Gastroenterite in Marsica, il mistero dell’acqua non è risolto: CAM rassicura, ma manca la data dei prelievi

Alfio Di Battista
13 Minuti di lettura

Marsica – due fotografie della stessa acqua ma scattate forse in momenti diversi. Il campione di Borgorose è del 19 agosto e rileva una contaminazione microbiologica. Il CAM, nel suo comunicato del 29 agosto, (in fondo all’articolo) parla di acqua conforme, ma non dice quando ha effettuato i propri rilievi. È una questione di metodo, prima ancora che di risultati.

Queste le parole del presidente del CAM, Ernani Ornello: «L’acqua erogata nei comuni della marsica interessati dai casi di gastroenterite è potabile. Lo dicono i risultati delle analisi congiunte effettuate in 11 punti di distribuzione dalla nostra società e dalla ASL l’Aquila-Avezzano-Sulmona. Sono in corso ulteriori approfondimenti, ma siamo sufficientemente tranquilli che non ci sono collegamenti con quanto accaduto in alcuni paesi».

Tuttavia resta senza risposta la domanda più importante: da cosa è dipesa l’epidemia di gastroenterite? A questo punto la questione non è più soltanto capire se l’acqua della sorgente Verrecchie sia potabile oggi ma anche cosa è successo nei giorni in cui decine di persone hanno cominciato ad accusare sintomi gastrointestinali?

Il comunicato diffuso dal Consorzio Acquedottistico Marsicano prova a mettere un punto sulla vicenda. Il presidente Ernani Ornello comunica che l’acqua erogata nei comuni della Marsica interessati dai casi di gastroenterite è potabile, sulla base di analisi congiunte effettuate dal CAM e dalla ASL 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona in 11 punti di distribuzione.

Il CAM parla di parametri conformi alla normativa e precisa che sono in corso ulteriori approfondimenti su altri indicatori della qualità dell’acqua. Una comunicazione certamente rassicurante. Ma c’è un dettaglio che rassicurante non lo è affatto: nel comunicato non viene indicata la data dei prelievi.

Ed è proprio qui che comincia il problema. Il 19 agosto 2026, presso la fontana pubblica di via Roma a Borgorose, è stato prelevato un campione di acqua proveniente dall’acquedotto alimentato dalla sorgente Verrecchie. La ASL di Rieti, sulla base degli accertamenti effettuati con l’ARPA Lazio, ha comunicato una non conformità microbiologica per la presenza di Escherichia coli ed enterococchi intestinali.

Il Comune di Borgorose, avuto il responso il 24 agosto, ha adottato un’ordinanza di divieto dell’utilizzo dell’acqua, disponendo anche interventi di clorazione, sanificazione e nuovi campionamenti.

Tre giorni dopo, il 25 agosto, arrivava dal versante abruzzese una comunicazione di segno opposto: le analisi del CAM sulle acque provenienti dalla sorgente Verrecchie venivano indicate come negative. Era questa la contraddizione già evidenziata nel nostro articolo pubblicato il 26 agosto.

Il comunicato del CAM, del 29 agosto, introduce un elemento nuovo: parla di analisi congiunte CAM-ASL 1 effettuate in 11 punti, comprendenti la sorgente del Liri, serbatoi e fontane nei comuni di Tagliacozzo, Sante Marie e Cappadocia. Ma ancora una volta manca un’informazione essenziale:

quando sono stati effettuati quei prelievi? La data non è un dettaglio burocratico perché in una vicenda epidemiologica, nella quale si cerca di capire se l’acqua possa aver avuto un ruolo nella diffusione di una gastroenterite, il fattore tempo è parte integrante dell’analisi.

Un campione prelevato il 19 agosto e risultato contaminato, fotografa una determinata situazione il 19 agosto. Un campione prelevato il 25, il 27 o il 28 agosto fotografa una situazione diversa. A distanza di tempo, la sorgente, la rete, i serbatoi e le condizioni ambientali sono certamente cambiate, e i due risultati ottenuti in tempi diversi non possono essere paragonati per stabilire che uno dei due sia falso.

Sono due fotografie scattate in momenti diversi. Ma per capire cosa è successo bisogna sapere quando sono state scattate. Esattamente ciò che non viene spiegato nel comunicato del CAM.

Dire, il 29 agosto, che l’acqua è conforme alla normativa può essere certamente utile per informare i cittadini sulla situazione attuale. Ma non consente di stabilire che l’acqua fosse conforme anche il 19 agosto, quando l’ARPA Lazio rilevava invece la presenza di indicatori di contaminazione fecale.

Il confronto ha senso soltanto a parità di condizioni. Se si vuole verificare perché ASL Rieti e ARPA Lazio abbiano trovato una non conformità e CAM e ASL 1 Abruzzo abbiano successivamente trovato parametri conformi, occorre mettere a confronto campioni il più possibile omogenei:

Stesso punto di prelievo, o punti tecnicamente comparabili; stesso tratto della rete; stessa tipologia di acqua; stessi parametri analizzati; stessa metodologia; e soprattutto date e orari dei campionamenti chiaramente documentati.

Senza queste informazioni, la comparazione rischia di diventare soltanto una contrapposizione di comunicati fini a se stessi e inutili per la popolazione. La domanda non è infatti se l’acqua sia potabile il 29 agosto. La domanda è se l’acqua possa avere avuto un ruolo nella diffusione della gastroenterite nei giorni precedenti.

Se dopo due settimane l’acqua è pulita, (ci mancherebbe pure che non lo fosse) cosa ci dice ciò sul 19 agosto? Praticamente nulla. Se i prelievi CAM-ASL 1 sono stati effettuati molti giorni dopo il campionamento di Borgorose, il fatto che oggi non venga rilevata una contaminazione non dimostra automaticamente che una contaminazione non sia esistita in precedenza.

Il vero problema non è la contraddizione tra CAM e ARPA Lazio. La vera questione è molto più seria. Perché a distanza di giorni dall’insorgenza dei casi, non sappiamo ancora quale sia stata la causa della gastroenterite? L’acqua è una delle ipotesi ma si è parlato anche di contaminazione alimentare, di eventi circoscritti a sagre di paese e altri veicoli di contaminazione.

Il compito dell’autorità sanitaria dovrebbe essere proprio quello di ricostruire scientificamente l’origine dell’evento non di limitarsi a comunicare che un determinato campione di acqua, prelevato in una determinata giornata, è conforme.

E la ASL 1 Abruzzo dov’era? La ASL 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona, compare ora nel comunicato CAM come soggetto che ha partecipato ai controlli congiunti. Ma l’opinione pubblica ha diritto di conoscere quando sono stati effettuati questi prelievi, quali punti sono stati campionati, quali parametri sono stati ricercati e quali sono i relativi referti.

Soprattutto, dovrebbe essere chiarito se la ASL 1 abbia effettuato, nelle giornate immediatamente successive alla comparsa dei casi, campionamenti analoghi a quelli realizzati dalla ASL di Rieti.

Perché, se il 19 agosto la ASL di Rieti, con il supporto di ARPA Lazio, rilevava una contaminazione in un punto alimentato dalla sorgente Verrecchie, non è stato effettuato nello stesso momento, o comunque in condizioni il più possibile comparabili, un campionamento sul versante abruzzese?

Se è stato fatto, bisogna dirlo e pubblicare i risultati. Se non è stato fatto, bisogna spiegare perché. La salute pubblica non può essere ricostruita a posteriori a colpi di comunicati. Il problema non è stabilire chi abbia scritto il comunicato più rassicurante ma ricostruire la sequenza cronologica dei fatti.

Quando sono comparsi i primi casi? Quando sono stati segnalati alle autorità sanitarie? Quando sono stati effettuati i primi prelievi? Dove sono stati fatti? Quali parametri sono stati ricercati? Quando sono arrivati i risultati? Quand’è che il CAM ha effettuato i propri campionamenti? Quando è intervenuta la ASL 1?

E soprattutto, perché a oggi non esiste ancora una risposta ufficiale e documentata sulla causa dell’episodio di gastroenterite? Queste sono le domande alle quali la popolazione della Marsica attende risposta.

Una cosa è dire che oggi l’acqua risulta conforme, un’altra cosa è dimostrare che l’acqua non abbia avuto alcun ruolo nell’evento sanitario verificatosi nei giorni precedenti. Sono affermazioni diverse e non possono essere sovrapposte.

Il CAM sostiene di essere “sufficientemente tranquillo” sul fatto che l’acqua non sia alla base dei casi. Ci accontentiamo quindi di una striminzita sufficienza? Un 6 politico? Di certo la tranquillità del CAM non può sostituire una ricostruzione scientifica.

Se il campione ARPA Lazio è del 19 agosto e quello del CAM è stato effettuato molti giorni dopo, confrontare i due risultati non ha alcun senso. Il dato davvero importante del comunicato del CAM non è quello che c’è scritto ma quello che non c’è scritto. Cioè la data dei prelievi alla sorgente Verrecchie.

Su questo, dopo giorni di comunicati, rassicurazioni, analisi e polemiche, non c’è ancora la risposta. Ed è probabilmente questa, la questione che dovrebbe preoccupare maggiormente cittadini e istituzioni.

C O M U N I C A T O S T A M P A – C A M

CAM: ORNELLO, POTABILE L’ACQUA EROGATA NEI COMUNI DELLA MARSICA INTERESSATI DA CASI DI GASTROENTERITE. LO DICONO I RISULTATI DELLE ANALISI CONGIUNTE EFFETTUATE IN 11 PUNTI DI DISTRIBUZIONE DALLA NOSTRA SOCIETÀ’ E DALLA ASL L’AQUILA-AVEZZANO-SULMONA

PRESIDENTE CONSORZIO ACQUEDOTTISTICO MARSICANO: IN CORSO ULTERIORI APPROFONDIMENTI, MA SIAMO SUFFICIENTEMENTE TRANQUILLI CHE NON CI SONO COLLEGAMENTI CON QUANTO ACCADUTO IN ALCUNI PAESI

AVEZZANO – È potabile l’acqua erogata nei comuni della Marsica, in provincia dell’Aquila, interessati da casi di gastroenterite: lo dicono i risultati delle analisi congiunte effettuate in 11 punti di distribuzione dalla Asl 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona e dal Consorzio acquedottistico marsicano (Cam) Spa, che gestisce il servizio idrico in 33 comuni.

A darne notizia è il presidente del Cam, Ernani Ornello, nel fare il punto sulla vicenda che da giorni coinvolge alcuni centri del territorio. “Alla luce dei controlli congiunti effettuati dalla nostra società e dalla Asl 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona – spiega il manager pubblico – si conferma che i parametri relativi alla potabilità dell’acqua in rete risultano conformi alla normativa. Sono in corso approfondimenti relativamente ad ulteriori parametri indicatori della qualità dell’acqua il cui esito verrà comunicato nei prossimi giorni. Verifiche che non ci preoccupano assolutamente”.

I prelievi sono stati condotti in 11 punti di erogazione ricompresi nella sorgente del Liri, e nei serbatoi e nelle fontane all’interno dei comuni di Tagliacozzo, Sante Marie e Cappadocia.

“Per quanto ci riguarda, – spiega ancora il presidente del Cam -, le analisi sulla potabilità sono state effettuate attraverso il nostro laboratorio accreditato ‘ACCREDIA’ e anche in questo caso le analisi hanno evidenziato parametri assolutamente nella norma. Le procedure sono certificate e verificabili. Siamo più tranquilli anche se continuiamo ad indagare, in riferimento alle nostre competenze, sulle cause che hanno portato ai casi di gastroenterite. A tale proposito, sono in corso altri approfondimenti in altri 11 punti ma siamo sufficientemente tranquilli sul fatto che l’acqua non sia stata alla base dei casi in questione”.

Il presidente conclude che la società di gestione del ciclo idrico integrato nella Marsica ha inteso “parlare con notizie ufficiali e non partecipare alle polemiche, in larga parte definibili strumentali”.

Nei prossimi giorni, il Cam dovrebbe avere a disposizione anche i risultati delle analisi richieste da Arpa Lazio in alcuni punti di prelievo tra cui il comune di Borgorose, confinante con l’Abruzzo ma appartenente alla provincia di Rieti.

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