità di un terreno interessato dall’intervento in discussione e ha scandito provocatoriamente questa frase: “Qua c’è la proprietà di Angelo Venti, e allora…”. Frase improvvida e infelice a cui il giornalista, che stava seguendo in aula il consiglio comunale, ha prontamente ribattuto: “Io non ho nessuna proprietà in quella zona! Devi dire che non è vero, perché c’è la diretta facebook…”.

Insomma Di Pangrazio prima provoca e poi ordina ai vigili urbani di espellere l’unico giornalista che stava seguendo il consiglio comunale – o meglio – l’unico giornalista presente in aula che non aveva in essere nessun contratto di lavoro o di altra natura con l’Amministrazione comunale. Giornalista che stava semplicemente in aula per svolgere un lavoro che, a quanto pare, era sgradito all’Amministrazione comunale.

Quello che però stupisce è che un così preparato primo cittadino non sa che una tale ed estrema “sanzione” può essere disposta – come chiaramente sancito nel vigente Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale e delle sue articolazioni all’art. 37, comma 2 – solo dal Presidente del consiglio comunale e mai dal Sindaco

Insomma: Di Pangrazio ha commesso un abuso.

In ogni caso, sebbene invitato dai vigili urbani (che per la verità non avrebbero dovuto nemmeno provare a dare corso all’ordine del Sindaco), Angelo Venti si è rifiutato di uscire dall’aula e ha ovviamente continuato a seguire i lavori del Consiglio comunale. E per la cronaca, subito dopo ad uscire dall’aula è stato lo stesso Sindaco, che invece un pezzo di terreno interessato dalla “Variante esecutiva al P.R.G in località Pastene-San Leonardo” ce l’aveva.

Il tentativo del sindaco di far trascinare il giornalista Angelo Venti fuori dall’aula consiliare da due solerti vigili urbani è fallito miseramente. Ma questo non è l’unico episodio di discriminazione e boicottaggio messo in atto da questa amministrazione comunale nei confronti della testata SITe.it.

E’ infatti dall’estate scorsa che la nostra redazione – contrariamente alle altre testate locali – non riceve la gran parte dei Comunicati stampa prodotti dallo Staff del gabinetto del sindaco, cioè da quella pletorica struttura creata dalla Giunta Di Pangrazio per svolgere la funzione della cosiddetta “Comunicazione istituzionale” e composta, a vario titolo, da esponenti della quasi totalità delle testate giornalistiche locali. Struttura che rivela una concezione non accettabile nelle pratiche e nell’uso di informazioni che dovrebbero essere pubbliche e che finora è costata alle casse comunali centinaia di migliaia di euro.

Di fatto ci si trova di fronte a un palese e bizzarro cortocircuito tra quella che dovrebbe essere la comunicazione istituzionale di un ente (pagata dai contribuenti) e la propaganda in favore di un singolo (che non dovrebbero pagare i cittadini): una gestione discutibilissima che rappresenta anche un mirabile esempio di quel che Gadda definiva «il senso esclusivo della proprietà».

L’arroganza di questa Amminisrrazione comunale si spinge anche a negare a SITe.it di poter effettuare – a nostre spese – le riprese video dei Consigli comunali. Ecco gli ultimi esempi.

Lunedì 4 marzo si è tenuta la riunione della “II Commissione consiliare permanente” che doveva discutere e approvare proprio l’adozione del “Piano di recupero del centro storico di Antrosano” e della “Variante esecutiva di località Pastena”. La nostra testata – allo scopo di informare correttamente i cittadini sugli argomenti in discussione e sul dibattito in commissione – aveva presentato richiesta per effettuare le video riprese della seduta, ma ci sono state negate.

Nei giorni successivi abbiamo così reiterato, per gli stessi motivi, analoga richiesta al Presidente del Consiglio comunale anche per i lavori del Consiglio comunale straordinario dell’8 marzo scorso. Eccola:

SI CHIEDE che la testata giornalistica SITe.it venga autorizzata – in base alle norme sulla trasparenza e al diritto all’informazione – a poter eseguire proprie video riprese integrali dei lavori dell’intera seduta al fine di poter correttamente informare i cittadini. Si precisa che per poter svolgere correttamente il nostro lavoro, tali video riprese sono indispensabili in quanto le “riprese audiovisive della seduta e la diffusione streaming assicurate a cura dell’Ente”, finora, si sono rivelate inutilizzabili a causa della scarsissima qualità professionale sia di esecuzione che di diffusione: in particolare si segnalano pezzi video saltati, inquadrature sbagliate e soprattutto l’audio in gran parte incomprensibile. Pertanto, al solo scopo di assicurare ai cittadini il diritto a una corretta informazione e – vista l’importanza pubblica degli argomenti trattati – anche i requisiti minimi di trasparenza, si ribadisce la richiesta di autorizzazione ad effettuare nostre video riprese dei lavori dell’intera seduta del prossimo consiglio comunale.”

Questa la risposta ricevuta dal Presidente del consiglio comunale, avv. Fabrizio Ridolfi:

Con riferimento alla nota in oggetto si comunica che l’Ufficio di Presidenza ha deciso il diniego delle riprese del Consiglio Comunale dell’8 p.v. e la diffusione streaming, in quanto le stesse sono già assicurate da questa Amministrazione sin dal proprio insediamento, proprio al fine di garantire il diritto di cronaca e la trasparenza dell’attività amministrativa.

Come volevasi dimostrare, anche nell’ultimo consiglio comunale dell’8 marzo la trasmissione streaming “assicurata da questa Amministrazione proprio al fine di garantire il diritto di cronaca e la trasparenza dell’attività amministrativa” si è rivelata ancora una volta in gran parte inutilizzabile a causa della scarsissima qualità professionale sia di esecuzione che di diffusione e con diversi pezzi video – lo ribadiamo di nuovo – completamenti saltati ognuno per diversi minuti.

Inoltre – proprio a prosito di trasparenza dell’attività amministrativa – facciamo notare all’Amministrazione e in particolare al Presidente del Consiglio comunale avv. Fabrizio Ridolfi, che la stessa non è affatto assicurata, in quanto la trasmissione streaming propalata dall’Amministrazione viene diffusa su una piattaforma social privata, accessibile solo agli utenti iscritti e non a tutti i cittadini. Tra l’altro, risulta alquanto complicato anche per gli utenti iscritti rintracciare i video dei precedenti consigli comunali e comunque la piattaforma utlizzata non garantisce affatto la loro conservazione e soprattutto la loro disponibilità pubblica nel tempo.

Infine rendiamo noto ai cittadini che le video riprese e la trasmissione streaming dei consigli comunali (che grossomodo si tengono con cadenza mensile) assicurati dall’amministrazione, costano alle casse pubbliche circa 2.600 euro al mese: questa la cifra indicativa, almeno in base a delle Determine dirigenziali emanate dal segretario generale Giampiero Attili (che vengono prorogate almeno dall’aprile 2022), che affidano il servizio di fornitura alla ditta A.L.E. Srls (amministratore e socio unico Germanico Patrelli). Tali affidamenti prevedono in realtà anche la fornitura di altri servizi che, sicuramente per un nostro limite, ammettiamo di non essere riusciti a decifrare completamente e tantomeno a quantificare.

A titolo esemplificativo, per chi volesse approfondire, pubblichiamo comunque a questo link l’ultima Determina dirigenziale n. 165 del 16/02/2024 relativa allo stesso affidamento. Buona lettura.

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