Gaza – Onu approva risoluzione per “Pause umanitarie urgenti”

Redazione
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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato a favore di una bozza di risoluzione che chiede “pause e corridoi umanitari urgenti ed estesi” in tutta la Striscia di Gaza “per un numero sufficiente di giorni per consentire l’accesso di aiuti“.

La bozza di risoluzione era stata avanzata dal rappresentante di Malta: 12 membri hanno votato a favore, mentre tre membri permanenti – Stati Uniti, Regno Unito e Russia – si sono astenuti.

La Russia, secondo quando riferisce il suo rappresentante Vasily Nebenzya, aveva presentato un emendamento alla bozza di risoluzione maltese in cui si chiedeva un cessate il fuoco umanitario, ma non è stato accolto. Nebenzya, durante la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla situazione in Medio Oriente, ha dichiarato: I residenti della Striscia di Gaza saranno lasciati senza comunicazione nelle prossime ore a causa della mancanza di elettricità; Fin dall’inizio dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno sabotato lo sviluppo di un documento equilibrato nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; La Russia è seriamente preoccupata che le disposizioni della risoluzione del Medio Oriente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non saranno attuate nella zona di conflitto.

Nella risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza, comunque, si chiede anche il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas e da altri gruppi. Nella risoluzione si chiede inoltre che tutte le parti rispettino gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e si invita il segretario generale delle Nazioni Unite – il portoghese António Guterres – a monitorare e a riferire sulla sua attuazione.

il Washington Post riferisce che Martin Griffiths, capo degli affari umanitari dell’Onu, ha presentato un piano in 10 punti per “tenere a freno la carneficina” a Gaza, che ogni giorno raggiunge “nuovi livelli di orrore“. Nel piano si chiederebbe anche di “facilitare gli sforzi per un flusso continuo di aiuti” e di attuare un “cessate il fuoco umanitario che consenta ai servizi di base e agli scambi commerciali essenziali di ripartire. Questo cessate il fuoco è vitale per facilitare la consegna di aiuti, consentire il rilascio degli ostaggi e dare una pausa ai civili“.

Nel mese di ottobre, nel tentativo di approvare risoluzioni che chiedevano un cessate il fuoco o pause umanitarie il Consiglio di sicurezza dell’Onu – nonostante il massacro di civili in atto da parte dell’esercito israeliano – ha fallito ben quattro volte.

Puntuale, dopo l’approvazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, è arrivata la reazione negativa da parte del rappresentante di Israele, Gilad Erdan: “La decisione è scollegata dalla realtà e non ha alcun significato“. Addiruttura Erdan ha dichiarato che a Gaza “Israele opera già secondo il diritto internazionale“.

Secondo NBC News, il divario tra l’amministrazione Biden e il governo Netanyahu sul futuro di Gaza si sta allargando: funzionari statunitensi attuali ed ex, notano crescenti disaccordi tra l’amministrazione Biden e il governo Netanyahu riguardo alle azioni militari contro Hamas e le loro visioni divergenti per il futuro politico di Gaza. “Siamo preoccupati che non stiano facendo tutto il possibile per ridurre le vittime civili”, ha detto un funzionario dell’amministrazione. La tensione, secondo gli attuali ed ex funzionari, si concentra su questioni cruciali del governo e sull’azione militare israeliana nell’enclave palestinese, che coinvolgono il ruolo dell’Autorità palestinese, gli sforzi diplomatici per una soluzione a due stati e la creazione di uno stato palestinese. “C’è un divario incombente tra gli Stati Uniti e Israele su dove saremo tra un mese o due”, ha detto un ex funzionario degli Stati Uniti. Sebbene Usa e Israele abbiano cercato di presentare pubblicamente un fronte unito, il divario è stato esposto dopo che Netanyahu la scorsa settimana ha affermato che Israele manterrà un controllo di sicurezza su Gaza per un periodo indefinito.

Oggi in Israele il leader dell’opposizione Yair Lapid, ha chiesto la destituzione del premier, Benjamin BibiNetanyahu: “deve andare via adesso“, ha dichiarato invocando un voto di sfiducia contro il governo. Lapid ha chiesto anche la nascita di un nuovo esecutivo guidato da un’altro esponente del Likud: “Non possiamo permetterci di condurre una guerra prolungata con un primo ministro di cui non ci fidiamo“.

Intanto a Gaza l’esercito israeliano ha distrutto con l’esplosivo la sede del parlamento, mentre Erdogan ha accusato apertamente Israele di essere uno “Stato terrorista“.

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