Capistrello – Miseria umana travestita da spregevole furbizia è l’unico modo per definire il bieco gesto col quale ignoti hanno ripulito la casettina di legno, contenitore di libri lasciati gratuitamente dai lettori, in quello che in questi anni è diventato un luogo di scambio per diffondere conoscenza e per condividere non solo la passione per la lettura ma anche il piacere della scoperta di nuovi autori.
Il funzionamento di una little free library è semplicissimo: prendi un libro e lasci un libro. Nient’altro da capire. Rubare i libri da queste piccole oasi di cultura nel deserto del dilagante conformismo denota profonda povertà di valori e assoluto disprezzo per il bene comune.
Svuotare l’intera casetta del suo contenuto di libri è roba da balordi convinti di aver messo a segno un colpo astuto. Un gesto meschino che non fa più ricco chi lo compie ma impoverisce il resto della comunità.
D’altro canto non si può pretendere che certa gentaglia riesca a capire che le storie donate, condivise, lasciate a disposizione di chi ama leggere rappresentano altrettante chiavi che aprono le porte alle diverse sensibilità che i libri riescono a suscitare. Magari si toglie la possibilità di leggere a chi non può permettersi di comprare ogni romanzo in libreria.
Svuotare una Little Free Library è rubare alla comunità. È colpire un’idea semplice e rivoluzionaria: la cultura come bene libero. È un gesto vile che esprime un concetto pericoloso, quello di non credere nella condivisione, nel rispetto e soprattutto, nel prossimo.
In un post pubblicato sui social, l’Associazione Culturale Giovani di Capistrello ha riferito che proprio nella giornata di ieri, appena un’ora dopo aver collocato un’intera selezione di volumi donati dall’Istituto Abruzzese per la storia della resistenza e dell’Italia contemporanea, una ricca collana sulla storia del fascismo e della resistenza in Abruzzo, la biblioteca è stata completamente svuotata.
Sarebbe già la quarta volta, in meno di un mese, che atti di vandalismo simile si verificano subito dopo che la libreria viene rifornita. Le Little Free Library non andrebbero blindate né protette con telecamere: perderebbero la loro magia. Per questo motivo certi episodi vanno stigmatizzati con forza.
L’associazione si è rivolta alle autorità locali e al Sindaco per segnalare tali comportamenti e per chiedere maggiore attenzione. Ha rivolto inoltre un appello alla coscienza civile di chi ha compiuto questi gesti nella speranza di aprire uno spiraglio nelle loro coscienze.
Rubare libri a una comunità non è derubricabile come un piccolo furto perché è un gesto che descrive una società che non sa più distinguere il confine tra libertà personale e quella del prossimo. Ma questo forse si potrebbe capirlo leggendo qualche libro in più, magari preso in prestito dalla Little free Library.

