Il governo di destra fa una manovra di sinistra, tassati gli extra profitti delle banche. Crolla la borsa di Milano

Alfio Di Battista
Alfio Di Battista
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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 07-08-2023 Roma Politica Palazzo Chigi - Conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri Nella foto Adolfo Urso, Matteo Salvini, Francesco Lollobrigida 07-08-2023 Rome (Italy) Politics Chigi palace - Press conference at the end of the Council of ministers In the pic Adolfo Urso, Matteo Salvini, Francesco Lollobrigida

Avezzano – La decisione del Consiglio dei Ministri, nottetempo, di tassare i così detti extra profitti degli istituti di credito fa crollare i titoli bancari in borsa. La classica manovra balneare mentre gli italiani sono in vacanza, almeno chi se lo può permettere. Il governo liscia il pelo all’opinione pubblica irretita da un populismo d’accatto, ormai diffuso su tutto l’arco costituzionale. La speranza è rimediare consenso a buon mercato.

Non è casuale che l’avvocato del popolo, Giuseppe Conte, provi ad intestarsi i meriti dell’iniziativa del Governo, col redivivo Fassina che esulta in un incontenibile afflato da internazionale socialista. Senza parlare di Fratoianni e dell’ala sinistra del PD, con gli Orlandiani costretti a soffocare le urla di giubilo per una manovra di sinistra fatta dalla destra.  

Curiosamente al Consiglio dei Ministri non ha partecipato il ministro dell’economia Giorgetti, non certo un cuor di leone ma certamente una delle teste pensanti di questo governo, il solo che avrebbe avuto titolo per spiegare la ratio dell’operazione, ma s’è ben guardato dal metterci la faccia.

Altra assenza eccellente, ça va sans dire, quella della Meloni, troppo furba per sfregiare quel poco di buona stampa che ha messo insieme finora da Presidente del Consiglio senza aver fatto praticamente nulla, se non restarsene nella scia dei dossier lasciati aperti da Draghi.

E così l’indefesso Salvini si è ritrovato davanti alle telecamere, sbattuto sotto i riflettori a spiegare il decreto Robin Hood. Oddio, spiegare è una parola grossa, al massimo ha farfugliato di farraginosi e imprecisati aiuti alle persone in difficoltà col pagamento delle rate dei mutui, che largo circa, è come dire: – quello che non riuscite a pagare alle banche con le vostre forze, lo paga lo Stato con i soldi che ha tolto alle banche. In pratica glieli ridiamo. –

Ma poi sarà veramente così? Anche perché i potenziali 2,8 – 3 miliardi derivanti da questo extra gettito, al netto dei ricorsi delle banche, pare servano anche a tagliare le tasse. Quali? Saranno mica quelle abbuonate agli evasori? Insomma, quando c’è da buttarla in vacca, Salvini è sempre in prima linea.

Poi magari Giorgetti gli spiegherà, fra un calzone fritto e una pajata di agnello, che i titoli bancari hanno un peso rilevante nei portafogli dei risparmiatori, e che perdere 10 punti percentuali, in un giorno, li fa incazzare.

Gli spiegherà anche che la certezza del diritto è quella cosa che qualifica la credibilità di un paese. Quale multinazionale deciderà di investire i propri soldi in Italia se al rischio d’impresa dovrà sommare il rischio di inattendibilità di un paese, il cui governo cambia le regole mentre si gioca la partita.

Ah dimenticavo, a questo ci ha già pensato quel geniaccio del Ministro di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, ascoltatissimo consigliere della Presidente del Consiglio che in 11 secondi di dichiarazione ha risolto tutto. Nella sua fantasmagorica visione, ha dichiarato che questo governo contrasterà e frenerà le grandi multinazionali per valorizzare chi agisce nel nostro paese. Mi verrebbe da dire: – Open to meraviglia! –

In basso le dichiarazioni del Ministro delle imprese e del made in Italy, Urso

Adolfo Urso Ministro delle Imprese e del Made in Italy 
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