Elezioni comunali a Pescina: sfida per la vittoria fino all’ultimo voto

Elettori in bilico fra il divorzio consumato in seno alla maggioranza e la proposta di rinnovamento di Scamolla

Alfio Di Battista
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PESCINA – La corsa per il Palazzo Municipale non è mai stata così intricata. A Pescina, dove la politica si respira tra i vicoli che hanno dato i natali a Silone, la campagna elettorale 2026 sta svelando trame che vanno ben oltre i manifesti elettorali. Al centro del dibattito, tre liste civiche che contengono un mosaico di storie, idee e legami di sangue.

Il dato politico che continua a far discutere è lo scontro frontale tra il Sindaco uscente Mirko Zauri (Valori in Comune) e il suo Vice, Luigi Soricone (Insieme per Pescina e Venere). Dopo cinque anni di amministrazione condivisa, la loro separazione al fotofinish ha generato un certo stupore e tanta meraviglia.

Per l’opinione pubblica questa mossa porta con sé un dato non facile da decifrare: come può una squadra che ha governato insieme fino a ieri, presentarsi oggi, l’una come alternativa dell’altra?

Un vero e proprio “strappo” fra i due ex alleati, Sindaco e Vicesindaco, entrambi esponenti di un centrodestra che in Marsica rimane ancora saldamente al governo di diversi comuni ma che a Pescina, invece, rischia di cedere il passo ad Alfonsino Scamolla alla guida di una lista civica (RADICI E FUTURO).

Scamolla, rimasto coerentemente all’opposizione, osservatore attento delle dinamiche di giunta, si presenta oggi come rappresentate della discontinuità, forte di una squadra che vede la partecipazione di diversi volti nuovi, pronti a raccogliere i voti di coloro che si sono sentiti traditi dalla frammentazione della maggioranza.

Un elemento cruciale di questa tornata elettorale scaturisce proprio dalla natura delle liste. Tutte si presentano col vessillo del civismo, ma basta scorrere i nomi dei candidati consiglieri per accorgersi di come, ognuna delle compagini in campo, possa essere, a ragione, valutata come una sorta di “laboratorio politico”.

Al loro interno convivono figure di diversa estrazione: dalla destra sociale ai moderati, fino alla sinistra progressista e al cosiddetto campo largo. Un mix che garantisce, da un lato, un’ampia rappresentanza, dall’altro invece pone una sfida: la capacità di fare sintesi dopo il voto. Un compito quest’ultimo, prevalentemente politico, prerogativa del Sindaco eletto.

Un sindaco capace di fare sintesi fra la rappresentanza istituzionale e la lungimiranza politica, sa perfettamente che in un comune come Pescina non si può ignorare l’elemento che più di ogni altro caratterizza le amministrative: il voto di parentela.

A Pescina come in tutti i comuni della Marsica, le famiglie sono radicate e ramificate; per questo le liste vengono costruite con una precisione chirurgica, per intercettare blocchi familiari e pacchetti di voti legati ai cognomi storici del territorio e delle frazioni.

Spesso la scelta dell’elettore non cade sul programma più convincente, ma sul cugino, sul nipote o sul vicino di casa inserito in lista. Un’arma a doppio taglio: Se da un lato la parentela garantisce uno zoccolo duro di preferenze, dall’altro può creare “cortocircuiti” sociali, sparigliando intere famiglie tra schieramenti opposti.

Pescina si appresta quindi a votare in un clima di incertezza. Il paradosso è servito: Zauri deve difendere la sua eredità amministrativa nonostante il divorzio non consensuale dal suo vice Soricone che deve dimostrare di essere “nuovo” nonostante abbia amministrato per un intero mandato insieme a Zauri.

Scamolla tenta di capitalizzare con una proposta concreta e una squadra molto motivata, senza curarsi troppo delle sventure della maggioranza. La partita si giocherà nelle ultime ore: tra chi sceglierà con la testa, valutando la coerenza politica, e chi sceglierà col cuore (o con il DNA), seguendo i legami familiari.

In questo intreccio tra profili civici eterogenei e veleni post-giunta, il futuro di Pescina è più che mai un’incognita. Una cosa è certa: la vittoria passerà per la capacità di ricucire una comunità che questa campagna elettorale sta mettendo a dura prova.

In una città che ha insegnato al mondo cos’è la dignità dei “Cafoni” attraverso la penna di Silone, il vero vincitore sarà chi saprà restituire a Pescina una guida solida e credibile, con un profilo che va oltre le parentele, le promesse dal respiro corto e gli inutili tatticismi.

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