Capistrello e Cerchio: al posto del tradizionale carbone la Befana consegna toppe della X^ MAS

La scivolata dell’amministrazione comunale è stata l’occasione per un’analisi ad ampio raggio sulla situazione politica locale con la capogruppo del gruppo di opposizione Obiettivo Futuro, Dina Bussi.

Alfio Di Battista
Alfio Di Battista
9 Minuti di lettura

Capistrello – Le polemiche scatenate in paese sulle calzette della Befana contenenti patch della X^MAS hanno costretto il sindaco Ciciotti a prendere le distanze dalla ditta che ha organizzato l’evento. La medesima ditta ha fatto sapere che della stessa partita facevano parte anche le calzette distribuite al comune di Cerchio. Raggiunto telefonicamente, Tedeschi ha confermato che anche a Cerchio sarebbero stati trovati gli stessi simboli nelle confezioni.

La scivolata dell’amministrazione comunale è stata l’occasione per un’analisi ad ampio raggio sulla situazione politica locale con la capogruppo del gruppo di opposizione Obiettivo Futuro, Dina Bussi.

Che idea si è fatta di quanto è accaduto con le calze della Befana?

Innanzitutto rilevo poca attenzione da parte dell’amministrazione, molta superficialità e soprattutto l’attitudine a spendere i soldi dei cittadini senza criterio. Non è la prima volta che si fanno figuracce di questo tipo.

A cosa si riferisce?

Abbiamo l’esempio dei tamponi, quando scelsero di affidarsi a una ditta che poi si rivelò non essere iscritta alla camera di commercio. Anche in quel caso, tanti proclami e nessun fatto concreto a tutela dei cittadini. Adesso come allora, la presunta indignazione del Sindaco e le distanze prese dal Comune, sono frutto del fatto che qualcuno ha fatto emergere il problema, altrimenti tutto sarebbe passato in cavalleria.  

Lei cosa avrebbe fatto?

Credo che si sarebbero potute mettere in pratica altre iniziative più congeniali alla comunità. Ma a loro piace fare così. Credo abbiano speso sui duemila euro, che si sarebbero potuti usare coinvolgendo le attività commerciali locali, stabilendo quale dovesse essere il contenuto delle calze, il che, in termini di qualità, avrebbe garantito un risultato migliore.

È l’assessorato alla cultura che si occupa di questo genere di iniziative?

Di solito è così, anche se parlare di cultura con questa amministrazione, vuol dire raccontare iniziative il cui obiettivo principale è stato sempre quello di garantire un ritorno di immagine per se stessi. Sulla qualità delle iniziative evito ogni commento per carità di patria. Per dirne una: la celebrazione del 25 novembre, riguardante la violenza sulle donne, è stata tranquillamente dimenticata. Credo Capistrello sia stato l’unico centro a non aver promosso alcuna iniziativa su un tema così importante e attuale.   

Però è anche vero che sulla vicenda delle calze della befana, non è che il Sindaco o l’assessore potevano andare a controllarne il contenuto, una ad una.

Sicuramente no, ma almeno stabilire dei criteri, delle direttive. In fondo stiamo parlando di un regalo destinato a bambini molto piccoli. A questo punto dentro le calzette poteva esserci qualsiasi cosa. Paccottiglia varia, magari neanche certificata a norma di legge e quindi potenzialmente dannosa. Cosa ne sappiamo? Il vero dramma è la superficialità con cui si fanno le cose. Se l’approccio è questo, c’è da essere molto preoccupati.

Lei dice che questo modo di fare è indicativo dello stile di questa amministrazione?

Certo non ci facciamo una bella figura con chi ci guarda da fuori. Ho ricevuto telefonate da fuori regione di persone che mi conoscono, meravigliate di tanto pressapochismo. Non dimentichiamoci che questa amministrazione ha avuto il coraggio di sfidare a carte bollate l’ISTAT sul numero dei residenti in paese. Tanto gli avvocati per le cause li paghiamo noi cittadini, mica loro.

Della serie: il fine giustifica i mezzi!

Loro ritengono di poter fare qualsiasi cosa, ma quanto accaduto è un fatto molto grave. Tenga presente che già ieri, qualche genitore si era accorto del contenuto non proprio ortodosso delle calzette, ma si è ben guardato da farlo presente, essendo l’evento promosso da un’amministrazione il cui orientamento è ben chiaro.      

Un’osservazione che non lascia spazio a equivoci.

Guardi, a questo punto, come mamma, farei senz’altro una rivalsa verso il comune considerando la storia di Capistrello e ciò che accaduto qui appena 80 anni fa.

Tuttavia il Sindaco si è dissociato da questa cosa dicendo che farà valere le ragioni dell’Ente nelle opportune sedi.

Il sindaco dovrebbe scusarsi per quanto accaduto, perché l’istituzione va sempre salvaguardata, ma dubito lo farà mai. Non lo fece nemmeno di fronte a fatti ben più gravi che lo riguardavano in prima persona. Quindi si continuerà con questo atteggiamento di supponenza e di arroganza, che rispecchia quello di tutti i componenti della maggioranza. Per loro, la colpa è sempre di qualcun altro.

Nessuna attenuante quindi

A un’amministrazione che ci fa andare sui giornali sempre per qualcosa di negativo, quali attenuanti si possono concedere. Chiedessero scusa almeno. Provassero a muoversi in maniera meno superficiale e più oculata. Coinvolgendo le associazioni, per esempio. Perfino la Befana sarebbe sembrata più bella se a gestire l’evento fossero state chiamate in campo le associazioni locali.

Certamente questi fatti, si prestano facilmente alla strumentalizzazione politica visto che siamo in campagna elettorale.

Questa amministrazione è bravissima a strumentalizzare qualsiasi cosa accada per vestire sempre i panni della vittima. Penso che tutto sommato, dello spopolamento del paese, non gli importi più di tanto, soprattutto perché, sia il vice sindaco che il sindaco, possono ricandidarsi per il quarto mandato consecutivo. A quello stanno pensando loro, mica al paese che va sempre più indietro.

Eppure negli anni dell’amministrazione Ciciotti sono state realizzate piazze e rotatorie.

Cosa vuole che ci facciamo con le piazze, se poi restano deserte perché mancano le persone. Basta guardare Piazza Risorgimento com’è ridotta oggi. È ancora una piazza? O piuttosto una via di mezzo fra un parcheggio e una triste balera senza ballerini. Questa amministrazione è stata molto brava a creare luoghi senza anima e senza più storie da raccontare.

Cosa andava fatto secondo lei che invece non si è voluto fare?

Un’amministrazione che manda indietro un finanziamento per la realizzazione di un asilo nido con la giustificazione che non ci sono bambini, di fatto, accusa se stessa di non saper guardare oltre la punta del naso. Se non crei servizi come puoi aspettarti che i giovani restino! Cos’altro ci vuole per capire che abbiamo avuto a che fare con una compagine priva di idee e senza una visione?

Il fatto che alle prossime comunali si tornerà a votare con la preferenza secca, e non più con la doppia, uomo-donna, certifica che siamo realmente sotto i 5.000 abitanti.

Esattamente. In ogni caso le indennità se le sono prese come fossimo un comune con più di 5.000 abitanti. Tuttavia abbiamo fatto un esposto alla Corte dei Conti e attendiamo fiduciosi il riconoscimento delle ragioni dei cittadini che hanno pagato indennità agli amministratori superiori al dovuto.

La preoccupa il fatto che l’allontanamento degli elettori dalla politica sia, anche a livello locale, figlio delle continue polemiche che alimentano il dibattito pubblico?

Certamente è un fatto, inutile negarlo. L’incomunicabilità fra le diverse componenti politiche non agevola la risoluzione condivisa dei problemi ma d’altra parte tocca a chi governa dimostrare di voler collaborare. Se si ritiene di poter fare da soli ci si assume le responsabilità degli inevitabili errori che si fanno senza addossare la colpa agli altri.  

Condividi questo articolo