Fogne di Avezzano – ARAP condannata a risarcire quasi mezzo milione di euro

"IL GIALLO" di SITe.it: «Uno spettro si aggira nelle viscere di Avezzano: lo spettro delle fogne. Tutte le autorità locali si sono chiuse in un assordante silenzio per scacciare questo spettro: il Comune e la Procura, il Cam e l’Arap, l’Arta e la Regione, le associazioni agricole e il Consorzio di bonifica. È ormai tempo che i cittadini facciano sentire la loro voce…». In questo numero - «C'è un giudice a Berlino!» - la battaglia solitaria di Vincenzo Santori

Angelo Venti
Angelo Venti
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Nella foto: Antonio Morgante, Direttore generale ARAP Abruzzo

«Ci sarà pure un giudice a Berlino!», invocava nel XVIII secolo il mugnaio Arnold che aveva perso il suo mulino a causa dei soprusi subìti da parte del conte di Schmettau e del barone von Gersdof.

E un giudice che gli ha reso giustizia Vincenzo Santori, imprenditore avezzanese, invece che a Berlino lo ha trovato presso la Sezione civile del Tribunale di Avezzano, a cui si era rivolto nel 2018 citando per danni l’ARAP, l’Azienda Regionale Attività Produttive.

Secondo l’imprenditore, la condotta fognaria realizzata dall’Arap per convogliare i liquami delle fogne della città di Avezzano dallo scarico di Puzzillo fino al secondo depuratore di Borgo Via Nuova, per molti anni ha sversato i liquami su un ettaro di terreno edificabile, di sua proprietà, rendendolo inutilizzabile a scopo edificatorio.

Concluso il processo, il giudice Mario Cervellino ha infine emesso la sentenza con cui ha respinto tutte le eccezioni, giustificazioni ed argomentazioni opposte dall’ARAP, condannandola a risarcire i danni causati a Santori, insieme alle spese legali sostenute dalle parti. In sintesi questa sentenza – di primo grado – così conclude:

Il Tribunale di Avezzano nella causa iscritta al n. 884/2018 RG affari contenziosi […] accoglie la domanda attorea e, per l’effetto, condanna ARAP, in persona del legale rappresentante pro tempore, al risarcimento dei danni subiti dall’attore in conseguenza delle condotte negligenti assunte, che si liquidano equitativamente in euro 380mila, oltre rivalutazione e interessi al saggio legale dalla domanda al saldo; rigetta la domanda di chiamata in garanzia del Consorzio acquedottistico marsicano s.p.a.; condanna ARAP, in persona del l.r.p.t., alla rifusione delle spese di lite in favore dell’attore e del terzo chiamato, che si liquidano in euro 7.716 per ciascuno, oltre accessori come per legge. Così deciso in Avezzano il 2 maggio 2024”. [ per scaricare il pdf con la sentenza completa CLICCA QUI ]

Per le già disastrate casse dell’ARAP, dal punto di vista economico, questa condanna al risarcimento dei danni rappresenta una bella mazzata, soprattutto dopo aver rifiutato le molto più vantaggiose offerte di transazione bonaria avanzate in questi anni dal Santori.

Ora per effetto della sentenza, ai 380mila euro di risarcimento riconosciuto dal giudice vanno infatti sommati anche gli oltre 15mila euro di rimborso di spese legali alle controparti e a cui si aggiungono anche 36mila euro di interessi legali e altri 64mila euro di rivalutazione del capitale. Il totale dell’esborso a carico delle casse dell’ARAP ammonta, ad oggi, a oltre 495mila euro, cifra che continuerà a crescere per ogni giorno di ritardo nel pagamento.

Ma tali spese sono probabilmente destinate a lievitare ulteriormente anche per altri motivi.

Il Consiglio di amministrazione dell’ARAP, infatti, ha deciso di incocciare ancora su questa storia: con la Delibera del C.d.A. n. 132 del 3 giugno 2024 ha scelto di ricorrere in appello contro la sentenza del giudice Cervellino e contestualmente ha conferito l’incarico ad un legale per una spesa di altri 9mila euro.

Va da sé che, nel caso anche l’appello si risolvesse per l’Arap in un nuovo buco nell’acqua, a queste spese rischiano di aggiungersi anche gli ulteriori costi di interessi, rivalutazioni e spese legali.

Una storia incredibile, quella della condotta dell’ARAP, che SITe.it aveva raccontato nei dettagli in questo articolo QUI.

La decisione di realizzare la condotta – che convoglia le acque dallo scarico della rete fognaria di Avezzano in località Puzzillo fino al secondo depuratore costruito dall’ARAP a Borgo Via Nuova – risale almeno al 2012 e i lavori furono ultimati a fine 2014.

Emersero subito alcuni problemi di progettazione e soprattutto di realizzazione, tra cui una strozzatura che di fatto dimezzava la sezione della condotta e che causava frequenti e consistenti sversamenti di liquami proprio sul terreno edificabile del Santori.

Non solo: la portata più che dimezzata della condotta fognaria ha causato per dieci anni anche il dirottamento di buona parte dei liquami fognari di Avezzano direttamente nei canali irrigui del Fucino, senza passare nei due depuratori al servizio della città.

Insomma, si tratta di un’opera che sarebbe costata almeno 600mila euro di fondi pubblici e realizzata comunque con difetti gravi e i cui responsabili – da ricercare tra Progettista, Ditta realizzatrice, Direttore dei lavori, Collaudatore dell’opera e Committente – sono ancora ignoti. Una vicenda su cui c’è anche chi ipotizza il danno erariale.

Certamente questa della condotta ARAP è una storia ancora da approfondire e che riserverà molte sorprese, così come la situazione più generale dell’intera rete fognaria cittadina che versa in uno stato pietoso e che ha visto Avezzano finire – nel silenzio assordante dell’Amministrazione Di Pangrazio – nell’elenco della quarta “Procedura di infrazione europea in tema di collettamento, fognatura e depurazione”.

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