Giro d’Italia – Avezzano: Gincana del Sindaco sull’asfalto che scotta

Con la passeggiata dei ciclisti della IX Tappa, su viale Marconi si tiene un doppio spettacolo. Sembra che sul “Corpo di reato lungo 457 metri” prenderà il via anche un’avvincente “Gincana ad ostacoli” che vedrebbe il Comune destreggiarsi tra Corte dei Conti, Prefettura, Procura e forse anche l’ANAC, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione

Angelo Venti
Angelo Venti
13 Minuti di lettura

Dopo i sospetti di “Danno erariale” per la maldestra eliminazione della pista ciclabile, cade un’altra tegola sulla testa del sindaco. L’incarico per l’asfaltatura di alcune delle strade interessate dalla passeggiata in città dei ciclisti del Giro, risulterebbe in contrasto anche con un Parere consultivo dell’ANAC.

Sorgono nuovi dubbi sulla legittimità del famoso “tesoretto” annunciato con enfasi da un Comunicato stampa diffuso dal nutritissimo staff del sindaco Di Pangrazio subito dopo l’Accordo Comune Mascitti, ratificato dal Consiglio comunale tenutosi lo scorso 28 novembre 2023 e su cui avevamo già riferito in questo nostro articolo QUI

Dubbi e sospetti che si aggiungono a quelli suscitati dalla rimozione della pista ciclabile di viale Marconi. Una infrastruttura importante per la mobilità urbana eliminata – dopo nemmeno 5 anni e una spesa di quasi 300mila euro – con modalità quantomeno poco cristalline, tanto che c’è chi parla della pista sparita come di “un corpo di reato lungo 457 metri”, chi ipotizza il danno erariale e infine chi evoca lo spettro di Procura e Corte dei conti.

A finire nel mirino il dirigente comunale Antonio Ferretti (sospettato di un possibile “omesso controllo”) e la ditta Emme Conglomerati srl che ha eseguito l’asfaltatura di viale Marconi e che, terminati i lavori, non avrebbe ripristinato i luoghi (e quindi anche la pista), come previsto nella Ordinanza dirigenziale n. 64 del 4 aprile 2024. In ogni caso, di questi aspetti ne abbiamo già parlato nei dettagli in questo articolo qui:

Ma torniamo al consiglio comunale del novembre scorso in cui fu approvata la delibera di ratifica dell’Accordo Comune-Mascitti: fu una seduta molto istruttiva. Il primo consigliere di maggioranza a prendere la parola fu Ignazio Iucci, che con entusiasmo dichiarò:

Credo che questa delibera farà storia. Farà scuola per altre amministrazioni che si troveranno nelle stesse situazioni. …vorrei fare i complimenti agli uffici ma anche al sindaco che ha portato a termine questa mediazione. Grazie”.

E noi, il consigliere Iucci, lo prendiamo sempre molto sul serio.

Se questa delibera è storica e farà scuola – ci siamo detti in redazione – è meglio che la studiamo bene”. E così ci siamo messi a caccia di altri casi simili, solo che questa ricerca e finita col fare aumentare dubbi e domande sull’accordo stipulato dall’Amministrazione comunale.

Insomma, il consigliere Iucci ha ragione quando afferma “questa delibera è storica e farà scuola“, ma sbaglia quando dice “vorrei fare i complimenti agli uffici ma anche al sindaco che ha portato a termine questa mediazione” perché, da quello che emerge, potrebbe trattarsi di una transazione vietata e gravemente irregolare.

Una prima risposta l’abbiamo trovata in un “Parere consultivo” dell’ANAC – Autorità Nazionale Anti Corruzione – che sembra calzare a pennello con il caso avezzanese. A cui si aggiungono anche altre possibili illegittimità.

Il Parere consultivo in questione, abbastanza fresco, è il n. 23 del 17 maggio 2023.

Con tale Parere l’ANAC stabilisce esplicitamente il divieto per i Comuni di stipulare con i privati le cosiddette “transazioni novative”, ossia accordi mediante i quali tra Ente e privati si instaura un contratto diverso da quello originario. Quello trattato dall’Anac è un caso molto simile a quello dell’accordo Comune-Mascitti.

In esso l’ANAC precisa che la ragione di tale divieto è che i lavori pubblici vanno affidati solo secondo i metodi già stabiliti dalla legge. La legge sugli appalti, infatti, impedisce la conclusione di accordi transattivi che – per risolvere un contenzioso con una ditta privata – affidano proprio ad essa (o a società terze che si “accollano il debito”) dei nuovi lavori pubblici.

Tale divieto in effetti ha un senso, perché altrimenti si determinerebbe una grave violazione dei principi di concorrenza e di trasparenza. Insomma, dice l’ANAC, non possono esserci transazioni tra enti e ditte che assegnano appalti senza gara per risolvere contenziosi o cause di altra natura.

Ma nell’Affaire Comune-Mascitti esistono anche altre anomalie, diciamo così, singolari.

La prima anomalia è questa. Benché la ditta debitrice verso il Comune di 650mila euro fosse la società Lino Mascitti e figli srl , a pagare il debito in natura è invece un soggetto terzo – la Emme Conglomerati srl – a cui viene assegnato senza gara un appalto di pari importo per l’esecuzione di lavori pubblici.

La seconda anomalia è procedurale e si consuma in più tappe. Eccole:

1) Il Dirigente Ferretti, davanti all’Organismo di Mediazione, firma l’accordo a nome del Comune senza però definire la natura dei lavori da eseguire per estinguere il debito;

2) Nel Consiglio comunale del 28 novembre 2023 – il relativo articolo di SITe.it è consultabile a questo LINK – viene ratificato l’accordo con la ditta e nemmeno questa volta si definiscono i lavori e, per la verità, il sindaco invita i consiglieri a segnalarli successivamente. Infatti nella stessa Delibera di consiglio n. 69/2023, si ribadisce che “Il Comune si impegna a consegnare tutte le progettazioni necessarie ed il computo totale dei lavori da eseguire entro e non oltre 30 giorni dall’approvazione in consiglio comunale dell’accordo”.

3) Con la Delibera n. 54 del 21 marzo 2024 la Giunta comunale si limita ad approvare il “valore delle lavorazioni da eseguire, che determina la somma corrispettiva dell’atto di transazione che ammonta ad € 650.000,00”, indicando però solo i nomi di 14 strade da asfaltare con il costo per ogni singola strada: tutto qui.

4) Mancano infine le Determine del Rup e quelle del Dirigente. Infatti l’asfaltatura di via Marconi – che ricordiamo per inciso ha portato alla demolizione della pista ciclabile costata alla collettività 174mila euro – è stata autorizzata con l’Ordinanza dirigenziale n. 64 del 4 aprile 2024.

Ma nell’Accordo Comune-Mascitti si verificano altre gravi violazioni della normativa sugli appalti pubblici.

5) Difetto di trasparenza preventiva sui lavori. Di regola il contenuto esatto dei lavori pubblici da eseguire e il calcolo dell’importo dei lavori devono essere descritti e quantificati nell’importo prima del loro affidamento (c.d. “base d’asta”). Invece nel caso dell’Accordo Comune-Mascitti-Emme Conglomerati i lavori sono stati identificati genericamente e quantificati solo dopo l’affidamento…

6) Difetto di trasparenza sui progetti e sui computi metrici. In caso di normali gare d’appalto ogni cittadino e ogni impresa può consultare preventivamente sull’albo pretorio e sulla sezione del sito del Comune “Amministrazione trasparente” il capitolato, il progetto definitivo e il computo metrico dei lavori pubblici da affidare alle ditte private. Invece nel caso dell’Accordo Comune-Mascitti-Emme Conglomerati nessuno conosce i progetti, che restano probabilmente chiusi nel cassetto del Dirigente. Anzi, sorge anche il dubbio sull’esistenza stessa di progetti precisi.

7) Non si ha nemmeno notizia di tutte le fasi tipiche della progettazione: redazione dello studio di fattibilità, redazione del progetto definitivo, redazione progetto esecutivo. Sono stati fatti?…

Era il 2011, quando il Comune sottoscrive con la ditta “Lino Mascitti e figli srl” un contratto di concessione di terre civiche, valido per 11 anni, per una cava di sabbia.

Nel 2019, la ditta in questione, però, aveva già accumulato un debito di 612mila euro per i canoni di concessione non pagati alla collettività. Debito poi lievitato, secondo quando ricalcolato dal Comune, a oltre 647mila euro.

Nel 2023, dopo che erano falliti alcuni dei tentativi per recuperare il debito anche con scambi fantasiosi, la partita viene finalmente chiusa dall’Amministrazione Di Pangrazio, che imprime all’annoso contenzioso una svolta apparentemente risolutiva.

Il 23 novembre scorso, infatti, in sede di Mediazione civile – da una parte il Comune di Avezzano (rappresentato dal Dirigente Antonio Ferretti) e dall’altra le ditte Lino Mascitti e figli srl e la EMME conglomerati srl (appartenenti allo stesso gruppo imprenditoriale e rappresentate rispettivamente da Gianfranco e Simonetta Mascitti) – sottoscrivono un tanto sorprendente quanto singolare Acccordo.

In sintesi, con tale accordo il Comune accetta che la ditta insolvente – che con le casse comunali ha accumulato quasi 650mila euro di debito per canoni concessori non corrisposti da anni – può pagare tali debiti in “natura”, cioè attraverso l’esecuzione di lavori stradali e marciapiedi.

A saltare subito all’occhio è il trattamento di favore riservato alla ditta insolvente: il Comune consente ad essa – a differenza degli altri imprenditori e dei comuni cittadini – di pagare i debiti verso la pubblica amministrazione non in moneta sonante ma in natura, cioè con l’esecuzione di lavori.

Altro punto che lascia perplessi, è la proroga di altri 3 anni accordata alla ditta per lo sfruttamento della cava, con contestuale impegno del Comune ad esprimere il proprio parere favorevole alla proroga della concessione per l’attività estrattiva con la Regione. Insomma, per una ditta che si è dimostrata inadempiente nei pagamenti, anche questo è un vantaggio bello grosso. Ed è il secondo che il Comune accorda a Mascitti.

Ma l’effetto più sorprendente dell’Accordo che l’Amministrazione Di Pangrazio ha fatto sottoscrivere per suo conto dal Dirigente Antonio Ferretti è il terzo.

Per eseguire questi lavori pubblici, il Comune senza porsi alcun problema di legalità e legittimità, viola platealmente le regole e salta a piè pari le Gare d’appalto, escludendo di fatto altri potenziali imprenditori interessati.

Non solo: il Comune rinuncia così anche ai possibili risparmi di risorse pubbliche derivanti dai ribassi d’asta.

Nell’Accordo Comune-Ditta debitrice – infatti – viene specificato che i lavori che la ditta dovrà eseguire saranno indicati dal Comune che fornirà anche i progetti, e soprattutto si mette nero su bianco che il compenso sarà calcolato sul “vigente Prezziario regionale, con esclusione anche della revisione prezzi”. Per capirci: Niente gara? Niente ribasso!

Nonostante la tanto sbandierata “Trasparenza amministrativa”, sono diverse le carte e i documenti relativi ai lavori su viale Marconi che non riusciamo a trovare: non sono rintracciabili sull’Albo pretorio on line del Comune, non siamo riusciti a reperirle attraverso i consiglieri comunali. Anche la “Richiesta di accesso agli atti” presentata in Comune dal Comitato Mobilità sostenibile marsicana, finora, è rimasta senza risposta. L’Amministrazione comunale sul punto è – diciamolo pure – piuttosto opaca. Pertanto le domande e le ipotesi di irregolarità contenute in questo articolo sono desunte attraverso le sole carte pubbliche finora nella nostra disponibilità. La redazione di SITe.it è pertanto lieta di ricevere chiarimenti e documenti pubblici e dichiariamo sin d’ora la nostra disponibilità a pubblicare interventi ed eventuali integrazioni, precisazioni o rettifiche. Intanto, buona lettura.

Condividi questo articolo