Avezzano – «Sistema Di Pangrazio»: l’informazione tra autocensura, discriminazioni, intimidazioni e omertà

Nella deriva avezzanese - con il reclutamento massiccio di giornalisti e società editrici di testate locali - risulta sempre più labile il confine tra informazione, comunicazione e propaganda. SITe.it nel mirino di due "Giannizzeri" del Sultano, la preoccupazione del Direttore: “mi tremano tutti i vestiti nell’armadio”

Angelo Venti
19 Minuti di lettura

Ormai è evidente che quello messo in piedi dalla Giunta Di Pangrazio è un “Sistema” finalizzato a silenziare l’informazione locale sostituendola con la propaganda. A rischio – anche per alcune responsabilità del mondo giornalistico – è l’indipendenza della stampa e il diritto dei cittadini ad essere informati

Una strategia scellerata e senza esclusione di colpi che ormai tocca un livello di arroganza e una presunzione d’impunità tale che c’è chi ha ironicamente ribattezzato i suoi principali artefici come “Don Pangrazio e i suoi Bravi” e c’è chi invece sghignazzando li apostrofa come “il Sultano e i suoi giannizzeri”.

L’ultimo numero in cui si è esibita questa allegra brigata è un goffo e doppio tentativo di intimidazione a mezzo stampa ai danni di SITe.it, portato a termine attraverso la pubblicazione sincronizzata di due articoli non firmati.

A mettere a segno il singolare e velleitario attacco sono due testate con redazione ad Avezzano e legate, a vario titolo, all’Amministrazione comunale Di Pangrazio: marsica-web.it ed espressione24.it.

La prima testata è diretta dal giornalista Germanico Patrelli che, attraverso la società  A.L.E. S.r.l.s. di cui è amministratore e socio unico, gode dal Comune di Avezzano di un contratto da 24mila euro per la “Fornitura di servizi multimediali e di gestione social” per il periodo 1 febbraio-31 ottobre, pagabile a cadenze mensili di 2.690 euro [Per il documento CLICCA QUI]

La seconda è diretta invece dal giornalista Pierluigi Palladini, che dal Comune di Avezzano percepisce un compenso mensile di 1.000 euro per “Servizi giornalistici e informativi” [Per il documento CLICCA QUI]

L’occasione per questo disinteressato e sincronizzato attacco alla testata SITe.it è stata involontariamente fornita da questo articolo di azinforma.com che ha provocato questo Comunicato stampa di SGA Sindacato giornalisti abruzzesi.

Il Comunicato di SGA – come confermatoci personalmente dal segretario Ezio Cerasi – non era assolutamente rivolto a SITe.it, e non poteva essere altrimenti, ma era chiaramente riferito all’articolo di azinforma.com. Eppure marsica-web, diretta dal Patrelli, aveva inizialmente titolato: “Polemiche di due giornali online sull’Ufficio stampa di…”, poi corretto in “Polemiche sull’Ufficio stampa di…” dopo l’intervento, immaginiamo risentito, del sindacato giornalisti.

Ma ora viene il bello. Nell’articolo pubblicato dalla testata diretta dal Patrelli, in maniera palesemente fuori contesto,  viene inserita in modo del tutto arbitrario questa allucinante frase, composta da 62 parole e 361 caratteri:

«La stessa modalità viene perpetrata, da diverso tempo e con diversi articoli, anche dalla testata online Site con redazione nel Comune di Luco dei Marsi, sempre con articoli diffamatori e comportamenti gravemente offesi e danneggianti per il discredito che essi recano alla persona, alla reputazione e prestigio professionale della nostra redazione, ed anche in questo caso è stato richiesto l’intervento dell’ODG Abruzzo.»

Confessiamo che siamo rimasti stupiti che il collega Palladini si sia lasciato trascinare in quest’avventura dal Patrelli. Eppure la stessa frase di 62 parole, poco dopo, viene inserita anche su espressione24 , la testata da lui diretta. Solo che qui i caratteri aumentano di 3 e diventano 364: evidentemente Palladini, che quando fa copia incolla magari i testi li ricontrolla pure, ha corretto la parola offesi con offensivi…

Ma al netto dell’errore ortografico della testata di Patrelli, rispondiamo nella sostanza sia a lui che al collega Palladini.

Iniziamo con il dire che i nostri articoli sono documentati, verificati e trattano di fatti di interesse pubblico, è perciò possibile smontarli solo contrapponendo altri documenti e prove: se ci riuscite siamo disponibili a rettificarli, magari anche a integrarli con i documenti di spesa che noi non siamo riusciti a reperire. In ogni caso le notizie in essi pubblicate dovrebbero essere pubblicate e diffuse, a proposito di trasparenza amministrativa, proprio dallo Staff del gabinetto del Sindaco – Ufficio comunicazione, mandando il relativo Comunicato stampa, gentilmente, anche alla nostra redazione: chissà, magari eviteremmo di andare a spulciare le notizie dall’Albo pretorio comunale. Anche perché spulciando può uscire fuori qualcosa di sconveniente.

In ogni caso dei giornalisti dovrebbero sapere che il contenuto di un articolo può non piacere, ma questo non significa che lo stesso sia automaticamente diffamatorio: non funziona così. Per quanto riguarda la richiesta “dell’intervento dell’ODG Abruzzo” – che suona come una vaga minaccia o avvertimento – saremo molto lieti se l’Ordine dei Giornalisti decidesse di analizzare il contenuto dei nostri articoli, in ogni sua parte. Magari provate a girargli anche questo, chissà che non vi stiano a sentire.

Ironia a parte, per fortuna non tutti hanno le stesse responsabilità e non facciamo di certo noi di tutt’erba un fascio.

E’ però un fatto che il Sindaco, il Portavoce del sindaco, pezzi dello Staff del gabinetto del sindaco e un incaricato di forniture esterne – ognuno per la sua parte – hanno dato più di una prova di non farsi problemi anche a discriminare, intimidire o offendere le poche voci critiche o comunque non allineate con i voleri dell’Amministrazione comunale. Ma c’è anche la responsabilità morale di chi, pur sapendo o addirittura essendo presenti ad alcuni fatti incresciosi, ha comunque lasciato fare senza intervenire, dissociarsi o denunciare, anche quando la deontologia professionale gli imponeva di farlo.

Il «Sistema Di Pangrazio» punta al controllo dell’informazione locale, riducendola a mera propaganda al servizio dell’Amministrazione comunale, anzi della sua parte apicale. A questo scopo, in questi anni è stato messo in piedi un apparato composto da almeno sette persone contrattualizzate, a cui si aggiungono con incarichi esterni anche società che editano due testate locali.

Su questo punto, avevamo scritto di recente in questo articolo QUI. Per comodità dei lettori, lo riassumiamo nel paragrafo seguente elencando di nuovo tutti e sette i componenti dell’apparato comunicativo messo in piedi dall’Amministrazione Di Pangrazio, indicando i loro ruoli, stipendi e compensi: nel gruppo si contano, a vario titolo, 3 giornalisti a cui se ne aggiungono, attraverso le società con gli incarichi di fornitura, altri due (si tratta di direttori responsabili di giornali online).

la cosiddetta Comunicazione e (si fa per dire) Informazione istituzionale, ai cittadini avezzanesi costa molto cara: la spesa sfiora i 15mila euro mensili, quasi 180mila euro nel solo 2024. A fine mandato, il sindaco Di Pangrazio brucerà per questa voce quasi un milione di euro.

Certamente, la cifra è per difetto ed è limitata ai soli stipendi e incarichi per la fornitura di servizi, escluse quindi dal calcolo tutte le spese di contorno, che sono anch’esse consistenti.

D’altra parte, a gravare sulle casse comunali per oltre 180mila euro l’anno è un vero e proprio esercito messo a libro paga dal Comune, reclutati per svolgere attività che spesso risultano simili tra loro.

A rendere il quadro ancora più fosco è la considerazione che spesso si tratta di personale reclutato tra giornalisti di varie redazioni, oppure di incarichi di fornitura assegnati a società editrici di testate giornalistiche o comunque ad esse collegate o riconducibili. Di fatto, con il ricorso massiccio a queste pratiche, l’Amministrazione Di Pangrazio ha prodotto la desertificazione e il condizionamento di buona parte della stampa locale con seri rischi non solo per la libertà di stampa ma anche per il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati.

Ad ogni buon conto, queste sono le spese relative al 2024 che, nonostante la scarsa trasparenza e l’opacità dimostrata su questo punto dall’Amministrazione comunale, siamo riusciti comunque a documentare. Ricordiamo che le cifre sotto riportate sono riferite ai costi mensili.

Portavoce istituzionale dell’Ente (Armando Floris): 2.916 euro [Per il documento CLICCA QUI]

Servizi giornalistici e informativi (Pierluigi Palladini): 1.000 euro [Per il documento CLICCA QUI]

Data Entry e implementazione comunicazione istituzionale e revisione pagine (Web Solution Alter Ego S.r.l.s., società editrice della testata Terre Marsicane) 732 euro [Per il documento CLICCA QUI]

Fornitura di servizi multimediali e di gestione social (A.L.E. S.r.l.s., amministratore e socio unico Germanico Patrelli) 2.690 euro [Per il documento CLICCA QUI]

Personale Staff del Sindaco (5 addetti) 8.872 euro mensili (la terza e il quinto della lista sono entrambi iscritti all’ordine dei giornalisti). Questi i componenti con le singole retribuzioni lorde, riferite a tutto il 2024:

Tra informazione e comunicazione spesso il confine è labile: è facile quindi sfociare nella propaganda. Se le spese per la comunicazione di un ente pubblico sono eccessive – e a maggior ragione se questa diventa propaganda – è una notizia e per chi fa informazione è un dovere pubblicarla. E, piaccia o non piaccia, è quello che SITe.it ha fatto e continuerà a fare.

A costo di diventare noiosi, ripetiamo ancora una volta che non abbiamo nulla contro i colleghi giornalisti che scelgono di occuparsi di comunicazione negli uffici stampa di enti pubblici o privati. E’ una scelta lavorativa legittima e rispettabile che in tanti svolgono con scrupolo, competenza e correttezza e che anzi a volte, per dirla tutta, non viene nemmeno retribuita come merita.

Sono tanti i colleghi che ricoprono il ruolo di Addetto stampa nei comuni o in altri enti pubblici marsicani e come SITe.it non abbiamo mai scritto una riga.

Ci occupiamo invece del caso di Avezzano perché – per volume di spesa, numero e tipologia del personale impiegato, disegno che sottende e pratiche messe in atto – è una pericolosa anomalia che mette a rischio sia il diritto dei cittadini ad essere informati, sia la credibilità della categoria di giornalisti davanti ai lettori.

Del problema della comunicazione istituzionale, dei condizionamenti alla libertà di stampa, del diritto dei cittadini ad essere correttamente informati e sulla trasparenza nell’informazione, SITe.it si è già occupato in passato, anche quando ad essere coinvolti erano giornalisti. Ad esempio in questo articolo del 2018 sul «Sistema Montante», per il quale abbiamo subìto anche un procedimento penale a Caltanissetta su denuncia di un collega, risoltosi poi con una archiviazione. Per rimanere sul locale, sempre sulla trasparenza nell’informazione ci siamo occupati nel 2019 con questo articolo sulla proprietà di marsicanews.com e con quest’altro sulla proprietà di avezzanoinforma.it, svelando che quella testata era riconducibile all’ex sindaco De Angelis.

Su questi temi, il nostro non può essere considerato un accanimento contro il sindaco Di Pangrazio (che tra l’altro ci è anche simpatico e che in questa fase consideriamo come il miglior alleato della nostra redazione), perché ce ne siamo occupati anche in passato e con altre amministrazioni: ad esempio con questo articolo relativo all’ex sindaco Gabriele De Angelis oppure quest’altro articolo sulle spese per gli Staff di De Angelis e del Commissario Passerotti. Insomma, come è normale che sia, l’oggetto di questo tipo di articoli non è un sindaco in particolare ma l’Amministrazione di turno.

Duole dirlo ma, insieme alla Giunta Di Pangrazio, ad essere responsabile della deriva avezzanese sono anche alcuni settori del mondo dell’informazione che assistono silenti a tutto ciò. Silenzio e omertà che SITe.it – giornalisticamente – ha deciso di rompere.

Sulla cappa opprimente con cui questo «Sistema» condiziona il diritto dei cittadini a una informazione credibile e libera da condizionamenti, quasi tutte le redazioni marsicane – ma per certi versi anche le stesse organizzazioni di rappresentanza dei giornalisti – sembrano contagiate da un misto di pudore, prudenza e autocensura: un silenzio imbarazzante che sfiora quasi l’omertà.

La strategia che ha silenziato buona parte delle redazioni locali è semplice ed efficace: assunzione in Comune di giornalisti, insieme ad incarichi per forniture esterne a società riconducibili a direttori di testate giornalistiche locali. Il bavaglio imposto alla stampa così è doppio: da una parte ci pensa la legge, che sanziona il dipendente che diffonde notizie che possono danneggiare il suo datore di lavoro; dall’altra è la deontologia professionale che impedisce a un giornalista– o almeno, dovrebbe – di scrivere articoli d’informazione sull’Ente per cui lavora.

A questo vanno poi aggiunte le discriminazioni e le forti pressioni praticate verso chi ha ancora le mani libere e continua a fare informazione: ad esempio, a esponenti di associazioni che chiedevano contributi per i loro eventi patrocinati dal Comune, qualche amministratore ha rinfacciato loro che purtroppo tra i soci del sodalizio figurava anche un collaboratore della nostra testata. Amministratori hanno avanzato rimostranze persino verso cittadini che semplicemente si erano permessi di rilasciarci interviste.

Ma succede anche di peggio: nonostante gli oltre 180mila euro di fondi pubblici spesi dal Comune per la cosiddetta “informazione e comunicazione istituzionale”, da molti mesi la nostra testata non riceve i Comunicati stampa diffusi dal Portavoce istituzionale del sindaco (che viene pagato, anche per questo, quasi 3mila euro al mese) e senza che nessuno dei colleghi giornalisti assunti in Comune trovi nulla da ridire.

Ma è successo anche di molto peggio. Nel corso di un consiglio comunale, il sindaco ha prima provocato e poi ha arbitrariamente ordinato ai vigili urbani di allontanare dall’aula il direttore di SITe.it che stava seguendo i lavori del consiglio. Anche qui, da parte del sindaco un abuso di potere e una intimidazione plateale ai danni di un giornalista, senza che nessuno dei colleghi – presenti in aula per svolgere le loro mansioni retribuite dal Comune – muovessero un dito in sua difesa. Sul grave episodio, una nota ufficiale è stata inviata a Prefetto, OdG, Presidente del Consiglio comunale e Sindacato giornalisti abruzzesi: oltre alla solidarietà dei cittadini e di diversi colleghi, l’unica reazione di cui abbiamo notizia è il comunicato di condanna di SGA.

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