Avezzano – “Smart city” ignorata: Angeloni inchioda Sindaco e Comune

Redazione
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Un j’accuse diretto, senza giri di parole. Oreste Angeloni, già responsabile dell’Organismo Consultivo Smart City istituito dal Comune di Avezzano, ha inviato a SITe.it una lettera aperta per denunciare quello che definisce un immobilismo amministrativo colpevole: progetti ignorati, occasioni mancate, nessuna visione strategica.

La missiva, indirizzata al sindaco, rimette in fila anni di proposte rimaste senza risposta: piattaforme dati, gemelli digitali urbani, sistemi di monitoraggio ambientale, videosorveglianza intelligente, persino un concorso di idee per coinvolgere scuole e cittadini. Tutto archiviato nel silenzio degli assessorati e degli uffici.

Una città ferma mentre le altre corrono

Angeloni non risparmia accuse: mentre molte città italiane accelerano su digitalizzazione e pianificazione basata sui dati, Avezzano resta ferma. Non solo: rinuncia a collaborazioni con università e centri di ricerca, ignora offerte di sperimentazioni gratuite, e lascia cadere nel vuoto persino la proposta del vigile di prossimità, figura di ascolto e prevenzione molto apprezzata dai cittadini.

Il risultato, scrive Angeloni, è un danno di immagine e credibilità che rischia di compromettere il futuro della città: meno competitività, meno attrattività per investimenti e fondi, più isolamento rispetto alle reti territoriali avanzate.

Il paradosso delle consulenze a pagamento

Ed è qui che la polemica si fa ancora più tagliente. Il Comune di Avezzano ha lasciato senza risposte le proposte concrete avanzate da una struttura dal lui stesso promossa, l’Organismo Smart City, proposte innovative sviluppate con il contributo di università, centri di ricerca e professionisti del territorio che hanno fornito il loro contributo all’organismo istituito dal Comune gratuitamente, salvo eventuali rimbosi spese.

In questi giorni, invece, si è assistito al paradosso dell’incarico da 40mila euro per attività di marketing territoriale e pianificazione strategica del “sistema-città”, una notizia che ha già suscitato polemiche e su cui riferiamo a questo LINK QUI.

La domanda diventa inevitabile: perché ignorare competenze già disponibili a basso costo e preferire consulenze onerose per i cittadini?

Domande scomode al Sindaco

La lettera di Angeloni è un elenco serrato di interrogativi rivolti direttamente al primo cittadino:

  • Perché Avezzano non ha valutato strumenti innovativi già pronti?
  • Chi, tra sindaco, assessori e dirigenti, ha deliberatamente ignorato richieste formali e documenti tecnici?
  • Qual è oggi la visione strategica dell’amministrazione?
  • L’amministrazione intende aprire un confronto pubblico e trasparente sullo sviluppo smart city o continuerà a procedere senza governance dell’innovazione?

Domande che non ammettono ulteriori rinvii, perché – avverte Angeloni – “Avezzano non può permettersi altri anni di immobilismo”.

La lettera aperta non è solo un atto di accusa: è un banco di prova per l’Amministrazione Di Pangrazio. La domanda che resta sospesa è semplice e tagliente: Avezzano vuole davvero diventare una smart city o preferisce restare indietro?

Questo il testo integrale della lettera aperta inviata a SITe.it da Oreste Angeloni, già responsabile Organismo Consultivo Smart City:

LETTERA APERTA AL SINDACO DI AVEZZANO

Avezzano ferma su smart city e innovazione urbana: progetti ignorati, mancata visione e occasioni perse. Il Sindaco spieghi perché.

Negli ultimi anni ad Avezzano sono state presentate numerose proposte per rendere la città più moderna, sicura, competitiva e partecipata.

Proposte concrete, sviluppate con il contributo di università, centri di ricerca e professionisti del territorio e che avrebbero portato benefici immediati a cittadini e imprese, migliorando sicurezza, qualità dei servizi e capacità di attrarre investimenti.

Proposte rimaste senza risposta, né da parte degli assessori competenti né da dirigenti.

Oggi, di fronte all’accelerazione di molte città italiane sul fronte della smart city e della pianificazione basata sui dati, il tema non è più una divergenza amministrativa: riguarda il futuro stesso di Avezzano.

Innovazione urbana: un’opportunità mancata

Tra le proposte presentate all’amministrazione figuravano strumenti indispensabili per una città moderna:

  • una piattaforma dati integrata per migliorare servizi, trasparenza ed efficienza;
  • un Gemello Digitale Urbano, oggi adottato da molte città italiane per pianificare interventi, ottimizzare costi, simulare scenari e gestire traffico e ambiente in modo intelligente;
  • un sistema avanzato di monitoraggio ambientale;
  • videosorveglianza intelligente per supportare la Polizia Locale e migliorare la sicurezza urbana;
  • un concorso di idee rivolto a scuole e cittadini per coinvolgere la comunità nei processi decisionali.

Sono progetti che avrebbero dato ad Avezzano un vantaggio competitivo, migliorato la qualità della vita, la sicurezza e portato risorse e investimenti. Eppure, nessuno di questi è stato valutato o discusso dagli uffici e dagli assessorati. Semplicemente ignorati.

Collaborazione con università e centri di ricerca: un valore ignorato

L’Organismo Consultivo Smart City — istituito dal Comune e composto anche da rappresentanti dell’Università dell’Aquila, del GSSI e del CNR — aveva chiesto una naturale collaborazione con l’Urban Center, in parte sovrapponibile per finalità e competenze.

Una sinergia che avrebbe portato valore scientifico, progettuale e istituzionale.

Anche questa richiesta è rimasta senza risposta.

È difficile comprendere perché Avezzano rinunci a un patrimonio di competenze che altre città considerano una risorsa preziosa per costruire una visione di sviluppo.

Sicurezza urbana: un progetto sperimentale mai considerato

Nel 2024 era stata offerta al Comune la possibilità di testare gratuitamente per tre mesi un sistema di videosorveglianza intelligente capace di:

  • analizzare in tempo reale flussi veicolari e pedonali;
  • rilevare anomalie e situazioni sospette;
  • supportare operativamente Polizia Locale e amministratori;
  • migliorare sicurezza stradale e vivibilità dei quartieri.

Nessun riscontro è arrivato da Polizia Locale, dirigenti o assessorato competente. Un’occasione persa per rendere Avezzano una città più sicura e controllata.

Il vigile di quartiere: presenza, ascolto, prevenzione

Accanto alla tecnologia era stata avanzata una proposta semplice e molto apprezzata dai cittadini: il vigile di prossimità. Una figura che, in molte città, rappresenta un punto di riferimento per residenti, commercianti e famiglie.

Una proposta coerente con le esigenze di sicurezza espresse dalla comunità, ma mai esaminata.

Un danno di immagine, credibilità e futuro

Ignorare progetti strategici, contributi specialistici e opportunità di collaborazione non significa soltanto perdere tempo: danneggia la competitività e la reputazione della città in un momento in cui l’innovazione è un criterio fondamentale per ottenere fondi, attrarre investimenti e partecipare a reti territoriali avanzate.

Mentre altre città accelerano su digitalizzazione, sostenibilità, sicurezza avanzata e partenariati pubblico-privati, Avezzano rischia di restare indietro e di consolidare un divario difficile da recuperare.

Sindaco, i cittadini meritano risposte chiare

  • Perché Avezzano non sta facendo lo stesso?
  • Per quale motivo l’amministrazione comunale di Avezzano non ha fatto ricorso al contributo gratuito e alle proposte già presentate dall’Organismo Smart City?
  • Perché l’Organismo Smart City — istituito dallo stesso Comune — non è stato ascoltato o coinvolto pienamente?
  • Per quale motivo strumenti innovativi come la piattaforma dati e il Gemello Digitale non sono stati neppure valutati?
  • Ritiene che il mancato ascolto degli esperti e l’assenza di confronto tecnico su temi di innovazione urbana siano coerenti con gli obiettivi di crescita e modernizzazione più volte dichiarati dall’amministrazione?
  • Può chiarire chi, all’interno dell’Amministrazione — Lei, gli assessori o i dirigenti — ha deliberatamente ignorato richieste formali, documenti tecnici e opportunità strategiche?
  • Perché non è stato avviato un confronto pubblico sui temi dell’innovazione, sullo spopolamento delle aree interne e sul futuro del Nucleo Industriale?
  • Ritiene accettabile che Avezzano continui a perdere competitività, mentre altre città di dimensioni simili avviano percorsi avanzati di digitalizzazione, sostenibilità e gestione urbana basata sui dati?

·       Qual è oggi la visione strategica e un piano dell’amministrazione che punti su innovazione, infrastrutture digitali, servizi integrati e partenariati pubblico-privati?

·       L’amministrazione intende aprire finalmente un confronto pubblico e trasparente sullo sviluppo smart city, coinvolgendo università, imprese, associazioni e cittadini, oppure continuerà a procedere senza un coordinamento centrale né una governance dell’innovazione?

Avezzano non può permettersi altri anni di immobilismo: la città ha bisogno di visione, dialogo, competenze e scelte coraggiose per tornare protagonista nella Marsica e in Abruzzo.

Un appello alla responsabilità

Il futuro della nostra città dipende dalla capacità di costruire una governance dell’innovazione che sappia valorizzare contributi tecnici, rapporti istituzionali e progettualità già pronte.

Serve trasparenza, confronto pubblico e una strategia chiara, perché i cittadini non meritano silenzi ma risposte, partecipazione e un percorso credibile verso una città moderna, sicura e sostenibile.

Oreste Angeloni, già responsabile Organismo Consultivo Smart City

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