Estate insieme agli Amici dell’Emissario per visitare lo sbocco della galleria dell’imperatore Claudio

Alfio Di Battista
Alfio Di Battista
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Quando la Roma degli Imperatori decise di prosciugare il grande lago dei Marsi.  

Capistrello – Era il 9 dicembre del 2017 quando gli Amici dell’Emissario organizzarono il seminario sulla galleria Claudiana che ancora oggi consente alle acque del Fucino di affluire nel Liri, sotto al borgo antico di Capistrello. Lo scopo dell’evento fu quello di sollecitare le istituzioni ad intervenire per preservare l’arco romano prima che l’incuria e le intemperie ne decretassero la fine.   

Fu un grande successo, con la sala del ristorante La Villetta strapiena, tanto da costringere gli organizzatori ad aggiungere altri posti per consentire al pubblico di accomodarsi, e nonostante ciò, molti seguirono la manifestazione restando in piedi pur di non perdersela.

D’altra parte il qualificato tavolo dei relatori invitati a Capistrello dagli Amici dell’Emissario fu probabilmente una delle ultime occasioni in cui, i maggiori esperti del prosciugamento del lago, si ritrovarono, tutti insieme, a discutere della grande opera di ingegneria idraulica realizzata duemila anni prima dagli antichi romani.   

La parte tecnico scientifica fu affidata a esperti di riconosciuta fama come il compianto prof. Ezio Burri dell’Università dell’Aquila che parlò del valore dell’Emissario nell’ambito dell’auspicato Parco Multiculturale del Fucino. Il prof. Franco Salvatori, allora preside di facoltà a Tor Vergata, enfatizzò l’importanza delle sinergie fra gli stakeholder del territorio ai fini della valorizzazione dei beni culturali.

E ancora, la dott.ssa Laura Saladino, all’epoca presidente dell’Archeoclub di Avezzano, relazionò sugli interventi manutentivi all’Emissario da parte di Federico II° in epoca medievale. Il prof. Angelo Ferrari del CNR introdusse una riflessione incentrata sugli impatti ambientali e sulle modificazioni indotte nel comprensorio marsicano dal prosciugamento del lago.

E come non ricordare lo scomparso prof. Claudio Mocchegiani, docente di Archeologia subacquea presso diverse università, che raccontò lo stato di conservazione di varie opere idrauliche del mondo antico. Le conclusioni furono della dr.ssa Rosaria Mencarelli, Sovrintendente Regionale MIBACT, la quale sottolineò la necessità di inserire tale opera in un progetto strategico complessivo più ampio.

In quell’occasione, la Mencarelli annunciò lo stanziamento di 250.000 euro per il consolidamento e la messa in sicurezza dell’arco monumentale allo sbocco dell’Emissario, ritenendo che l’ente da lei presieduto, assieme alla Camera di Commercio e ai Comuni, fra cui Capistrello, avessero l’obbligo di fare sistema perseguendo obiettivi più alti attraverso una governance qualificata, capace di orientare verso un sentire comune Enti Locali, Ministero e Regione.

Passarono altri quattro anni e mezzo, prima che il MIBACT affidasse formalmente i lavori a un’impresa, la TRILITE S.r.l. di Atina, in provincia di Frosinone, il 12 maggio del 2022. Ma le operazioni sono partite solo dopo ulteriori mesi, persi per risolvere questioni legate alla sicurezza del cantiere, dal momento che quest’ultimo, di fatto, è installato su un’opera idraulica tutt’ora funzionante.

La durata prevista dei lavori è di cinque mesi, e questi consistono nel consolidamento della struttura in vari punti. Dalla volta alle strutture murarie portanti. Il progetto prevede ovviamente la conservazione dell’opus reticulatum, tipica tecnica edilizia di epoca romana, costituita da cubetti di pietra tronco-piramidali collocati con la base a vista e disposti con un’inclinazione a 45 gradi.

Da qualche settimana lo sbocco dell’Emissario è rivestito da impalcature, mentre il tratto di sentiero che sovrasta l’arco romano, è chiuso da transenne che delimitano l’area interessata dai lavori in corso. Per questa ragione tutte le visite in programma quest’estate, prenderanno avvio dalla piazza del municipio, da dove si scenderà verso il fiume, percorrendo via Piero Masci.  

Una piccola variante che tuttavia non impedisce di continuare a fare escursioni nell’area archeologica, evidentemente contando su un percorso alternativo, già noto, perché tracciato sui tabelloni illustrativi e non meno suggestivo, sia dal punto di vista della godibilità del paesaggio, sia sul piano della bellezza naturalistica.

Gli Amici dell’Emissario, anche quest’estate saranno a disposizione per raccontare ai visitatori di quando la Roma degli Imperatori decise di prosciugare il grande lago dei Marsi.  

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