Fiume Liri sotto esame, parte il monitoraggio: il Contratto di fiume decisivo per la tutela del corso d’acqua

Alfio Di Battista
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Valle Roveto – Dopo la moria di pesci verificatasi nell’agosto scorso a Capistrello, fra lo sbocco dell’Emissario Claudio/Torlonia e Pescocanale, verrà installato un sistema di controllo in tempo reale dell’asta fluviale tra Capistrello e Balsorano.

L’iniziativa, frutto dell’interlocuzione fra il Contratto di Fiume della Valle del Liri e la Regione Abruzzo, è il primo passo di un percorso condiviso che ambisce a una forma di governance dell’acqua volta a coordinare enti, istituzioni e competenze per individuare le cause degli episodi anomali e intervenire tempestivamente. Il fiume Liri finisce quindi sotto osservazione speciale.

Si propone dunque un piano di monitoraggio continuo nel tratto compreso tra Capistrello e Balsorano, con l’obiettivo di individuare le anomalie mentre si manifestano e raccogliere dati utili a risalire alle loro cause.

Il progetto prevede l’installazione di sonde multiparametriche nei punti più sensibili del corso d’acqua, capaci di rilevare i parametri ambientali ogni 15 minuti e di attivare allarmi automatici in caso di valori fuori dai limiti.

Parallelamente, un campionatore automatico refrigerato consentirà di prelevare acqua per le successive analisi, anche su pesci, macroinvertebrati e sedimenti.

Ma la novità più importante non è soltanto tecnologica quanto il ruolo del Contratto di fiume come strumento di coordinamento, conoscenza e tutela ambientale, indispensabile per superare controlli frammentati e interventi che rischiano di arrivare quando l’evento inquinante è già passato.

Da anni, infatti, il Liri è interessato da fenomeni ricorrenti, soprattutto nei periodi di magra e durante la stagione calda.

Tra le possibili pressioni da verificare figurano il collegamento idraulico con il Fucino, gli scarichi e gli sfioratori dei depuratori della Valle Roveto, le derivazioni e le restituzioni idriche, con possibili variazioni di portata e temperatura.

Si tratta di fattori da accertare attraverso misurazioni e analisi, senza anticipare conclusioni sulle responsabilità.

Per affrontare il problema, il Contratto di fiume ha proposto alla Regione Abruzzo l’attivazione di un tavolo tecnico che coinvolga ARTA, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, Consorzio di Bonifica Ovest, Autorità di bacino, Consorzio Acquedottistico Marsicano, Genio Civile e gli altri enti competenti.

La Regione ha manifestato disponibilità a sostenere l’iniziativa, partendo dalla condivisione dei dati esistenti e dalla definizione delle ulteriori verifiche necessarie.

Anche il finanziamento rappresenta un elemento concreto di questo nuovo approccio per la tutela del fiume.

I costi delle centraline di monitoraggio e del controllo per i successivi due anni rientrano negli interventi già finanziati dalla Regione nell’ambito del Contratto di fiume Liri, attraverso i fondi FSC e FESR 2021-2027.

La sfida, dunque, è trasformare la collaborazione istituzionale in un sistema stabile di prevenzione. Tutelare il Liri non significa soltanto intervenire dopo una moria di pesci, ma conoscere le dinamiche del fiume, misurare gli effetti delle attività umane e individuare tempestivamente le situazioni di rischio.

Il Contratto di fiume può diventare il luogo in cui le informazioni si trasformano in decisioni e le competenze dei singoli enti convergono in una strategia comune.

Un passaggio necessario per proteggere l’ecosistema del Liri, garantire maggiore trasparenza sui controlli e costruire una tutela concreta del patrimonio idrico della Valle Roveto.

La vera misura del successo sarà la capacità di passare dal monitoraggio alla prevenzione, e dalla disponibilità dichiarata delle istituzioni a risultati verificabili sul campo.

in basso il comunicato stampa del Contratto di Fiume

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