Fogne di Avezzano – ARTA conferma inquinamento a Puzzillo e “avverte” le altre autorità

Alla fine il Direttore Arta fornisce i dati: inquinamento 160 volte oltre il limite. Poi rivela: scarico rete fognaria di Avezzano è senza autorizzazione regionale. Infine avverte le altre autorità: “situazione nota ad Arta, forze dell’ordine, Regione: noi stiamo facendo la nostra parte”

Angelo Venti
17 Minuti di lettura

Il Direttore generale dell’ARTA Maurizio Dionisio ha reso noto i dati dell’inquinamento riscontrato dai tecnici nello scarico della rete fognaria di Avezzano in località Puzzillo: “i nostri laboratori hanno evidenziato un superamento di 800mila unità di escherichia coli contro le 5mila previste dalla legge.”

Secondo i dati forniti dal direttore dell’ARTA, quindi, il livello di inquinamento delle acque reflue della città e che confluiscono nei canali del Fucino rusulterebbe 160 volte più altro del livello massimo consentito dalla legge: a rischio l’uso delle acque a fini irrigui.

Il Direttore generale dell’ARTA, confermando l’inquinamento da colibatteri fecali, dà quindi ragione a quanto sostenuto da SITe.it nei nostri articoli dei giorni scorsi. A preoccupare, sotto l’aspetto ambientale, sono poi gli accenni del Direttore a possibili altri inquinamenti delle acque reflue anche di natura chimica.

Al Direttore generale dell’ARTA Maurizio Dionisio è bastata infatti una notte per decidersi a tirare fuori e rendere noti i dati sull’inquinamento provocato dai liquami delle fogne della città di Avezzano.

Ricordiamo che la notizia che la maggior parte dei liquami delle fogne della città di Avezzano veniva sversata nei canali irrigui SENZA passare per i depuratori era stata resa pubblica lunedì 5 febbraio proprio da SITe.it con questo ARTICOLO QUI .

A testimoniare il ravvedimento notturno dell’ARTA nel rendere pubblici i risultati delle sue analisi è la tempistica stessa con cui il Direttore generale Maurizio Dionisio ha rilasciato le sue dichiarazioni in due servizi andati in onda sul Tg3-Abruzzo, davanti al microfono retto dalla mano del giornalista Antonio Monaco.

Il primo servizio, infatti, è andato in onda nell’edizione serale del 6 febbraio, il secondo in quella delle ore 14 del 7 febbraio, anche se questo secondo servizio era già pubblicato sul sito di rainews dalla tarda mattinata.

E’ successo che proprio nelle poche ore tra i due servizi televisivi – cioè all’alba del 7 febbraio – SITe.it aveva pubblicato un secondo articolo in cui rendevamo noti i risultati delle analisi disposte autonomamente dalla nostra redazione, che certificavano l’inquinamento delle acque. Questo è l’articolo:

Non è da escludere che forse è stata proprio la pubblicazione di questo nostro articolo ad aver convinto l’ARTA a rendere pubblici anche i risultati delle proprie analisi, che evidentemente avevano già nel cassetto.

Quello che ne è venuto fuori è un siparietto comico che ben si evince da questo video, dove mettiamo a confronto le due dichiarazioni – rilasciate entrambe al tg3 regionale a meno di 24 ore di distanza una dall’altra – proprio dal Direttore generale dell’ARTA Maurizio Dionisio:

Le due dichiarazioni rilasciate al Tg3-Abruzzo dal Direttore generale – indipendentemente dai risultati delle analisi materializzatisi in poche ore e al netto di alcune altre affermazioni curiose – contengono in realtà molti altri spunti e notizie che – se confermate – hanno dell’incredibile.

Si tratta di un concentrato di elementi e di indizi che aprono la strada a molte altre riflessioni e scenari, la cui importanza forse è sfuggita anche all’autore dei due servizi rai: il giornalista, molto probabilmente, potrebbe non essersi nemmeno accorto di trovarsi involontariamente davanti a dei veri scoop.

E’ il primo servizio del Tg3-Abruzzo, quello della sera del 6 febbraio, a firma del giornalista rai Antonio Monaco. La stessa mattina il quotidiano “Il Messaggero” aveva pubblicato sulla stessa notizia un articolo di Manlio Biancone che, citando la fonte, rilanciava e approfondiva la notizia pubblicata il giorno prima da SITe.it

Il giornalista rai Antonio Monaco inizia cosi il suo servizio: “La segnalazione è giunta da diversi cittadini che lamentano il fatto che i liquami delle fogne della città di Avezzano finiscono direttamente nel Fucino senza passare per i depuratori. l’Arta ha effettuato dei prelievi per capire se c’è o meno un tasso importante di inquinamento o se è tutto nella norma. Il Direttore generale Maurizio Dionisio è in attesa dei riscontri microbiologici“.

In sintesi, il giornalista parla chiaramente dei liquami delle fogne della città di Avezzano che finiscono direttamente nel Fucino senza passare per i depuratori, dei prelievi effettuati dall’ARTA e del Direttore che è in attesa dei risultati. Questo invece è quanto risponde il Direttore generale dell’ARTA Maurizio Dionisio:

Un nuovo intervento di ARTA Abruzzo, insieme al Corpo Forestale dello Stato, per verificare le nuove ipotesi di inquinamento sui tratti del fiume, che hanno permesso di individuare schiuma e altre sostanze. I nostri laboratori prepareranno le analisi dal punto di vista microbiologico e chimico. Il microbiologico attiene alla eco tossicità e il chimico verificherà la presenza, ad esempio, di solventi o metalli pesanti. Siamo in attesa degli esiti analitici che verranno comunicati al più breve.”

Nella sua risposta il Direttore dell’ARTA non sembra proprio che stia parlando delle fogne di Avezzano e dei canali del Fucino, ma di “tratti di fiume“: è evidente che si riferisce ad altro. E’ però interessante, e preoccupante, l’accenno ad “altre sostanze“, alla “eco tossicità“, alle “analisi chimiche” e alla verifica di presenza di “solventi o metalli pesanti“. Il Direttore generale dell’ARTA sta parlando di inquinamento chimico: roba che non prevede una semplice multa, ma si va sul penale. Sarebbe bastata una domanda…

Questa è invece la trascrizione di quanto detto poche ore dopo – cioè nel servizio video andato in onda alle 14 del 7 febbraio – sempre dal Direttore generale dell’ARTA Maurizio Dionisio:

L’ARTA conferma la grave situazione di Pozzilli, questo scarico industriale diniegato dalla Regione Abruzzo quindi privo dell’autorizzazione. Nell’ambito del prelievo effettuato da ARTA il 15 gennaio, i nostri laboratori hanno evidenziato un superamento di 800mila unità di escherichia coli contro le 5mila previste dalla legge. La situazione è nota all’ARTA, nota alle forze dell’ordine, nota alla Regione: noi stiamo facendo la nostra parte.” [ nota: il grassetto è nostro ]

Questa dichiarazione è della mattina del 7 febbraio, cioè poche ore dopo la diffusione dei nostri dati sull’inquinamento. Il Direttore dell’ARTA sembra apparentemente privo di freni inibitori. In una sola frase di nemmeno 140 battute spazi inclusi, riesce infatti a sostenere che:

1) l’inquinamento da noi denunciato è reale: “L’ARTA conferma la grave situazione di Pozzilli”; 2) lo scarico di Puzzillo delle fogne civili di Avezzano, città di 40mila abitanti, è uno “scarico industriale”; 3) lo stesso scarico di Puzzillo è “diniegato dalla Regione Abruzzo; 4) lo scarico fognario di tutta Avezzano è quindi privo dell’autorizzazione”.

La seconda frase del Direttore generale è più lunga: 186 battute spazi inclusi: “Nell’ambito del prelievo effettuato da ARTA il 15 gennaio, i nostri laboratori hanno evidenziato un superamento di 800mila unità di Escherichia coli contro le 5mila previste dalla legge“.

Questa frase è curiosa per due motivi. Il primo è banale: tra il prelievo dei campioni (15 gennaio) e la divulgazione dei risultati delle analisi delle acque (7 febbraio) l’ARTA ha impiegato 22 giorni; a SITe.it, per la stessa operazione, sono bastati 6 giorni.

Il secondo motivo è un po’ più serio. 800mila unità di Escherichia coli è una enormità: supera di 160 volte il limite massimo. Le nostre analisi certificano 72mila unità di Escherichia coli, che superano di 14 volte il limite massimo. Fermo restando che entrambi i casi certificano che quelle acque sono inquinate e non possono essere utilizzate per l’irrigazione, la sproporzione tra i numeri appare comunque enorme. Delle due l’una: o sbaglia SITe.it e deve cambiare il laboratorio di riferimento, o sbaglia il Direttore dell’ARTA, che forse non sa leggere i dati e ha messo uno zero in più. Oppure ancora, le differenze dei valori dipendono dal punto in cui vengono fatti i prelievi: l’ARTA però – a differenza di SITe.it – finora ha omesso di indicare i luoghi in cui preleva i campioni d’acqua da analizzare.

La terza frase – pronunciata dal Direttore generale dell’ARTA Maurizio Dionisio a conclusione della seconda intervista – è la più breve: solo 115 battute spazi inclusi. Ma è anche la più sinistra e suona come un minaccioso avvertimento trasversale ad altre entità istituzionali: La situazione è nota all’ARTA, nota alle forze dell’ordine, nota alla Regione: noi stiamo facendo la nostra parte, scandisce il Direttore generale.

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