Valle Roveto – ll Contratto di Fiume della Valle del Liri è stato istituito nel 2018 con l’Accordo di Programma tra nove Comuni, Morino, Cappadocia, Castellafiume, Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita D’Antino, San Vincenzo Valle Roveto, Balsorano più Regione Abruzzo e Provincia dell’Aquila.
È un protocollo d’intesa fondato sui processi di programmazione negoziata e partecipata volto alla corretta gestione delle acque, e ha l’obiettivo di valorizzare i bacini fluviali a salvaguardia dell’ambiente attraverso pratiche di contenimento del rischio idraulico e di sviluppo locale sostenibile.
Questo strumento, recepito da comuni, enti, associazioni e cooperative, ma anche da operatori economici privati, favorisce una governance partecipata creando terreno fertile al dialogo e una visione orientata alla gestione sostenibile dei bacini idrografici e delle aree limitrofe.
Il Contratto di Fiume della Valle del Liri può svolgere un ruolo fondamentale per il buon esito della riapertura della Provinciale Simbruina Sp63, proponendosi come garante di un progetto rispettoso dell’ambiente e degli ecosistemi fluviali e montani.
La Valle del Liri è soggetta a erosioni, frane e alluvioni, fenomeni rispetto ai quali è necessario mettere in campo interventi manutentivi di sistemazione idraulica e forestale per contenere i rischi idrogeologici lungo il tracciato della strada. Tali azioni vanno armonizzate nel contesto naturale ricorrendo a soluzioni architettoniche e ingegneristiche poco invasive.
Il Forum del Contratto di Fiume può essere il luogo ideale per il confronto fra stakeholder ma anche per informare e sensibilizzare le comunità sui benefici della riapertura della SP63. Può qualificare meglio le priorità e le esigenze dei diversi attori aderenti, raccontando l’interregionale Simbruina e il Fiume Liri come forti attrattori turistici.
Sicuramente è uno strumento che può facilitare il dialogo fra le regioni Abruzzo e Lazio. Grazie alla sua rete, può aiutare a identificare e ad accedere a finanziamenti europei, nazionali e regionali finalizzati al progetto. Può dare sostegno a una visione olistica del territorio, integrando la riapertura della SP63 con altri interventi di sviluppo locale.
Può contribuire a creare connessioni fra la SP63 e le risorse naturali e culturali della Valle del Liri: sentieri escursionistici, ciclabili e aree fluviali attrezzate. Può promuovere e supportare campagne di marketing territoriale per attrarre visitatori, evidenziando il legame tra la strada, il fiume e il patrimonio locale. Può valorizzare attività come rafting, pesca sostenibile, visite ai borghi storici e degustazioni enogastronomiche, diversificando l’offerta turistica.
Attraverso il Contratto di Fiume si può istituire un sistema di monitoraggio per verificare che i lavori di riapertura della SP63 rispettino gli standard di sostenibilità. Una volta riaperta la strada può promuovere iniziative di cura e manutenzione del territorio supportando studi per misurare i benefici economici, sociali e ambientali del progetto, immagazzinando dati utili per future iniziative.
Azioni concrete possono essere gli incontri tra i firmatari del Contratto di Fiume e i promotori del progetto per definire obiettivi comuni e strategie condivise. Avviare piccoli interventi dimostrativi, come la riqualificazione di un tratto della SP63 o la creazione di un’area di sosta eco-sostenibile, per testare le potenzialità del progetto.
Il Contratto di Fiume può coinvolgere gli studenti in progetti educativi inerenti il territorio, creando un legame emotivo con la SP63 e il Fiume Liri. In buona sostanza, può diventare un alleato strategico per il successo del progetto di riapertura della Simbruina nell’ambito della sostenibilità ambientale e con la partecipazione attiva delle comunità di concerto con istituzioni.
In definitiva, se istituzioni e politica, riuscissero a mettere in campo la necessaria volontà per traguardare una visione ampia di sviluppo territoriale, si potrebbe attivare un modello efficiente, e soprattutto condiviso, di riqualificazione sostenibile per le aree montane e fluviali, sicuramente esportabile e replicabile anche su altri territori.







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