Capistrello e le sue frazioni raccontate attraverso l’evoluzione del linguaggio in un seminario a piazza Risorgimento

Alfio Di Battista
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Capistrello – Le caratteristiche di un popolo, la sua evoluzione sociale ed economica oltre che culturale, sono elementi strettamente connessi alla forma del linguaggio parlato, che si delinea in un continuo divenire in cui, la trasformazione dei luoghi abitati diventa essa stessa causa e ragione del mutare della lingua nel corso dei secoli.

Questo, a grandi linee, il contesto in cui martedì 15 luglio, alle ore 17.30 a Piazza Risorgimento, prenderà le mosse l’interessate incontro sul dialetto di Capistrello e delle sue frazioni, Corcumello e Pescocanale. L’evento è curato da Angelo Fracassi, studioso di storia locale.

Nel corso della presentazione verrà illustrato lo studio condotto nella scorsa primavera dal Prof. Davide Boccia sul dialetto proprio del territorio che, gli studiosi del settore, collocano nel gruppo “mediano” proprio dell’Italia centrale, in una fascia comprendente la maggior parte del Lazio, di tutta l’Umbria, e della zona centrale delle Marche, oltre a piccole aree della Toscana e dell’Abruzzo.

Secondo quanto riportato nella nota ricevuta dalla nostra redazione, il dialetto Capistrellano, come anche quello Corcumellano e Piscanalese, sono idiomi che possono essere inseriti nella varietà linguistica palentino-carseolana, assieme ai dialetti di Antrosano, Albe, Castelnuovo, Massa d’Alba, Alba Fucente, Sante Marie, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo e Carsoli.

Una classificazione che delimita un’area geografica ben precisa, differenziandola da altri dialetti della zona, definiti più propriamente “meridionali”.

«È la prima volta che viene condotto uno studio sistematico di questi particolari linguaggi con una analisi specialistica e approfondita, condotta dal Prof. Boccia, nativo di Opi, che nel laurearsi presso l’Università di Torino ha discusso la tesi di laurea in dialettologia dal titolo “Descrizione linguistica del dialetto di Opi (AQ) » Ci informa Angelo Fracassi.

Il Prof. Boccia, pur risiedendo in Piemonte, ha continuato nel tempo ad approfondire la tematica del dialetto dei paesi della provincia dell’Aquila producendo analoghi studi per i paesi della Vallelonga, dell’Alto Sangro, Alto Giovenco, Alto Sagittario, Altipiani Maggiori d’Abruzzo, Conca del Fucino, Altopiano delle Rocche e con questo studio ha incominciato ad affrontare la fascia più occidentale dell’Abruzzo: la Valle di Nerfa e la Valle Roveto.

Parallelamente agli studi sui dialetti, il prof. Boccia è anche autore di una ricerca sulla memoria geografica dei luoghi studiati, in particolare, riguardo Capistrello, Corcumello e Pescocanale ha raccolto la memoria di ben 343 toponimi riferiti a 322 luoghi; in alcuni casi si è riusciti anche a identificare siti legati a memorie del XIV e XVI secolo.

Alla ricerca hanno collaborato Annalisa De Meis e Angelo Fracassi (Capistrello), Maddalena Valente e Francesco Eligi (Corcumello), Emilia De Vecchis e Fabrizio Petroni(Pescocanale).

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