Programma abnorme, criteri opachi e un settore lasciato senza nuove guide. I dati ufficiali, nascosti e diffusi solo a chi ha presentato domanda di accesso agli atti, smentiscono la narrativa trionfale del Ministero del turismo: meno del 2% gli idonei, un impianto d’esame che, secondo i candidati, sembra progettato per escludere, non per selezionare: Su oltre 12 mila partecipanti, solo 230 idonei.
Il comunicato del comitato Guide Future, che pubblichiamo integralmente in allegato, mette a nudo ciò che molti nel settore sospettavano da mesi: l’esame nazionale per le guide turistiche, annunciato dalla ministra Daniela Santanchè come un successo politico, si è rivelato un clamoroso fallimento amministrativo.
Il Ministero del turismo ha diffuso i risultati solo a chi ha fatto accesso agli atti, senza alcuna pubblicazione ufficiale. E i dati sono difficili da difendere:
- 29.228 domande,
- 12.191 partecipanti reali,
- 230 idonei allo scritto.
Numeri che parlano da soli: meno del 2%. Una percentuale che, nel mondo reale, non viene interpretata come “severità”, ma come errore di progettazione.
Un esame che sembra fatto per escludere, non per selezionare
Il programma è stato ampliato in piena estate, con oltre 500 siti da studiare in 20 regioni, senza bibliografia né criteri. Otto mesi di attesa tra domanda e prova.
Domande che, secondo molti candidati e guide già abilitate, non avevano alcuna attinenza con la professione.
Il Ministero ha liquidato le critiche dei candidati definendole “singolari”. Ma il comunicato di Guide Future ribalta la prospettiva: non è in discussione la severità, bensì l’insensatezza di una prova che sembra costruita per far fallire la maggior parte dei partecipanti.
Un danno per il settore, non un passo avanti
Il risultato è un esame costoso, finanziato con risorse pubbliche, che non produce nuove guide e non risponde alle esigenze di un comparto che vale oltre il 10% del PIL.
Secondo il comitato, questo modello non rafforza il sistema: lo indebolisce, spingendo verso patentini esteri e alimentando l’abusivismo.
Una situazione ormai difficile da ignorare: da una parte la narrazione politica della “svolta”, dall’altra i numeri, le testimonianze e le criticità che emergono dal settore.
Un esame nato per sbloccare la professione rischia di diventare il simbolo di un’occasione mancata. E il dibattito, dopo questi dati, è destinato a farsi ancora più acceso.
Questo il testo integrale del comunicato stampa del comitato “Guide Future”:
COMUNICATO STAMPA
Esame nazionale Guide turistiche 2025: è colpa di chi?
Dopo oltre dieci anni di blocco normativo, a novembre 2025 si è svolto l’esame nazionale di abilitazione alla professione di Guida Turistica, presentato dalla Ministra Daniela Santanchè come una svolta storica.
Grazie all’accesso agli atti richiesto dai candidati e a pochi giorni dalla scadenza per presentare ricorso, il 16 gennaio il Ministero del Turismo ha trasmesso, ai soli richiedenti e senza pubblicazione sui propri canali, i risultati ufficiali della prova scritta. Dati che evidenziano un fallimento dell’impianto d’esame, e non dei candidati, contrariamente a quanto sostenuto dal Ministero in dichiarazioni rilasciate alla stampa.
Su 29.228 domande presentate entro febbraio 2025, solo 12.191 candidati hanno effettivamente sostenuto la prova del 18 novembre 2025. Tra le cause ci potrebbero essere oltre 8 mesi di attesa dell’esame e l’abnorme ampliamento del programma a luglio 2025, con oltre 500 musei, centri storici, parchi archeologici, cattedrali e palazzi, distribuiti in 20 regioni, senza bibliografia né criteri di approfondimento.
Gli idonei alla prova scritta sono stati 230, meno del 2% dei candidati, con l’esclusione anche di laureati magistrali in discipline storico-artistiche e archeologiche.
Il Ministero ha affermato che “è singolare che si contesti un esame di abilitazione perché severo”. In realtà, il problema non è la severità, ma l’insensatezza della prova, come riconosciuto anche da numerose guide turistiche già abilitate. Una preparazione insostenibile e priva di utilità rispetto all’esercizio reale della professione, che fa emergere il sospetto di una procedura concepita per disincentivare e limitare le abilitazioni.
L’esame nazionale per l’abilitazione delle guide turistiche, finanziato con risorse pubbliche, ha prodotto risultati irrilevanti per un settore che vale oltre il 10% del PIL. Un modello che disperde competenze e opportunità occupazionali e che, invece di rafforzare il sistema, alimenta il ricorso a patentini esteri e l’abusivismo.
22 Gennaio 2026
Per contatti: +39 333 6315730
Guide Future, Comitato per un Vero ed Equo Accesso alla Professione di Guida Turistica

